«Siamo dipendenti dai dati, non dalle tempistiche». Ha esordito così la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, nel corso della conferenza stampa che ha seguito l’ultima riunione dell’anno del board di Francoforte, evidenziando ancora una volta che le future decisioni di politica monetaria dipenderanno dall’andamento macroeconomico dell’area euro. «L’attuale livello dei tassi, mantenuto per una durata sufficiente, contribuirà a portare l’inflazione al nostro obiettivo», ha aggiunto la numero di Francoforte.
«Non abbiamo parlato di tagli dei tassi, non c’è stato alcun dibattito e alcuna discussione su questo tema. Tutti capiscono la differenza tra rialzo e taglio dei tassi», ma c’è anche una terza via, ovvero che «c’è un ampio spazio di mantenimento dei tassi elevati», ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa.
«Questo mese l’inflazione dovrebbe aumentare a causa di effetti base al rialzo del costo dell'energia. Nel 2024, ci aspettiamo che l’indice dei prezzi al consumo scenda più lentamente, a causa di ulteriori effetti base al rialzo e della graduale eliminazione delle misure fiscali precedenti volte a limitare le ripercussioni dello shock dei prezzi dell'energia», ha detto Lagarde, sottolineando che «tutte le misure dell’inflazione core sono diminuite in ottobre, ma le pressioni sui prezzi interni sono rimaste elevate, soprattutto a causa della forte crescita dei salari e del calo della produttività». Lagarde ha osservato che «e misure delle aspettative di inflazione a lungo termine si attestano per lo più intorno al 2%, mentre alcuni indicatori di mercato della compensazione dell’inflazione sono scesi da livelli elevati».
Infine, sul Pepp la presidente Lagarde ha precisato che tutti erano d’accordo con uno graduale stop ai reinvestimenti di titoli di stato del piano pandemico. «La decisione sul Pepp è stata condivisa da una «maggioranza molto, molto ampia», ha aggiunto Lagarde. «Alcuni però avrebbero preferito un timing diverso, più imminente o più ritardato».