A febbraio il rendimento (buyback più dividendi) a 12 mesi dell'indice azionario Europe Stoxx 600 è stato pari al 5%, in calo rispetto al picco dello scorso settembre del 5,9% ma a un livello più elevato rispetto a quello registrato a fine 2018. A segnalarlo sono gli analisti di Bank of America, aggiungendo che “il deterioramento di alcuni input provocato dall'inflazione sta avendo la meglio sul miglioramento di altri input basati sulla crescita”. Il rendimento rimane elevato: è atteso dell'1,5% a livello di buyback e del 3,5% a livello di dividendi.
Gli analisti di BofA hanno stilato una lista dei principali titoli che, in fase di rallentamento, presentano i rendimenti a 12 mesi più elevati. Si tratta di società europee che fanno parte dell'indice Europe Stoxx 600 che, stando all’analisi di BofA, hanno raggiunto un ranking di "rallentamento" superiore al valore di 60 e presentano un rendimento atteso a 12 mesi superiore alla mediana di mercato e di settore. Tra essi figurano diversi player energetici e utilities come Equinor (rendimento forward a 12 mesi del 23%), BP (11,2%), RWE (6,3%), Nationale Grid (6,2%) e Iberdrola (4,7%). Nell’healthcare ci sono la svizzera Novartis (5,9%), la francese Sanofi (4,2%) e la britannica GSK (3,9%). Nel comparto delle telecomunicazioni spicca Deutsche Telekom (22%), delle banche Hsbc (9,6%), delle assicurazioni AXA (8%) e Sampo (7,9%). Non mancano i titoli che appartengono ai settori del food&beverage e del tabacco come Imperial Brands (13,6%), Tobacco (9,2%), Heineken (6,1%), Pernod Ricard (5%), Nestle (4,2%) e Diageo (4,8%). Mentre nel comparto delle materie prime ci sono Rio Tinto (6,4%) e Vinci (4,5%), tra gli industriali Bae Systems (5,3%) e tra i media Wolter Kluwer (4,1%).
Al contempo, il Revision Ratio globale sull’utile per azione (eps) a quattro settimane elaborato da BofA è salito a 0,83, il livello più alto delle ultime otto settimane, trainato dai miglioramenti di tutti gli indicatori regionali ad eccezione di quelli relativi ai mercati emergenti. In Europa si è attestato a 0,96 (il livello più alto nelle ultime dodici settimane) sulla scia degli aggiornamenti positivi derivanti dai business IT e finanziario. Attualmente, a livello geografico, l'Eps Revision Ratio a quattro settimane è risultato più solido in Europa e più debole nel Pacifico; a livello settoriale più solido nei finanziari e più debole nelle utilities. Tra i primi cinque titoli con l'upgrade più elevato dell'utile per azione a un anno figurano Vestas (200%), Voestalpine (del 12%), KBC (11%), Danske Bank (11%) e Smurfit Kappa (9%); mentre i maggiori downgrade hanno interessato Yara (-24%), Elior (-20%), Orion (-12%), Ams (-11%) e Outokumpu (-8%).
BofA ha lanciato il suo indicatore European Momentum Conviction nell’ottobre 2020 per identificare gli episodi in cui la volatilità di un approccio trasversale all'investimento momentum è troppo elevata per sostenere dei rendimenti costanti o quando le tendenze in essere potrebbero interrompersi. Al momento l’indicatore si attesta a 39, sopra la soglia di 30 che segnala un potenziale crollo del momentum. Per costruire il dato si usano tre input che vengono ugualmente ponderati e che, messi insieme, restituiscono un valore che va da 0 a 100. Il primo è il rischio di volatilità del momentum (livelli elevati di volatilità possono compromettere la performance del momentum e intaccare la fiducia), il secondo è la volatilità implicita per le azioni (gli elevati ribassi del momentum tendono a verificarsi in seguito a punti di svolta nei cicli di mercato, per esempio quando si verifica una ripresa dopo una fase di recessione), il terzo è il rischio di un’inversione di tendenza. In quest’ultimo caso si identificano gli episodi in cui la performance del momentum ha subito un'accelerazione nel breve termine, segnalando la formazione di una potenziale "bolla”. (riproduzione riservata)