Il taglio dei tassi d'interesse migliora il sentiment degli investitori verso le criptovalute, asset sensibili ai tassi d'interesse come le obbligazioni e le materie prime. Il 18 settembre la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale, più di quanto previsto dagli economisti, dando il via a quello che dovrebbe essere un allentamento costante della politica monetaria. Così il bitcoin balza del 5,97% a 63.055 dollari.
La riduzione dei tassi aumenterà la liquidità nel sistema finanziario, stimolando la domanda di asset più rischiosi ma con rendimenti potenzialmente più elevati, come le cripto-attività. Ad esempio, tra febbraio 2020 e febbraio 2022, con tassi prossimi allo zero, il bitcoin ha registrato un incremento del 375%, ricorda Gianluigi Guida, ceo di Binance Italy. Inoltre, «la decisione della Fed potrebbe alimentare timori inflazionistici, spingendo alcuni investitori verso le cripto-attività per proteggere il proprio potere d'acquisto, indebolendo al contempo il dollaro», aggiunge Guida.
In questo scenario, dunque, gli asset digitali potrebbero essere sempre più considerati un'alternativa per gli investitori, a maggior ragione dopo che la scorsa settimana anche la Bce ha deciso di ridurre i tassi al 3,75%, evidenziando l’importanza di stimolare la crescita in Europa, «un fattore che potrebbe ulteriormente incoraggiare investimenti in asset digitali, soprattutto in un contesto di liquidità crescente e di pressioni inflazionistiche controllate nell'Eurozona», prevede l’esperto, facendo presente che, sebbene settembre sia stato tradizionalmente un mese non particolarmente forte per gli asset digitali, i prezzi tendono a recuperare da ottobre. «I minori costi di finanziamento e l'aumento della liquidità offrono prospettive promettenti per gli asset digitali e, in questo scenario, le tendenze storiche e i fattori specifici del settore rafforzano l'ottimismo riguardo a un possibile rimbalzo positivo nei mesi a venire», conclude Guida.
Certo che nel breve periodo, avverte Adrian Fritz, Head of Research di 21Shares, un taglio dei tassi di 50 punti base potrebbe segnalare un rallentamento dell’economia americana più consistente del previsto, allarmando i mercati e creando un aumento della volatilità, soprattutto per gli asset risk-on come le cripto. Nel lungo periodo, però, la maggior liquidità che questo comporta attrarrà più investitori verso gli asset risk-on, data la possibilità di ottenere maggiori rendimenti, spiega l’esperto. «In futuro sembrano essere previsti nuovi tagli, ma anche se così non fosse, il bitcoin sta attraversando un periodo di trasformazione interna che lo porterà a crescere anche se i tassi dovessero mantenersi sui livelli attuali
Senza contare che un taglio di 50 punti base «comunica ai mercati che la liquidità sta crescendo e questo può accendere la propensione al rischio degli investitori, innescando un rialzo del prezzo del bitcoin legato alle maggiori opportunità di rendimento», spiega Fritz. Tuttavia, «il bitcoin può ancora contare su fondamentali solidi e su sviluppi endogeni al sistema, che contribuiranno comunque alla sua crescita nel lungo periodo, soprattutto grazie alla sempre maggior adozione da parte di investitori istituzionali. Tra questi vanno citati sicuramente Nakamoto, ovvero l’upgrade a cui si sta sottoponendo Stacks per rendere il bitcoin ancora più scalabile, e Babylon Chain, che permette a chi detiene risorse inattive su bitcoin di poterle sfruttare su sistemi proof-of-stake come ethereum, generando una maggior domanda di bitcoin e aumentandone di conseguenza la redditività. Ciò significa che il re delle cripto è comunque in un’ottima posizione per continuare a crescere in futuro, anche se i tassi dovessero mantenersi sui livelli attuali». (riproduzione riservata)