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Bce, un altro taglio dei tassi è possibile. Ma per i mercati la sforbiciata è ora meno probabile. Ecco perché
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Bce, un altro taglio dei tassi è possibile. Ma per i mercati la sforbiciata è ora meno probabile. Ecco perché

24 luglio 2025, 22:15

La banca centrale non si muove dopo otto riduzioni dei tassi e aspetta le proiezioni di settembre

Dopo otto tagli la Bce ha lasciato i tassi invariati al 2%. Una sforbiciata ulteriore nei prossimi mesi resta possibile, anche se dopo le parole della presidente Christine Lagarde i mercati hanno ridotto le attese di una riduzione dei tassi.

Gli operatori monetari scontavano al 20% un taglio a settembre (la probabilità era al 50% il giorno prima) e al 70% entro dicembre (invece che al 100%). I tassi dei titoli di Stato europei a due anni sono saliti.

Lagarde ha evidenziato che la crescita dell’Eurozona è stata migliore del previsto nel primo trimestre, anche se nel complesso i rischi restano «orientati al ribasso» soprattutto a causa dei rischi geopolitici e sui dazi.

«L’economia ha mostrato nel complesso buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale» anche se «il panorama resta eccezionalmente incerto, soprattutto a causa delle controversie commerciali» secondo la Bce che prevede un aumento del pil dello 0,9% quest’anno.

Lo scenario sull’inflazione

L’impatto sull’inflazione delle politiche di Donald Trump è difficile da stimare: i dazi Usa, ha osservato Francoforte, riducono le esportazioni europee e spingono alcuni Paesi (in primis la Cina) a indirizzare prodotti a basso costo verso l’Europa, riducendo così il carovita. Nello stesso tempo, però, la frammentazione delle catene produttive può far aumentare i prezzi delle importazioni.

La Bce prevede un’inflazione sotto l’obiettivo (undershooting) l’anno prossimo, all’1,6%: il rischio è che un eventuale ribasso delle previsioni allontani ancora di più il dato dall’obiettivo del 2% (che dovrebbe essere invece raggiunto nel 2027).

Lagarde non si è mostrata preoccupata per l’undershooting: ha ricordato che l’inflazione a giugno è stata al 2% e che nel medio termine le prospettive restano ancorate al target. La presidente Bce ha precisato che la banca centrale non si muoverà per «deviazioni non significative» del carovita.

Prima della riunione, tuttavia, diversi governatori hanno espresso timori per un calo dell’inflazione superiore alle attese.

In questo scenario i membri del consiglio direttivo hanno scelto di fermare i tagli con un approccio wait and see, confermando la «dipendenza dai dati» e le decisioni «riunione per riunione».

Francoforte può prendere tempo perché i tassi sono stati dimezzati rispetto al 4% di giugno 2024. Inoltre a settembre ci sarà più chiarezza sui dazi e saranno pubblicate le nuove proiezioni macroeconomiche.

Lo scenario è rimasto finora simile a quello indicato a giugno, secondo la Bce: l’euro si è rafforzato più delle attese, mentre i prezzi del petrolio sono saliti. Le pressioni interne sui prezzi hanno continuato ad attenuarsi, anche per effetto di un rallentamento dei salari.

Nelle proiezioni di giugno erano considerati nello scenario base dazi Usa al 10% e tassi di mercato che incorporavano un’altra riduzione dei tassi.

Le prossime mosse

Lagarde ha ribadito che la politica monetaria è «in una buona posizione per affrontare le incertezze». Il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel nei giorni scorsi ha detto che «è molto alta» la barra per un altro taglio. La presidente Bce però non ha condiviso questa posizione.

A una domanda su un possibile aumento dei tassi quando ci sarà più chiarezza sui dazi, Lagarde ha risposto: «Lo vedremo in futuro, non possiamo escludere nulla». Ma nessuno sul mercato ritiene possibile una stretta nel breve termine.

I membri del consiglio direttivo hanno deciso all’unanimità la pausa sui tassi, mentre la valutazione dei rischi su crescita e inflazione è stata «ampiamente condivisa» secondo quanto precisato da Lagarde.

Tra gli economisti di mercato, Citi, Unicredit e Bofa si aspettano un taglio a settembre, anche se ieri la mossa è apparsa meno probabile agli analisti, mentre Nomura e Hsbc ritengono che la Bce non ridurrà ulteriormente i tassi. (riproduzione riservata)



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