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JOSE' MANUEL CAMPA
JOSE' MANUEL CAMPA
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Banche, redditività ai massimi ma il settore potrebbe essere a un punto di svolta secondo l’Eba

12 dicembre 2023, 22:00

L’analisi annuale dei rischi dell’Eba. La redditività ha raggiunto il livello più alto dalla crisi finanziaria ma ora potrebbe iniziare la discesa, secondo l’autorità Ue. Crediti deteriorati ai minimi ma potrebbero risalire. La liquidità resta solida

Il settore bancario europeo potrebbe essere a un «punto di svolta», secondo quanto osservato dall’Eba nell’analisi annuale dei rischi e nel giorno della pubblicazione dell’esercizio di trasparenza per le banche. Gli istituti di credito hanno raggiunto massimi di redditività a giugno: il roe ha toccato l’11%, il livello più alto dalla crisi finanziaria. Ma ora «la redditività potrebbe rallentare a causa della bassa domanda di prestiti e della crescita modesta degli attivi. Inoltre la raccolta potrebbe diventare più costosa, con un impatto negativo sui margini di interesse», ha osservato l’Eba. Sulla scia dei roe, anche i dividendi e i buyback hanno raggiunto livelli record nel 2022: gli istituti europei hanno distribuito 63 miliardi agli azionisti, rispetto ai 48 miliardi che avevano pianificato a inizio 2022.

La raccolta delle banche

Le banche hanno aumentato le risorse raccolte sul mercato. E presto potrebbero essere obbligate anche ad aumentare i tassi sui depositi: «L’aumento del costo della raccolta di mercato aumenterà la pressione a raccogliere più depositi. Questo potrebbe richiedere alle banche di aumentare la loro remunerazione».

Alcuni istituti dovranno impegnarsi anche per raccogliere titoli più rischiosi (sottoponibili a bail-in) con cui raggiungere i requisiti Mrel: al momento 57 banche, che rappresentano il 13% degli asset totali, non hanno raggiunto le soglie richieste. Due terzi delle banche hanno emesso finora bond Esg, anche se i titoli verdi sono aumentati nel 2023 con un tasso inferiore a quello dei bond complessivi. Sempre in tema Esg, le banche comunque «considerano una priorità per il futuro offrire prestiti sostenibili a un ampio spettro di clienti, compresi quelli al dettaglio, nonostante gli ostacoli individuati dalle banche, come la mancanza di dati e l’incertezza normativa», secondo l’Eba.

Nel complesso la liquidità del settore rimane alta: l’indice a breve termine, il liquidity coverage ratio (Lcr), è al 160%, rispetto al minimo del 100%, ma è in calo per la restituzione dei rifinanziamenti Tltro alla Bce e per la riduzione del bilancio (Quantitative Tightening) della banca centrale.

Il tema npl

Anche in tema di npl, le banche hanno raggiunto una posizione di sicurezza: i crediti deteriorati hanno toccato il minimo storico all’1,8% dei prestiti totali. «La qualità degli asset rimane solida, ma la crescita economica contenuta e i livelli elevati dei tassi creano sacche di rischio», ha osservato l’Eba. «La probabilità di un deterioramento della qualità degli attivi è in aumento. Le banche dovrebbero valutare il rischio di credito in modo prudente e garantire accantonamenti sufficienti». Nel primo semestre di quest’anno gli afflussi di npl sono stati superiori ai deflussi e le banche hanno ancora segnalato una quota «relativamente elevata» di prestiti Stage2 (9,1% del totale).

Per l’autorità Ue il settore bancario resta vulnerabile ai rischi geopolitici e agli sviluppi di alcuni mercati, come le esposizioni al real estate commerciale Usa. Inoltre secondo l’Eba il rischio operativo è aumentato negli ultimi anni, anche a causa delle tensioni geopolitiche. Tra i pericoli crescenti, per l’autorità bancaria, ci sono il rischio di perdite dovute a comportamenti scorretti e frodi. Inoltre, in un contesto di digitalizzazione e di crescente importanza delle nuove tecnologie, le banche «diventano più vulnerabili ai rischi digitali e informatici» secondo l’Eba, che ha invitato gli istituti ad affrontare anche i rischi legati alla criminalità finanziaria, al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. (riproduzione riservata)



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