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Massimiliano Belingheri, consigliere e azionista di BFF Bank
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Bff bank sprofonda in borsa, -44% dopo accantonamenti straordinari e l'uscita del ceo. A rischio il dividendo?

02 febbraio 2026, 08:30 Ultimo aggiornamento: 18:08

L'utile netto rettificato per il 2025 è stimato a 150 milioni di euro, in crescita del 5% anno su anno, ma quest'anno è visto a 160 milioni dai 240 milioni precedenti. Il cfo Giuseppe Sica direttore generale, il ceo Massimiliano Belingheri rimette le deleghe. Banca Akros e Intermonte sospendono il rating

Bff Bank taglia i target 2026 e annuncia l’uscita a sorpresa del suo amministratore delegato, Massimiliano Belingheri. La banca, attiva nella finanza specializzata che sta cercando di riconquistare la fiducia degli investitori dopo l’indagine del 2024 sulle sue pratiche contabili da parte di Banca d’Italia, ha approvato accantonamenti straordinari per l'anno 2025 finalizzati al de-risking del proprio portafoglio di factoring, il restatement previsto del bilancio 2024 e i target finanziari 2026 rivisti.

L’azione Bff Bank il 2 febbraio, sospesa più volte, è crollata in chiusura del 44,27% a 4,5 euro, il minimo da marzo 2022. Già il 30 gennaio era caduta del 7,24% a 8,075 euro in borsa. Dopo l’ulteriore correzione e sulla base della nuova guidance il titolo tratta a un p/e adjusted 2026 di 9,5 volte (in area 10 volte post coupon AT1 contro le 10,8 della media del settore bancario).

Le azioni di de-risking e l'impatto sui conti

In vista della potenziale cartolarizzazione, Bff Bank ha condotto una revisione interna del proprio portafoglio di factoring e ha posto in essere delle azioni finalizzate al de-risking dello stesso.

Queste azioni hanno comportato un one-off pre-tasse nel 2025 di 95 milioni di euro, con una riduzione della non-performing exposure (Npe). Più nel dettaglio i risultati del quarto trimestre del 2025 includeranno accantonamenti per -72 milioni relativi a sentenze legali negative sui crediti verso la pubblica amministrazione; un one-off di -22 milioni per l’allungamento delle tempistiche di incasso degli interessi di mora e un restatement del patrimonio netto 2024 con una riduzione di 14 milioni relativa a errori su alcuni incassi factoring effettuati prima di giugno del 2023.

Per contro, la banca ha 53 milioni di ricavi fuori bilancio (interessi di mora, indennizzo forfettario per il recupero del credito e anatocismo) allo stato attuale contabilizzati al momento dell'incasso, relativi a sentenze positive con grado di giudizio definitivo su esposizioni creditizie verso il settore pubblico, non ancora contabilizzati.

L'utile netto rettificato per il 2025 è stimato a 150 milioni di euro, in crescita del 5% anno su anno (Equita si aspettava 161 milioni pre-AT1 e Banca Akros 171 milioni; 161 milioni il consenso), con un Roe rettificato di 23%. L'utile netto contabile è previsto a 70 milioni, inclusi i one-off. La generazione di capitale rimane solida con il Cet1 atteso al 13,2%-13,7% e con il total capital ratio al 16,4% e al 16,9%, compresi gli effetti dei one-off straordinari e della riduzione della Npe.

L’istituto pubblicherà i risultati finanziari consolidati per l’esercizio 2025 il prossimo 10 febbraio. Alla luce delle rettifiche e dell’indicazione di utile netto reported, Equita ritiene che sia improbabile il pagamento del dividendo 2025 o comunque si aspetta una sua significativa revisione al ribasso rispetto alle sue stime (68 centesimi di euro).

«La politica dei dividendi della banca resta invariata», ha assicurato a Bloomberg il nuovo direttore generale, Giuseppe Sica. «Eventuali dividendi saranno proposti dal cda il 10 febbraio».

Revisione dei target finanziari per il 2026

Il consiglio di amministrazione ha approvato un budget 2026 più conservativo e sotto le attese degli analisti, sulla base della minor crescita del portafoglio crediti e della performance degli incassi nel 2025, rivedendo i propri target finanziari per il 2026: utile netto rettificato a 160 milioni da 240 milioni (Equita stimava 185 milioni pre-AT1, Banca akros 200 milioni e il consenso 188 milioni); utile per azione a 0,8 euro da 1,3 euro (0,94 la stima di Equita); coefficiente costi/ricavi inferiore al 50% da inferiore al 40% (47% su base reported la stima di Equita); return on tangible equity al 24% da oltre 40% (22% la stima di Equita).

L’obbligazione Additional Tier 1 di Bff Bank da 150 milioni di euro, richiamabile a gennaio prossimo, è scesa di oltre tre centesimi fino a 96,9 centesimi per euro, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Il rendimento dell’obbligazione in caso di richiamo anticipato è salito ben al di sopra di quello a scadenza, evidenziando un rischio più elevato di mancato rimborso.

In vista della cartolarizzazione pianificata, Sica ha aggiunto nella call con gli analisti che Bff Bank non ha bisogno di rivolgersi agli investitori istituzionali per finanziamenti, a meno che non decida di rifinanziare anticipatamente le obbligazioni in scadenza nel 2027. «Bff rimane un business strutturalmente solido e redditizio», ha detto Sica. «Prevediamo di continuare a generare crescita degli utili e forte generazione di capitale».

Nella seconda metà del 2026 verrà presentato il nuovo piano strategico che beneficerà dalle azioni intraprese. Nel frattempo Sica per quest’anno «continua a vedere una buona crescita dei volumi in molte aree geografiche, inclusa l'Italia e, in particolare, vediamo un grande potenziale in Francia», ha detto nella call con gli analisti.

Il cfo Giuseppe Sica direttore generale, il ceo Massimiliano Belingheri rimette le deleghe

Infine, il board ha nominato Giuseppe Sica direttore generale, attribuendogli tutte le deleghe esercitate dal ceo Massimiliano Belingheri che comunque resta in cda come consigliere non esecutivo. Sono previsti altri cambiamenti nel management, Sica spera nel brevissimo termine «perché abbiamo bisogno di un nuovo cfo», ha detto.

Sica, che è entrato in Bff Bank a febbraio del 2025 in qualità di cfo, vanta una lunga esperienza in primarie realtà finanziarie. In Morgan Stanley ha, tra l’altro, seguito da advisor Bff nei momenti chiave della sua crescita: nel passaggio di proprietà dal fondo Apax Partners a Centerbridge Partners nel 2015, nell’acquisizione strategica in Polonia nel 2016 fino alla quotazione della società a Piazza Affari nel 2017.

Ad oggi Belingheri detiene, direttamente o indirettamente, 11,4 milioni di azioni pari al 6% del capitale sociale della banca. Non sono previste indennità o benefici ulteriori rispetto a quanto stabilito dagli accordi contrattuali in essere.

Gli analisti

Equita ha confermato il rating hold e il target price a 11,10 euro sul titolo: «A nostro avviso, rimangono ancora alcuni elementi di incertezza nel breve termine sull’evoluzione del business e sulla governance che andranno chiariti con il management». Invece, Banca Akros ha sospeso il rating da buy e messo in revisione il target price, evidenziando che il p/e forward a 12 mesi di Bff, basato sulle stime del consenso, ha registrato un livello medio di 8 volte negli ultimi 7 anni. Ha fatto altrettanto Intermonte, portando la raccomandazione da outperform a under revision.

L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo si aspettava una reazione negativa del mercato, considerando che il consenso FactSet sull’utile netto adjusted è attualmente pari a 160 milioni di euro per il 2025 e a 190 milioni per il 2026, a fronte della nuova guidance, rispettivamente, di 150 milioni e di 160 milioni. Comunque, l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha ribadito il rating buy e il target price a 12 euro su Bff Bank. (riproduzione riservata)



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