Banca Ifis ha ricevuto martedì 29 aprile l'autorizzazione della Banca Centrale Europea per l’opas (offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria) su illimity Bank. Il prezzo dell’offerta è di 3,55 euro per azione in un deal misto che prevede 0,10 azioni Banca Ifis di nuova emissione e una parte in denaro di 1,414 euro per un corrispettivo di 298,49 milioni.
Intanto alle ore 10 circa il titolo Banca Ifis sale dello 0,6% a 22,18 euro, mentre illimity dello 0,8% a 3,52 euro.
Tenuto conto, si legge nella nota, della natura non concordata dell'operazione e del fatto che Banca Ifis non ha condotto due diligence su illimity, la Banca Centrale Europea ha prescritto che, in caso di perfezionamento dell'offerta, Banca Ifis conduca una due diligence per la determinazione del badwill derivante dall'operazione, a seconda della consistenza effettiva del patrimonio netto di illimity, che deve essere certificato da parte di una società di revisione e trasmesso «senza ritardo» a Banca d'Italia. A seguito di ciò, Banca Ifis dovrà determinare entro il mese successivo «l'eventuale adozione delle azioni conseguenti, ove necessarie».
Il badwill (o avviamento negativo), a differenza del goodwill, indica che l'azienda rilevata ha un valore intrinseco inferiore al prezzo di mercato, spesso a causa di problemi di redditività o di scarsa gestione. A marzo, infatti, Illimity Bank ha registrato svalutazioni che hanno influito sui risultati finanziari, portando a un azzeramento dell'utile netto nel 2024 e a un risultato netto consolidato negativo per 38,4 milioni di euro.
Martedì 29 aprile ha poi luogo l'assemblea di illimity, da cui possono emergere ulteriori elementi in merito all’offerta di Banca Ifis. Dopodiché al gruppo veneto manca solo il via libera di Bankitalia, dato per scontato in seguito al nulla osta della Bce. Cinque giorni dopo il documento di Via Nazionale, arriverà il via libera di Consob alla pubblicazione del prospetto. IL documento in questione indicherà le date di apertura dell'offerta. Al momento pare siano rispettate le tempistiche che la banca aveva indicato con l'annuncio di gennaio, ovvero adesioni tra maggio e giugno e poi eventuale integrazione a settembre. (riproduzione riservata)