Banche europee sotto i riflettori dopo che la vigilanza della Bce ha esortato gli istituti di credito di importanza sistemica a essere più cauti nella valutazione degli immobili commerciali, spesso utilizzati come garanzia per i prestiti. Dopo la conclusione delle ispezioni iniziate nel 2018, come anticipato venerdì 22 da MF-Milano Finanza, la Bce ha riscontrato che le banche spesso sovrastimano il valore di questi beni, basando le loro valutazioni su dati e modelli obsoleti (precedenti al 2021), risalenti a prima di cambiamenti economici significativi come l'inflazione e l'aumento dei tassi di interesse. Questa sopravvalutazione potrebbe portare a sottovalutare i rischi associati ai prestiti.
Francoforte ha anche criticato la pratica di usare le «medie» di più valutazioni passate senza nessuna critica nelle loro metodologie e ha, quindi, sottolineato la necessità di valutazioni più accurate che riflettano il mercato. A livello settoriale, gli analisti di Equita hanno stimato che le banche italiane presentino in media un’esposizione ai prestiti sugli immobili commerciali in area «mid-single digit, circa il 6%», un dato inferiore alla media delle banche europee: in area 8%, secondo alcune stime.
Per le esposizioni, le correzioni dei prezzi hanno impattato soprattutto su alcuni paesi: i Nordici e la Germania, generando una maggior vulnerabilità, partita dalla pandemia e che si è intensificata con il rialzo dell’inflazione e dei tassi di interesse. In ogni caso, le banche hanno inasprito i loro standard di credito, rendendo più difficile l'accesso ai finanziamenti e al roll over del debito per questo tipo di esposizione.
Il warning della Bce non ferma l'indice Euro Stoxx Banks (+0,78% a 204,7 punti) che si avvia a completare la terza settimana positiva consecutiva, recuperando gran parte del crollo della prima settimana di agosto (-7,8%). «Il quadro del settore bancario europeo resta saldamente rialzista, malgrado il brusco stop di inizio agosto», afferma Websim Corporate, divisione digitale di Intermonte, precisando che i segnali di spinta sono emersi con la rottura dell’area 172 punti, top del 2023. «Altri ne potrebbero arrivare grazie al pieno sfondamento di area 200/210 punti. Comunque, le flessioni restano sistematiche occasioni d'acquisto. Sfruttare i pull back fino a 190 punti per comprare sulla debolezza. Obiettivo di trading verso 230 punti». (riproduzione riservata)