La presidente Bce Christine Lagarde ha evitato di dare indicazioni precise sulle prossime manovre della banca centrale, al termine del consiglio direttivo che ha lasciato invariati i tassi (al 4% quelli sui depositi). Così di fatto Lagarde non ha escluso la possibilità di un taglio ad aprile, se i dati dovessero confermare il calo dell’inflazione. Nei giorni scorsi a Davos la presidente Bce invece aveva detto di voler aspettare i dati sui salari in arrivo «in tarda primavera», suggerendo che la riduzione dei tassi non sarebbe arrivata prima di giugno. Ieri invece Lagarde ha precisato che saranno guardati «tutti i dati, non solo quelli sui salari» e ha menzionato anche le proiezioni economiche di marzo e i prossimi dati sull’inflazione.
«La disinflazione è in corso», ha rilevato Lagarde, anche se «dobbiamo essere più avanti nel processo prima di poter essere sufficientemente fiduciosi che l’inflazione raggiungerà l’obiettivo». La presidente Bce ha precisato che questa frase non va intesa come un’indicazione prospettica (forward guidance). Stavolta Lagarde, come ha osservato Citi, non ha indicato ragioni che impongano di aspettare giugno per essere sicuri del ritorno dell’inflazione al 2%. Così anche i mercati hanno aumentato ieri le probabilità (al 90%) di un taglio dei tassi ad aprile. È attesa nel complesso una riduzione di 140 punti base quest’anno.
Il messaggio di Lagarde è stato considerato da economisti e mercati più colomba (dovish) del previsto, nonostante la presidente Bce abbia detto di non aver cambiato linea rispetto a Davos. I tassi dei titoli di Stato italiani a due anni sono scesi di 11 punti base al 3,09%. «Il consenso intorno al tavolo ha ritenuto prematuro discutere di tagli dei tassi», ha detto Lagarde. Alcuni analisti osservano che la prossima riunione di marzo, nella quale ci saranno proiezioni aggiornate, potrebbe servire per preparare il mercato a un successivo taglio. In ogni caso Lagarde ieri si è mostrata più fiduciosa sull’inflazione: ha osservato che il rialzo del dato di dicembre (al 2,9% a causa di fattori statistici) è stato «più debole del previsto» e ha segnalato che le pressioni sui prezzi «si attenueranno ulteriormente nel corso dell’anno». Tutti gli indicatori dell’inflazione di fondo, al netto di energia e cibo, sono scesi a dicembre.
Riguardo al mercato del lavoro, Lagarde ha rilevato che la domanda di lavoro sta rallentando e che la Bce monitora dati in modo continuo. Anche questo elemento ha fatto pensare agli analisti che non sarà necessario aspettare necessariamente la tarda primavera per il taglio. L’aumento degli stipendi sta già frenando, ha aggiunto Lagarde, anche se la Bce vuole verificare che questo minore incremento continui a essere assorbito dalle imprese, senza ricadere sui prezzi al consumo. Francoforte inoltre osserverà «con molta attenzione» i rischi legati al Medio Oriente e al Mar Rosso, anche se al momento sono considerati «moderati» dalla maggioranza degli osservatori.
Segnali meno dovish sono arrivati riguardo alla crescita. Lagarde si aspetta una stagnazione dell’Eurozona, quindi non un calo del pil, nel quarto trimestre. Inoltre la presidente Bce ha evidenziato la ripresa degli indici Pmi, che pure indicano ancora una contrazione dell’economia. In ogni caso la Bce ha confermato che i rischi sull’economia restano «orientati al ribasso» a causa della flessione del credito, dei rischi geopolitici e della minore domanda globale.
Nel complesso Lagarde ha avuto un tono più in linea con la «dipendenza dei dati» della Bce rispetto a Davos. I falchi del consiglio direttivo vorranno comunque aspettare il più possibile per ridurre i tassi. «Un taglio ad aprile è possibile ma l’asticella è alta», ha rilevato Unicredit. La banca centrale vuole essere prudente dopo due anni di inflazione oltre l’obiettivo. Ma nello stesso tempo la Bce non può rimandare troppo i tagli, altrimenti rischia di aggravare la frenata economica e spingere l’inflazione molto sotto il 2%. Deutsche Bank ieri ha detto di prevedere il carovita dell’Eurozona al target prima di giugno, un anno prima di quanto si attende la Bce.
Francoforte sta lavorando anche alla revisione del framework operativo che secondo Lagarde dovrebbe concludersi «alla fine della primavera» e non avrà un impatto significativo nel breve termine. Lagarde ha risposto inoltre alle critiche del sondaggio Ipso dei dipendenti Bce: «Sono irrilevante. Finché riuscirò a guidare questa istituzione di persone di talento motivate a fare il loro lavoro, il resto sarà irrilevante». (riproduzione riservata)