Nel Regno Unito le ultime rilevazioni sui dati hanno palesato una maggior persistenza del processo di inflazione, sullo sfondo di un mercato del lavoro teso e della continua resilienza della domanda. Su queste basi nella sua riunione di giugno, il Comitato di politica monetaria della Bank of England ha deciso di aumentare i tassi di interesse di 50 punti base al 5%. L’attesa era per una stretta più modesta di 25 punti base al 4,75%.
«I rendimenti dei Gilt sono aumentati in modo sostanziale, in particolare le scadenze più brevi, suggerendo ora un percorso per il tasso bancario che si aggira in media intorno al 5,25%. Anche i tassi ipotecari sono aumentati notevolmente. Il tasso di cambio effettivo della sterlina si è ulteriormente apprezzato», hanno osservato dalla BoE nel rapporto successivo al meeting di giugno.
Oltremanica il nodo da sciogliere sembra essere più complesso che altrove. L’inflazione si sta mostrando più vischiosa del previsto, ed è rimasta ferma sulla soglia dell’8,7% sia ad aprile che a marzo, portando Londra ad avere l’indice dei prezzi più alto tra le economie del G7. «A sostenerne l’andamento sono i prezzi dei servizi e quelli dei beni di base», hanno spiegato dalla BoE. La buona notizia, secondo i banchieri, è che le pressioni sui prezzi dei beni non dovrebbero essere persistenti. La Bank of England si aspetta che il dato complessivo sull’inflazione diminuisca ulteriormente nel corso dell’anno, riflettendo principalmente l’andamento dei costi dell’energia e dei beni alimentari, mentre l’inflazione dei servizi dovrebbe rimanere sostanzialmente invariata nel breve termine.
In ogni caso, il mandato del Comitato resta lo stesso. L’obiettivo di inflazione accettato dalla banca continua ad essere il 2% ma il quadro appena descritto palesa che ci saranno ancora occasioni in cui l’inflazione si discosterà dall’obiettivo. Per questo la BoE si è detta pronta, in caso di persistenti pressioni sui prezzi, ad alzare ancora di più i tassi di interesse.
Secondo gli analisti, i mercati stanno iniziando a scontare tassi di riferimento fino al 6%. Un livello che, dopo l’aumento di 50 punti base di oggi 22 giugno, implicherebbe almeno altri quattro rialzi da 25 punti o altri due da 50. Tutti dipenderà dai dati. Al momento però la Borsa di Londra, così come le vicine europee, ha accelerato al ribasso dopo l’annuncio. La sterlina è rimasta pressoché piatta sul dollaro a quota 1,2776, mentre a salire sono i rendimenti obbligazionari: il Gilt a 2 anni è ora al 5,10%, la scadenza a tre anni si aggira intorno quota 5% (al 4,92%) mentre il decennale sale al 4,4%. (riproduzione riservata)