skin track
Rocca Salimbeni
Rocca Salimbeni
Mercati Azionari Leggi dopo

Banche in attesa della Bce: Il dilemma dei sindacati tra ristrutturazioni e assunzioni

di Gaudenzio Fregonara
28 giugno 2024, 20:00

La riunione della Bce del 18 luglio è cruciale per il settore bancario, che dovrà affrontare margini ridotti e riorganizzazioni. I sindacati si preparano a negoziare un delicato equilibrio tra esodi e nuovi ingressi, in un contesto di profonde trasformazioni e sfide economiche

La prossima riunione della Bce è fissata per il 18 luglio. Non è chiaro se in quella occasione l’Eurotower darà il via a una nuova riduzione del costo del denaro dopo i 25 punti tagliati a giugno.

La decisione della Bce è attesa dalle banche, perché la politica monetaria determinerà conseguenze sui conti del settore: il record dei 40 miliardi di euro di utili nel 2023 non sarà ripetibile. Tassi più bassi, del resto, comprimeranno i margini d’interesse degli istituti di credito e la riduzione dei profitti, ancorché graduale, impone la predisposizione immediata di adeguate contromisure. Piani che si renderanno necessari anche per far fronte al riassetto che l’industria bancaria subirà se partirà il cosiddetto risiko e nascerà il terzo polo: la data fissata sulle agende dei banker in questo caso è il 2 luglio, quando scadrà il vincolo del Tesoro sulla vendita del 26% del Monte dei Paschi di Siena. Martedì 2 scatterà una sorta di liberi tutti, se il governo metterà sul mercato l’ultima fetta di Rocca Salimbeni, che potrebbe modificare la geografica dell’industria creditizia.

Fusioni e riorganizzazioni in vista

Uno scenario complesso, frutto del mix di tassi bassi e fusioni, che porterà gioco-forza a una serie di riorganizzazioni, necessarie anche per la trasformazione tecnologica e la crescita del digitale.

È probabile che le manovre interne siano accompagnate dalla riduzione degli organici, in un settore che ha già visto calare la forza lavoro, a partire dal 2010, sempre senza licenziamenti, di circa 90mila addetti, a fronte dei quali sono stati assunti poco meno di 40mila dipendenti under 35. Il rapporto tra ingressi ed esodi non arriva all’1 a 2 cioè un’assunzione per ogni due uscite (pensionamenti o prepensionamenti, sempre su base volontaria).

Se si guarda all’ultimo quinquennio, la proporzione è ancora più ampia: dal 2019 al 2023, le assunzioni realizzate con il Fondo per l’occupazione nei primi sette gruppi bancari sono state 11.711 (di cui il 34% in Intesa, il 23% in Unicredit, il 15% in Bper, l’11% in Bnl, il 7% in Monte dei Paschi di Siena e il 4% Crédit Agricole Italia), mentre le uscite circa 30mila: dati che corrispondono a un rapporto che è sostanzialmente di 1 a 3.

Sfide sindacali

Per i sindacati la sfida - per garantire al settore un efficace ricambio generazionale - è negoziare accordi con i gruppi bancari che garantiscano un ingresso per due uscite. Andare oltre appare illusorio.

I rappresentanti di Intesa Sanpaolo, per esempio, hanno già chiarito alla controparte che ritengono insostenibile garantire la parità. L’idea delle principali banche è gestire questa fase in linea con il passato, utilizzando al meglio sia il Fondo di solidarietà (esodi) sia il Foc (ingressi), due strumenti finanziati all’interno del settore, senza oneri per lo Stato. Resta da capire la posizione di qualche sigla e la velleità di qualche dirigente sindacale che punta ad alzare l’asticella, ossessionato dal rapporto uno a uno.

Una linea fondata più su ambizioni personali che sulla concreta sostenibilità economica, che, se esasperata, corre il rischio di minare il futuro delle relazioni sindacali in banca, riducendo il tutto a un terreno di scontro privo di visione e prospettiva.

Quei sindacati, ancora insaziabili nonostante l’ottimo rinnovo del contratto nazionale, che non garantiranno la governabilità dei prossimi piani industriali e di ristrutturazione si troveranno contro non solo le banche, ma anche i sindacati aziendali interni che non vorranno compromettere la tutela dei loro iscritti solo per pruriti personali e gelosie di avventurieri. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)