La pratica di trasferire il rischio di credito è sempre più frequente tra le grandi banche sia all’estero sia, da qualche tempo, anche in Italia. Ma le preoccupazioni sulla qualità degli asset interessati stanno aumentando tra gli operatori di mercato. Ecco perché il Fondo Monetario Internazionale in una sua recente pubblicazione ha deciso di accendere un faro su questa tipologia di operazioni.
Se il mercato europeo della cartolarizzazioni classiche è stagnante dalla crisi del 2008, sono in forte crescita le operazioni di significant risk transfer (srt), che consentono alla banca di ridurre il capitale regolamentare trasferendo una quantità sufficiente di rischio di credito in capo ad investitori. La forma principe in questo ambito è la cartolarizzazione sintetica, in cui l’istituto mantiene i prestiti sottostanti nel proprio bilancio.
Gli srt però, spiega il Fondo Monetario, potrebbero creare effetti destabilizzanti in periodi di instabilità dei mercati, perché se gli acquirenti (tipicamente hedge fund e altri investitori istituzionali) utilizzano la leva finanziaria, un rischio sostanziale rimane in capo al sistema bancario ma con una copertura di capitale inferiore. I trasferimenti del rischio inoltre potrebbero offrire una rappresentazione errata della solidità degli istituti, migliorando i cuscinetti delle banche senza cambiare il livello complessivo del capitale.
Il report sottolinea inoltre che l'uso crescente degli srt potrebbe segnalare un'incapacità «di costruire capitale in modo organico a causa di fondamentali e performance di redditività più deboli» e potrebbe esporre le banche a problemi se la liquidità nel mercato si esaurisse.
I rendimenti a doppia cifra offerti da questi strumenti, in cui il compratore si assume i rischi delle prime perdite, hanno attirato molti investitori quest'anno, alcuni dei quali stanno acquistando pacchetti di prestiti cartolarizzati senza conoscere tutti i dettagli. Per ora, secondo il rapporto del Fondo Monetario, i pacchetti utilizzati nel mercato degli srt sembrano essere di asset di qualità più elevata. Tuttavia, «i supervisori del settore finanziario devono monitorare attentamente questi rischi e garantire la necessaria trasparenza riguardo agli srt e al loro impatto sul capitale regolamentare delle banche», avverte il rapporto.
Il mercato di questi strumenti nell'area dell'euro è cresciuto fortemente tra il 2021 e il 2022, quando le emissioni hanno raggiunto il livello record di 163 miliardi di euro. Un fattore chiave è stato rappresentato dalle transazioni sintetiche, che sono quasi raddoppiate dai 73 miliardi del 2021 ai 145 miliardi del 2022. Dimensioni ormai consistenti per i regolatori internazionali che, memori di quanto accaduto nella crisi del 2008, hanno iniziato ad accendere un faro sui trasferimenti. (riproduzione riservata)