Davanti sempre la stessa missione, vigilare sullo sviluppo del territorio. Dietro un 2023 complesso, che il Banco Fiorentino ha chiuso con un calo degli utili ma con un minore carico delle sofferenze. Nel mezzo il salvataggio della Banca di Pisa e Fornacette, che in parte sarà integrata dentro l’istituto nato dalla fusione delle banche Mugello, Impruneta e Signa. L’operazione è intragruppo, perché tutti gli attori coinvolti fanno parte di Bcc Iccrea.
Una realtà «con prospettive molto positive», spiega Davide Manetti, direttore generale del Banco Fiorentino, che chiarisce le ragioni dietro il calo dei profitti emerso nel 2023. «Abbiamo chiuso l’anno con un utile netto di 36,411 milioni di euro (-32,5%). La flessione rispetto al 2022 è dovuta al minor rendimento legato ai titoli inflation linked su cui avevamo investito. L’altra causa è il maggior costo dell’operazione di finanziamento Tltro2 applicato dalla Banca Centrale Europea. La contrazione del margine d’interesse ha inciso anche sul return on equity (roe), sceso al 14,73%».
Domanda. Nel 2023 però siete riusciti a contenere il carico delle sofferenze. A che punto siete?
Risposta. I crediti deteriorati si sono fortemente ridotti: il gross npl ratio è sceso al 4,2% con un deteriorato netto complessivo pari a 8,4 milioni di euro. Inoltre, le coperture sono rimaste molto elevate con un media pari al 79,74% e un texas ratio al 3%. Questi risultati sono il frutto di una gestione diretta dell’attività di recupero, senza dismissione dello stock attraverso cessioni. Nei prossimi mesi non cambieremo strategia e cercheremo di andare avanti in continuità.
D. A proposito di futuro. Che anno sarà il 2024 di Banco Fiorentino?
R. Difficile fare previsioni con così tanto anticipo. Per adesso posso dire che il primo trimestre del 2024 si è chiuso con numeri positivi, anche se il risultato finale dipenderà da molteplici variabili. Penso alla politica monetaria della Bce, all’andamento dell’economia e degli investimenti o al deterioramento del credito.
D. Qual è il vostro progetto industriale? Su cosa punterete?
R. Siamo concentrati sul piano operativo 2024, i cui primi risultati ci soddisfano in pieno. Ma guardiamo anche al 2025, anno che sarà decisivo per l’integrazione del compendio di Banca Pisa e Fornacette: abbiamo deciso di focalizzare la nostra attenzione su questa operazione, su cui investiremo nell’ottica di una piena integrazione di tutti gli attori coinvolti.
D. Questa integrazione dimostra che siete molto attenti al territorio: aumenterete gli impieghi?
R. Lo scenario dei tassi sta deprimendo gli investimenti delle imprese e delle famiglie, mentre la richiesta di credito continua a contrarsi con forza. È un fenomeno generalizzato che ha attirato la nostra attenzione, ma i cui esiti purtroppo non dipendono solo da noi.
D. Nel 2024 anche le banche avranno maggiori difficoltà a causa del taglio dei tassi. Compenserete con una crescita delle commissioni?
R. La contrazione dell’Euribor è auspicata per consentire alle aziende e alle famiglie l’accesso al credito. Il Banco Fiorentino lavora da tempo per aumentare l’apporto delle commissioni, un obiettivo che abbiamo sempre raggiunto con l’incremento dell’operatività e l’ampliamento della clientela. Siamo convinti di proseguire su questa strada.
D. Quali sono allora le prospettive future delle banche cooperative?
R. Tutti gli istituti del gruppo Bcc Iccrea continueranno a impegnarsi per raggiungere gli obiettivi indicati dai rispettivi piani. E così potremo proseguire nella nostra missione di banche del territorio. (riproduzione riservata)