Le stime sul 2022 sono in lieve ribasso per l'attività economica (-0,2%, arrivando al 3,8%) e al rialzo per l'inflazione (+0,7% al 3,5%), ma il pil dovrebbe riprendere slancio “a ritmi robusti” già a metà del 2022, tornando ai livelli pre-pandemia. Le prospettive di crescita restano però soggette a molteplici rischi, sottolinea il bollettino economico di Banca d'Italia. L'incertezza è connessa, nel breve, all'andamento della pandemia e alle tensioni sul lato dell'offerta che potrebbero rivelarsi “più persistenti delle attese e mostrare un grado di trasmissione all’economia reale più accentuato”. Nel medio termine, invece, peseranno l'attuazione dei programmi di spesa della manovra e degli impegni con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
L'emergenza sanitaria continua a condizionare le abitudini di consumo delle famiglie, tanto che il 71% degli italiani dichiara di aver ridotto le spese per alberghi, bar e ristoranti nel confronto con il periodo pre-Covid e il 57% di aver diminuito gli acquisti in negozi di abbigliamento e per servizi di cura della persona. Entrambe le percentuali sono, d'altro canto, scese di 15 punti rispetto ai mesi acuti della pandemia. Permane inoltre una certa cautela nelle previsioni di spesa a tre mesi, soprattutto tra le famiglie con maggiori difficoltà economiche e che hanno visto ridursi il reddito con la pandemia.
Quanto all'inflazione, gli aumenti dei prezzi di produzione si sono trasmessi finora solo in misura modesta sui prezzi al dettaglio, ma comunque i prezzi al consumo dovrebbero salire in media del 3,5% nel 2022, dell'1,6% nel 2023 e dell'1,7% nel 2024. Con la componente di fondo che dall'1% di quest'anno dovrebbe arrivare progressivamente all'1,6% nel 2024. L'emergenza bollette insieme a questa salita “vertiginosa dei listini a causa dei costi energetici e dei rincari delle materie prime, con l'inflazione che sfiora il 4%” creano un “combinato pericolosissimo che potrebbe affossare i consumi delle famiglie e interrompere la ripresa economica”. Lancia l'allarme il presidente della Codacons, Carlo Rienzi, chiedendo al governo di intervenire, al pari di quanto fatto per le bollette, con un decreto ad hoc per contrastare il caro-prezzi. Il bollettino di Bankitalia non descrive però solo uno scenario di ombre per il futuro del nostro Paese. Il numero di occupati dovrebbe, infatti, crescere gradualmente e tornare ai livelli pre-crisi alla fine del 2022. Già dall'estate scorsa sono aumentare le ore lavorate, con una parallela contrazione degli strumenti di integrazione salariale e un aumento delle assunzioni a tempo indeterminato.