Hsbc, il maggiore istituto bancario europeo e fra i titoli più importanti dell’indice cinese Hang Seng, ha pubblicato martedì 29 aprile i conti relativi al primo trimestre 2025. Risultati superiori alle attese grazie alle forti performance nei segmenti Wealth e Corporate & institutional banking. Il titolo guadagna il 2% alle ore 11:30 circa, mentre ha chiuso in Asia con un rialzo del 3%.
I ricavi per 17,65 miliardi sono superiori ai 16,67 miliardi attesi dagli analisti, mentre l’utile ante imposte per 9,48 miliardi di dollari si confronta con i 7,83 miliardi del consenso.
Tuttavia, su base annua, l’utile ante imposte è sceso del 25% e i ricavi sono diminuiti del 15% con il calo dei tassi (dai massimi del 5,25% all’attuale 4,5%). Su base trimestrale, invece, l’utile ante imposte è aumentato del 317% rispetto al quarto trimestre 2024.
Hsbc ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 3 miliardi di dollari, da completare prima della pubblicazione dei risultati intermedi 2025. Si tratta di una cifra superiore rispetto ai 2 miliardi previsti da Morningstar. Il ceo del gruppo, Georges Elhedery, ha spiegato che «i risultati solidi di questo trimestre dimostrano... disciplina nell'esecuzione della strategia e fiducia nella capacità di raggiungere gli obiettivi».
Lo scorso ottobre, Hsbc aveva avviato un'importante riorganizzazione, suddividendo le operazioni in quattro divisioni principali, tra cui i nuovi segmenti «mercati orientali» e «mercati occidentali», con un target di 300 milioni di dollari in risparmi sui costi nel 2025. Ma ora la banca prevede un impatto di 1,8 miliardi di dollari di ristrutturazione (liquidazioni e altri oneri) distribuiti tra il 2025 e il 2026.
Hsbc ha segnalato un aumento dell’incertezza macroeconomica, mentre le politiche commerciali protezionistiche stanno frenando il sentiment di consumatori e aziende. Le tariffe Usa su acciaio, alluminio e auto sono attive da marzo, mentre le misure «reciproche» annunciate ad aprile sono attualmente sospese per 90 giorni.
Elhedery è uno dei quattro ceo di banche nel Regno Unito che hanno chiesto al Cancelliere di eliminare la normativa sul ring-fencing, che impone la separazione tra le attività retail e quelle d’investimento. Ma che tiene tuttavia controllato il rischio sul settore bancario, per evitare un crack come come quello che si è visto nel 2008. (riproduzione riservata)