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Berenberg: le migliori banche europee

14 febbraio 2023, 10:00 Ultimo aggiornamento: 10:23

Le banche europee sono in voga. Sebbene le mode possano essere volubili, i riscontri ottenuti dagli incontri con oltre 90 investitori statunitensi ed europei quest'anno suggeriscono che è in atto un cambiamento di stile. Gli investitori concordano con l’opinione di Berenberg che le aspettative sul margine di interesse sono troppo basse. I recenti risultati del quarto trimestre 2022 confermano questa tesi. Gli incontri di Berenberg hanno evidenziato anche un crescente interesse da parte degli investitori generalisti che, dopo anni in cui non hanno posseduto azioni delle banche, sono disposti ad aumentare le partecipazioni nel settore, visti i rendimenti sempre più solidi per gli azionisti (tra cui un dividend yield in media del 7% circa), la dinamica positiva degli utili e le valutazioni interessanti (6,9 volte l’utile per azione a 12 mesi). Al di là delle dinamiche di breve termine, ciò riflette il crescente riconoscimento della capacità delle banche di generare rendimenti accettabili dopo la fine dell'era di tassi di interesse bassi. 

 

 Berenberg ha previsto che quasi tre quarti delle banche europee che copra genereranno un Rote superiore al 10% nell'esercizio 2024. Nella maggior parte dei casi, ha stimato rendimenti simili anche per l'esercizio 2023. Considerando un Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) medio per le banche pari al 12% circa, il broker non ritiene giustificato lo sconto di valutazione del 15% del settore rispetto al book value tangibile. Questi rendimenti possono sostenere dividend yield interessanti. In particolare, il dividend yield medio del settore bancario europeo (7,4%) è quasi il doppio di quello del mercato (SXXP). Inoltre, questo avviene prima di considerare i riacquisti di azioni proprie (buyback), pari al 3,2% della capitalizzazione di mercato, in media, per le banche che Berenberg copre. Di conseguenza, la metà delle banche che copre dovrebbe fornire un rendimento totale (dividendo più buyback) superiore al 10%. Anche le preferenze geografiche si stanno spostando. Le partecipazioni in banche statunitensi da parte degli investitori americani vengono rimpiazzate con quelle in banche europee. Ciò riflette un'inversione di tendenza rispetto alla crescita storicamente più forte degli Stati Uniti rispetto all'Europa e un prematuro esaurimento dei benefici dei tassi d'interesse per le banche statunitensi, ha spiegato Berenberg.

 

Tra le top pick di Berenberg, tutte coperte con un rating buy (AIB, Bank of Ireland, Barclays, Caixabank, Ing Group, NatWest, OSB Group e Unicredit), si registra un notevole interesse per Bank of Ireland (target price a 10 euro), CaixaBank 84,60 euro) e NatWest (380 sterline). Anche Ing Group (13 euro) è considerata ben posizionata tra le banche più grandi dell'Eurozona, anche rispetto alle banche francesi che beneficiano meno di tassi d'interesse più elevati. Viceversa, le banche scandinave sono meno in grado di trarre benefici ulteriori dall'attuale contesto, a causa delle valutazioni meno favorevoli e dei rischi legati al mercato immobiliare. Inoltre, Berenberg ha rilevato un interesse sorprendente per Barclays (270 sterline) e Unicredit (22,50 euro): “siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall'interesse degli investitori per Barclays e Unicredit". In particolare, nel caso di Unicredit “l’outlook resta sottovalutato dal mercato. Unicredit è esposta all'aumento dei tassi d'interesse, ha ridotto in modo significativo il rischio nel suo bilancio e nel frattempo ha costituito significative riserve per le perdite su crediti. Inoltre, i suoi buffer di capitale sono tra i più elevati tra le banche della zona euro. Unicredit sta ottenendo risultati positivi su tutti i fronti, compresa la distribuzione del capitale, e ci aspettiamo che continui a farlo”. Mentre la liberalizzazione delle restrizioni per il Covid-19 in Cina ha portato a un maggiore interesse per Hsbc e Standard Chartered. Infine, tra le banche internazionali spagnole, il mix geografico di Bbva, target price a 6,80 euro, è generalmente preferito a quello di Santander”, ha concluso Berenberg. (riproduzione riservata)



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