skin track
Davide Tinazzi, ad Energy
Davide Tinazzi, ad Energy
Corporate Italia Leggi dopo

Batterie, l’Italia si sta consegnando ai cinesi. Parla l’ad di Energy

di Angela Zoppo
16 luglio 2025, 21:30 Ultimo aggiornamento: 22:15

A settembre 2025 partirà l’asta da 1,5 miliardi per i sistemi di accumulo, player europei sfavoriti. Tinazzi attacca: le gare al ribasso avvantaggiano i produttori meno qualificati, così sul mercato italiano arriveranno prodotti scadenti. Una soluzione? Quota minima per  europei | Il piano per l’AI europea: 20 miliardi per costruire 5 gigafactory. Con l’aiuto dei privati

Con 42 milioni di euro di investimento per completare una gigafactory che può già triplicare la produzione, per poi ampliarla ulteriormente nel 2026, il gruppo Energy (quotato all’Egm) è uno dei player italiani più attivi nel settore delle batterie e dei sistemi di accumulo. Ma il co-fondatore e ad, Davide Tinazzi, è tutt’altro che soddisfatto del contesto di mercato. «In Italia si sta lasciando spazio solo ai produttori cinesi. E nemmeno a quelli virtuosi, ma ai più scadenti».

Gare al ribasso

Lo sfogo del manager ha un bersaglio preciso: l'asta Macse (acronimo di Mercato a Termine degli Stoccaggi) per il 2028, che mette in campo 1,5 miliardi di euro per l'approvvigionamento a termine di 10 Gwh di nuova capacità di accumulo con batterie, che si svolgerà il 30 settembre 2025. Giovedì 17 luglio scade il termine per la presentazione dei progetti e Tinazzi elenca cosa, a suo parere non va.

«Così com’è stata formulata, è una gara al ribasso che parte da un base d'asta molto bassa, favorendo i player cinesi meno qualificati. Il rischio è che per i prossimi due anni il mercato venga saturato da tecnologie scadenti e non europee, escludendo chi ha investito in filiere locali. Alla gara Macse parteciperanno anche nostri clienti ai quali forniamo la tecnologia, ma non vediamo grandi possibilità per gli operatori europei», commenta il manager, che cita per contrasto il caso spagnolo, con una novità di questi giorni.

La Spagna scegli il made in Europe

«La Spagna», spiega, «ha appena anticipato il regolamento Ue che dal 2026 obbligherà tutti gli Stati membri a garantire che almeno il 40% dei sistemi di accumulo e delle tecnologie critiche provenga da fornitori europei. La Spagna ha deciso di applicarlo da subito alle aste, vincolando i fondi pubblici, compresi i circa 700 milioni di euro che le ha appena dato l’Europa, al made in Europe. È una scelta saggia e strategica: aspettare il 2026 rischia di azzerare le filiere europee, già sotto pressione a causa dell’overcapacity cinese».

Anche altri Paesi europei offrono esempi di contrasto alla concorrenza della Cina. «Le aziende cinesi ricevono sussidi all’intera filiera e all’export. In Europa il supporto è frammentato, ma in Francia, per esempio, c’è un cofinanziamento fino al 60% del costo di costruzioni delle gigafactory. In Italia, per ora, nulla di simile. Servono regole coerenti e condizioni minime di equilibrio», sottolinea Tinazzi, «Già basterebbe, per esempio, riservare almeno una quota dell’asta Macse ai fornitori europei, con criteri non solo di prezzo. Se, per esempio, anche solo il 2% dell’asta venisse assegnato con un sovrapprezzo del 30-40%, non sarebbe un costo, ma un investimento nella filiera».

Mercato Usa chiuso per dazi

Nel frattempo, Energy deve adattarsi,e lo sta facendo con la crescita dell’export, che nel 2024 ha registrato un incremento di circa il 20% anno su anno. «Circa il 20% dei nostri sistemi viene esportato, anche ora che i dazi ci hanno tagliato fuori dal mercato Usa. Vendiamo soprattutto nei Paesi Dach, Germania, Austria, Svizzera, e Benelux. È lì che vogliamo continuare a crescere, ma non abbandoneremo l’Italia. Anche qui si può fare bene, se le regole cambiano». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)