Banco Bpm ha collocato, lunedì 9 febbraio, un bond senior preferred da 500 milioni di euro a 5 anni di tipo no-grow, ovvero serve per rifinanziare il debito esistente. Le prime indicazioni di rendimento erano in area midswap (2,52%) più 95 punti base. Si arrivava ad un rendimento attorno al 3,5% annuale ma, grazie alla forte domanda, il rendimento è sceso a 63 punti, ovvero al 3,13% per un prezzo di reoffer di 99,461. Si tratta di un nuovo minimo di spread all’emissione per la banca grazie alla richiesta degli istituzionali: gli ordini hanno raggiunto il picco di 2,7 miliardi, oltre cinque volte l’offerta.
Il titolo di debito è di tipo social, rientra quindi nell’ambito dei progetti legati alla sostenibilità. Ed è il primo social bond del 2026 del gruppo milanese. L’obbligazione è rivolta agli investitori istituzionali, il taglio minimo di investimento è di 100.000 euro.
Gli investitori che hanno partecipato all’operazione sono soprattutto asset manager (67,7%), istituzioni ufficiali (15%) e banche (11,5%). Le richieste dalla Francia hanno inciso per il 29,5%, da Irlanda e Regno Unito per 21,6%, dall’Italia per il 29,6%. Il 65% degli ordini allocati arriva da investitori con un focus Esg.
Joint Lead Manager dell’operazione sono Banca Akros (gruppo Banco Bpm), Bbva, Crédit Agricole, Deutsche Bank, Mediobanca, Nomura e Santander.
La banca milanese, guidata dall’ad Giuseppe Castagna, ha appena pubblicato i conti 2025 dove ha registrato un utile netto di 2,08 miliardi, oltre la la guidance e già vicino al target di piano 2027.
I proventi operativi si sono per 5,95 miliardi, dato in crescita del 2,5% rispetto al 2024 nonostante il calo del 9,1% del margine di interesse a 3,1 miliardi (3,4 miliardi l'anno precedente) per il calo dei tassi Bce. Valori compensati dalla crescita delle commissioni nette, balzate del 21,4% da 2 a 2,49 miliardi di euro nel periodo di riferimento. Gli oneri sono stati pari a 2,7 miliardi, in crescita del 3,1%.
Il board proporrà ai soci un dividendo a valere sul 2025 di 1 euro per azione, tra i 46 centesimi di anticipo staccati a novembre e 54 centesimi attesi in pagamento il 22 aprile, per un payout ratio dell'80%. La remunerazione totale è di 1,5 miliardi, tra i 691,6 milioni di anticipo e i 818,2 milioni di saldo. (riproduzione riservata)