Riassicurazione e assicurazione per il 2022. Il 2021 per il settore assicurativo è stato un buon anno: l'indice Stoxx 600 Insurance (SXIP) è aumentato del 15% e del 21% inclusi i dividendi reinvestiti, ma il rendimento totale del 21% è stato la metà del 42% riportato dall'indice indice Stoxx Banks Euro (SX7E). Quindi gli investitori nel settore assicurativo sono rimasti delusi rispetto agli investitori nelle banche, ha osservato Berenberg, ritenendo che questo sia un buon momento per raddoppiare nelle assicurazioni, a cominciare dalle società di riassicurazione, il sotto-settore assicurativo con la performance peggiore lo scorso anno. I motivi per cui i titoli assicurativi, a partire da quelli delle compagnie di riassicurazione, si riprenderanno sono semplici: i miglioramenti dei margini derivanti da prezzi più elevati nella riassicurazione; la frequenza (la percentuale dei sinistri liquidati che colpiscono polizze dello stesso ramo) ancora bassa nonostante l'inflazione a causa dell'attuale alto livello di infezione da Covid-19; il focus sull'efficienza e sulla riduzione dei costi; deal razionali, comprese le cessioni, che non solo aumentano la solvibilità delle compagnie, ma dovrebbero consentire una crescita più rapida dei dividendi.
In effetti, il settore è tornato a un pagare dividendi sostenibili, sostenuto da una redditività del capitale proprio (Roe) in aumento. "Riteniamo che il modello di business attraente del settore significhi che gran parte di questa liquidità dovrebbe essere reinvestita con gli operatori storici. Il rischio principale è che il mercato continui a comprare banche o usi le distribuzioni di liquidità degli assicuratori per finanziare i nuovi sfidanti digitali non quotati", ha sottolineato Berenberg. Il broker è convinto che la sottoperformance delle compagnie di riassicurazione sia pronta per un'inversione di tendenza alla luce di tre motivi principali: i rinnovi a gennaio 2022 sono stati forti, con un aumento dei tassi per i rischi di catastrofi naturali di oltre il 10%; la capacità è molto disciplinata, in particolare per i pericoli secondari, quindi il rischio da questa fonte è in calo; il settore è tornato in modalità dividendi straordinari/buyback, soprattutto Munich Re e Hannover Re. Infine, gli anni di sinistri elevati sono stati storicamente seguiti da anni di utili forti, in parte grazie a un track record di eccesso di riserve nel primo anno.
In quest'ottica i top pick di Berenberg sono Munich (crescita del dividendo quest'anno del 5% con un rendimento del 4%) e Aviva (crescita del dividendo quest'anno del 12% con un rendimento del 5,8%), Allianz (crescita del dividendo quest'anno del 6% con un rendimento del 5%) e Aegon (crescita del dividendo quest'anno del 23% con un rendimento del 4%), Tryg (crescita del dividendo quest'anno del 43% con un rendimento del 3,7%) e Beazley (crescita del dividendo quest'anno del 5% con un rendimento del 2,4%), Admiral (crescita del dividendo quest'anno del -40% con un rendimento del 5,7%) e Linea Directa (crescita del dividendo quest'anno del 9% con un rendimento del 6,3%), tutte coperte con un rating buy. Anche l'italiana Generali è coperta con un rating buy e un target price a 22,7 euro (+0,08% a 18,47 euro al momento l'azione in borsa), scontando una crescita del dividendo quest'anno del 3% con un rendimento del 6%. (riproduzione riservata)