Panetta-sindacati: buona la prima. Si è chiuso con soddisfazione da parte delle rappresentanze dei dipendenti di Banca d’Italia il primo incontro con il nuovo governatore Fabio Panetta, insediatosi in via Nazionale il 2 novembre scorso.
Una mattinata di incontri nella quale il governatore ha dedicato trenta minuti a ogni singola sigla, incontrata individualmente. Un momento di confronto «più volte sollecitato» dai sindacati con il testa Falbi-Confsal – la più rappresentativa della categoria – per avviare finalmente il tavolo negoziale chiamato ad affrontare due nodi annosi rimasti a lungo in sospeso: la riduzione delle filiali e la riforma degli inquadramenti dell’area operativa di Palazzo Koch.
Trentotto sono oggi le filiali di via Nazionale presenti lungo lo Stivale. Il primo riordino risale al 2008, seguito nel 2015 da un nuovo riassetto, che ha portato negli ultimi anni alla chiusura di 22 strutture con operatività ridotta. Delle filiali oggi attive, 20 sono insediate nei capoluoghi regionali – dove svolgono l’intera gamma delle attività – 12 si occupano di alcune attività specifiche e 6 sono specializzate nel trattamento del contante per la distribuzione e la raccolta di banconote per banche e Poste.
Una ritirata dal territorio che oggi via Nazionale ha intenzione di tamponare: in coerenza con il suo pragmatismo di «persona scevra da fronzoli formalistici», spiega Falbi, Panetta si è infatti mostrato orientato a un potenziamento dell’operatività delle filiali che passerà per l’attribuzione di nuovi compiti tra cui l’antiriciclaggio e l’educazione finanziaria. Un rilancio che – sottolinea il sindacato stesso – potrebbe tuttavia richiedere ulteriori chiusure, seppure «in numero estremamente limitato».
Per quanto riguarda l’altro corno del problema, quello riguardante l’area operativa, il governatore si è detto pronto a intavolare un confronto sulla riforma che non implichi una modifica «a tutti i costi». Al 31 dicembre 2023 l’area operativa di Bankitalia impiega 3.159 dei 6.968 dipendenti totali di via Nazionale, contro i 3.805 dipendenti dell’area manageriale. Se tuttavia quest’ultima è stata oggetto di riorganizzazione nel 2016, per l’area operativa l'attesa si prolunga ormai da un decennio. Oggi, con un rinnovato «spirito di concretezza e realismo», il momento sembra essere arrivato. Anche se – mette in guardia Falbi – se realmente vuole essere innovativa, «la riforma degli inquadramenti non può essere occasione per conseguire un taglio indiscriminato delle progressioni economiche attualmente previste».
Soddisfazione dunque da parte dei sindacati, usciti con ottimismo da un incontro che sembra sbloccare lo «stato di immobilismo» da parte di Palazzo Koch, registrato negli ultimi anni su queste tematiche. Per la valutazione di merito, il giudizio resta invece in sospeso: se ne riparlerà quando «si conosceranno gli orientamenti che la Banca illustrerà in occasione del negoziato». (riproduzione riservata)