Partono i lavori per lo stress test Eba-Bce che coinvolgerà le maggiori 68 banche europee, di cui 54 dell’Eurozona e (per il momento) otto italiane. L’autorità bancaria europea ha pubblicato la metodologia provvisoria che è stata messa in consultazione informale con il mercato. A fine anno sarà comunicata la metodologia definitiva. L’esercizio partirà a gennaio, mentre i risultati saranno noti a fine luglio 2025. Finora sono state incluse le stesse banche italiane dello stress test precedente: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper, Mps, Iccrea, Cassa Centrale, Mediobanca. Le ultime due, tuttavia, potrebbero essere escluse se non ci saranno altre banche europee tolte dal campione di partenza. Nella stessa situazione si trova la tedesca Volkswagen Bank.
L’esame sarà condotto sui valori a fine 2024, con scenari avversi relativi al triennio 2025-2027. Come negli anni passati, non sono previste soglie di capitale da superare. Non ci saranno così banche promosse o bocciate, ma i risultati saranno un punto di partenza per i requisiti Bce di secondo pilastro (quelli definiti individualmente).
Ci saranno cambiamenti rispetto alla metodologia della prova del 2023. In particolare saranno considerate le innovazioni introdotte dal regolamento Crr3 e dalla direttiva Crd6 che hanno trasferito in Europa le regole di Basilea 3+. La normativa è stata pubblicata nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale e sarà applicata in gran parte dal 2025. Tra le novità c’è anche il congelamento del valore di una parte dei titoli di Stato nei bilanci delle banche fino a fine 2025 ai fini patrimoniali (si veda MF-Milano Finanza del 20 giugno), applicabile dai bilanci del secondo semestre 2024.
L’Eba inoltre considererà il rinvio al 2026 delle regole di Basilea 3+ sul rischio di mercato (Frtb o Fundamental Review of Trading Book). La Commissione Ue ha risposto così ai ritardi nell’applicazione della disciplina negli Stati Uniti. L’Eba ha comunque comunicato che si adeguerà a quanto definirà Bruxelles nell’atto delegato per il rinvio.
Quanto alle altre novità, l’Eba definirà le proiezioni sul margine di interesse delle banche e aumenterà la sensibilità ai rischi di mercato. L’organismo presieduto da Josè Manuel Campa manterrà un approccio bottom-up (con dati dalle banche alle autorità) integrato da modelli top-down di vigilanza che indicheranno agli istituti di credito le proiezioni sui ricavi netti da commissioni, oltre a quelle sul margine di interesse. La metodologia farà una suddivisione del rischio di credito per settore di attività economica.
Come in passato, lo stress test considererà i bilanci delle banche in modo statico, con l’ipotesi cioè di mantenere lo stesso modello di business nel corso del triennio 2025-2027 in termini di operazioni, strategie di prodotto e presenza nei Paesi.
Lo stress test ha l’obiettivo di fornire un approccio analitico comune per valutare la stabilità delle banche europee in caso di scenari avversi tali da ridurre la loro adeguatezza patrimoniale. L’esame coinvolge le principali autorità competenti sul settore bancario. La Bce definirà lo scenario macroeconomico di base, mentre quelli avversi saranno elaborati in collaborazione con l’Esrb (European Systemic Risk Board). L’Eba coordinerà l’esercizio, definirà la metodologia comune e assicurerà la qualità dei dati ricevuti dalle banche europee. (riproduzione riservata)