L’aumento dei tassi di interesse, salvo grandi sorprese, è finito. Ma tra la fine della stretta e l’inizio della nuova era dei tagli al costo del denaro deve intercorrere un lasso di tempo di pausa. A poco meno di una settimana dall’ultima riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea, il governatore della banca di Francia e membro del Consiglio direttivo, François Villeroy de Galhau, è tornato così a parlare delle prossime mosse della banca centrale.
Parlando martedì alla radio France Inter, il membro francese del board Bce ha così confermato che l’era dei rialzi dei tassi è volta al termine, una notizia ormai ampiamente scontata dai mercati che invece si interrogano già sulla tempistica dei tagli. «La Banca Centrale Europea dovrebbe tagliare i tassi a un certo punto nel 2024 dopo aver mantenuto un livello elevato del 4% abbastanza a lungo da garantire di abbattere l’inflazione», ha detto Villeroy.
«Qualsiasi taglio agli oneri finanziari il prossimo anno», ha aggiunto, «sarà basato sui dati e deciso indipendentemente da qualsiasi mossa della Federal Reserve americana». Secondo il governatore della banca di Francia, inoltre, «le cose stanno andando nella giusta direzione per quanto riguarda l’inflazione, che è la principale preoccupazione dei francesi», ha detto Villeroy.
Villeroy ha inoltre ribadito alla radio che l’inflazione dovrebbe scendere al 2% al più tardi entro il 2025. «Lo dirò molto chiaramente stamattina: questa non è solo una previsione, è un impegno. Riporteremo l’inflazione al 2% da qui al 2025 al più tardi», ha detto Villeroy. «L’inflazione è stata la preoccupazione numero uno per i francesi, e sta iniziando a diminuire», ha aggiunto.
Il banchiere centrale ha affermato che le prospettive reggono favorevolmente il confronto con lo scenario peggiore di un anno fa, che prevedeva un’inflazione record che avrebbe alimentato una recessione e una massiccia disoccupazione. «I tassi di interesse hanno avuto un ruolo nel rallentamento dell’economia, ma c’è una sorta di atterraggio morbido», ha detto Villeroy. «Ora dobbiamo essere proporzionati nella fissazione dei tassi di interesse: stabilità e taglio probabilmente nel 2024».
In questo quadro però, «gli investitori potrebbero aver anticipato i tagli dei tassi di interesse in seguito a un forte rallentamento dell’inflazione», ha invece ribadito nel corso della mattina Gediminas Simkus, membro lituano del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. «Mentre c’è stata una sorpresa positiva sui prezzi al consumo nel mese di novembre, le prospettive a medio termine non è cambiato molto», ha detto il banchiere centrale. «Penso», ha concluso, «che le aspettative del mercato siano troppo ottimistiche».
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