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Bff Bank crolla di nuovo in borsa: Equita e Kepler tagliano il target price del 50%
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Bff Bank crolla di nuovo in borsa: Equita e Kepler tagliano il target price del 50%

03 febbraio 2026, 10:15 Ultimo aggiornamento: 19:08

Morningstar Dbrs non vede implicazioni sul rating creditizio di Bff Bank. Incognita cartolarizzazione, governance e dividendo 2025 (Equita e Kepler non se lo aspettano più). Mediobanca Research taglia il rating

Seconda seduta di passione a Piazza Affari per Bff Bank a conferma della sfida difficile che deve affrontare per ristabilire la fiducia degli investitori. Il titolo della piccola banca italiana specializzata nel factoring dei crediti verso la pubblica amministrazione è sceso fino a quota 4,12 euro nella seduta del 3 febbraio, portando il calo totale degli ultimi due giorni a -48,7% dopo aver annunciato nuovi accantonamenti, il taglio delle stime 2026 e le dimissioni dell’ad, Massimiliano Belingheri.

In chiusura l’azione ha perso l’8% a 4,14 euro (782 milioni di euro la capitalizzazione di mercato). Molti analisti sono rimasti sorpresi di quanto comunicato dall’istituto perché erano convinti che avesse superato il peggio dopo essere finito nel 2024 nel mirino di Banca d’Italia per la classificazione degli impieghi. Gli sforzi del direttore generale, fresco di nomina, Giuseppe Sica, per rassicurare gli azionisti durante la call con gli analisti, si sono rivelati insufficienti.

Incognita cartolarizzazione

Le principali azioni di de-risking della banca riguardano le esposizioni di factoring verso le pubbliche amministrazioni italiane e dovrebbero generare un impatto negativo una tantum ante imposte di 95 milioni di euro nel 2025. Questi includono circa 72,2 milioni di accantonamenti legati a sentenze sfavorevoli sui crediti verso il settore pubblico italiano (dovrebbero riferirsi a un portafoglio di 400 milioni di euro. Si prevede che coprano principalmente gli interessi legali), nonché un impatto di 22,4 milioni derivante da un incasso più lento del previsto degli interessi di mora nel periodo 2023-2025.

Non sono, però, stati forniti, avverte Equita, gli eventuali impatti sul bilancio dalla potenziale cartolarizzazione/vendita del portafoglio contagiante. Questo elemento, «che ci attendiamo entro settembre 2026 (inizio del calendar provisioning sulle esposizioni soggette a riclassificazione a Npe post intervento di Banca d’Italia), rimane secondo noi centrale per capire l’impatto e quindi sulla remunerazione per gli azionisti», spiega la sim che a questo punto a valere sul bilancio 2025 non si aspetta più il dividendo, stimato in precedenza a 68 centesimi di euro (69,3 centesimi a valere sul bilancio 2026).

Morningstar Dbrs osserva che vi sono alcuni fattori mitiganti, tra cui il diritto della banca di restituire ai clienti i crediti interessati dalle sentenze negative, nonché 53 milioni di ricavi fuori bilancio non ancora rilevati nel conto economico. Bff procederà, inoltre, alla rettifica dei conti dell’esercizio 2024, riducendo il patrimonio netto di circa 14 milioni a causa di errori identificati nelle allocazioni di cassa del business di factoring nel periodo antecedente a giugno 2023. «Di conseguenza, ha stimato che il Cet 1 ratio sarà intorno al 13,2%-13,7% a fine 2025, mentre il total capital ratio al 16,4%-16,9%, ancora ben al di sopra dei requisiti regolamentari minimi, rispettivamente, del 9,7% e 13,2%», nota l’agenzia di rating.

Il profit warning

Bff ha, infine, annunciato revisioni al ribasso, «un vero e proprio profit warning» secondo Kepler Cheuvreux, dei propri obiettivi di redditività per il 2026, incorporando ipotesi più conservative per la crescita dei prestiti e per gli incassi. Tra queste, Morningstar Dbrs evidenzia l’utile netto rettificato ridotto di circa un terzo a 160 milioni; il cost-to-income ratio in aumento, sotto il 50% rispetto a meno del 40% precedente e il ritorno sul capitale tangibile ridotto al 24% rispetto a oltre il 40% precedente.

Per l’esercizio 2026 Kepler Cheuvreux ha allineato la sua stima di utile netto rettificato con le linee guida riviste dal management, riducendola del 9% a 160 milioni rispetto ai 175 milioni precedenti. «Ci aspettiamo che le stime del consenso si riducano in maniera significativa rispetto agli attuali 188 milioni, implicando un ribasso del 15%», avverte la banca di investimento.

Detto ciò, la maggior parte della riduzione della previsione di Kepler Cheuvreux dell’utile netto rettificato deriva dalla prudenza adottata dal management, in particolare da accantonamenti strutturalmente più elevati e, quindi, da un costo del rischio più alto in futuro.

Morningstar Dbrs non vede implicazioni sul rating creditizio

Comunque, l’agenzia di rating non prevede implicazioni immediate per il rating creditizio di Bff in questo momento, considerando che le azioni di de-risking annunciate rappresentano eventi straordinari e probabilmente non incideranno in modo significativo sul profilo creditizio della banca nel lungo termine.

«Il profilo creditizio di Bff rimane orientato verso le pubbliche amministrazioni, tipicamente caratterizzate da basso rischio. Sebbene la redditività sia destinata a diminuire in futuro, ciò tiene conto del maggior capitale richiesto per gestire l’attività a seguito della recente riclassificazione prudenziale richiesta da Banca d’Italia», precisa Morningstar Dbrs. «I buffer di capitale rispetto ai requisiti di vigilanza restano ampi. Inoltre, la prevista cartolarizzazione libererà capitale trasferendo il rischio al di fuori della banca».

Incertezza sulla governance

Ma la decisione di Belingheri di dimettersi da ceo «potrebbe generare incertezza nel breve termine e portare a ulteriori cambiamenti organizzativi. Belingheri è stato sostituito da Giuseppe Sica, che ricopriva il ruolo di cfo della banca dal febbraio 2025», avverte Morningstar Dbrs che continuerà a monitorare da vicino questo caso, comprese le implicazioni per investitori e clienti, nonché il nuovo piano industriale atteso nella seconda metà del 2026. La società conta di assumere un nuovo Cfo nel breve termine.

Equita e Kepler tagliano il target price del 50%

Banca Akros ha sospeso il rating sul titolo, Equita ha tagliato le stime, allineandosi alle indicazioni del management sul 2025 e 2026 (utile netto adjusted pre-Additional Tier 1 a 150 milioni/160 milioni, -7%/-13% rispetto alla previsione precedente) e adottando un approccio più prudente su 2027/2028 (160/160 milioni, -18%/-19%). Le revisioni sono da attribuire prevalentemente a un margine di interesse più basso, a minori altri ricavi e a un maggior costo del rischio.

Di conseguenza Equita ha abbassato parecchio il target price da 11,1 a 6 euro, un valore che implica un p/e implicito rettificato 2027 di 7,7 volte per incorporare la maggior rischiosità del business e senza più assumere i benefici sul capitale legati alla possibile cartolarizzazione. Dopo aver perso il 44% il 2 febbraio ora l’azione tratta a un p/e rettificato 2027 di 5,8 volte contro 10 del settore bancario e 7,8 di Banca Ifis.

«Confermiamo il rating hold sul titolo in quanto riteniamo che siano necessarie una fase di delivery da parte del management, una maggior visibilità sull’evoluzione del business/strategia, incluso se i recenti avvenimenti possano avere impatti sul business operativo, e chiarezza sulla governance prima che il mercato ritorni costruttivo su questa equity story», conclude Equita.

Anche Kepler Cheuvreux ha usato la scure sul target price, ridotto da 10,30 euro a 5 euro. Il giudizio resta hold. «Adottiamo un approccio conservativo sull’allocazione del capitale e non ci aspettiamo nessun dividendo per l’esercizio 2025. A nostro avviso, distribuire 20 milioni di euro o 0,10 euro per azione, la nostra stima, non sarebbe la scelta migliore in questa fase, con il management più propenso a dare priorità alla conservazione del capitale», spiega Kepler Cheuvreux che a partire dall’esercizio 2026 si aspetta che la società riprenda una distribuzione di dividendi più significativa «con la nostra stima a 0,76 euro per azione che implica un dividend yield del 17% sui prezzi attuali».

Da un punto di vista valutativo, «riconosciamo che il titolo Bff ora viene scambiato a un p/e 2026 interessante di 5,6 volte, dopo la caduta del 44% che, a nostro avviso, ha superato quanto giustificato dai soli fondamentali», sottolinea Kepler Cheuvreux, il cui modello indica ancora un fair value di 6,4 euro, «suggerendo un punto di ingresso interessante per gli investitori con una maggior propensione al rischio. Tuttavia, data la visibilità eccezionalmente bassa nel breve termine e il rischio di esecuzione, applichiamo un ulteriore sconto qualitativo del 20% e arriviamo a un target price di 5 euro, che rivedremmo non appena emergerà maggior chiarezza sul capitale e la distribuzione dello stesso».

Mediobanca Research abbassa il rating

Dopo un taglio del 20% alle stime per il periodo 2026-2027 e l’innalzamento di quelle sul costo del capitale, anche Mediobanca Research ha ridotto il target price da 12 a 7 euro, ma ha tagliato anche la raccomandazione da outperform a neutral. Pur intravedendo la possibilità di un rimbalzo dopo il recente calo dell’azione, «con il mercato ancora alla ricerca di un nuovo equilibrio, riteniamo che nel breve termine la valutazione conti meno e che gli investitori possano applicare uno sconto per cautela mentre valutano la capacità della banca di eseguire il piano».

D’altra parte, nota Mediobanca Research, escludendo il picco del 2023, quando l’utile adjusted ha raggiunto 183 milioni, il nuovo outlook implica un profilo a livello di utile sostanzialmente piatto tra il 2022 (146 milioni) e il 2026 (160 milioni), pari a un tasso medio annuo composto di crescita del 2% nel periodo e a un dividendo in calo da 0,79 euro nel 2022 a 0,68 euro nel 2026.

«Sulla base delle nostre nuove stime, allineate alla guidance 2025/2026 e che assumono una crescita mid-single digit nel 2027, ci attendiamo un dividendo di 0,10 euro e di 0,68 euro nel 2025/2026 senza cartolarizzazione, con un Rote adjusted intorno al 20%, in calo rispetto a oltre il 30% fino al 2023. Il nostro target price a 7 euro valorizza il titolo a 8,3x gli utili adjusted 2026 con un dividend yield del 10% circa» (riproduzione riservata)



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