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Anna Fasano, presidente Banca Etica
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Banca Etica spinge sul credito: con il piano strategico 2025-28 le erogazioni cresceranno del 35%. La strategia per Etica sgr

17 marzo 2025, 22:00 Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2025, 11:53

Banca Etica punta anche ad aumentare la raccolta del 36% entro il 2028. La gestione dei fondi di Etica sgr passerà da Anima a Impact sgr, acquisita a gennaio. La presidente Fasano: non investiremo sulla guerra, combatteremo le diseguaglianze e ci terremo lontani dalle fonti fossili

Una spinta alle erogazioni e alla raccolta per fini sociali. Poi la gestione dei fondi di Etica sgr, pronta a essere internalizzata ora che il risiko rischia di ridisegnare gli equilibri del credito italiano. Banca Etica presenta il piano strategico 2025-28, che innanzitutto punta a far crescere i crediti del 35% entro quattro anni.

«La finanza etica si misura dalla capacità di trasformare contesti anonimi in luoghi a elevato impatto ambientale e sociale. Noi vogliamo sostenere le imprese che seguono i nostri principi e lo facciamo in un sistema bancario, quello italiano, in cui il credito è sceso in media del -1,3% l’anno dal 2021», spiega Anna Fasano, presidente di Banca Etica. «Ci concentreremo sul diritto all’abitazione per sostenere chi cerca casa a prezzi accessibili o è costretto a lasciarla perché vive in aree disagiate. Poi sulla transizione energetica, con focus sulle comunità energetiche, che aiuteremo con banche ed enti locali».

La staffetta Anima-Impact sgr

Il piano 2025-28 guarda anche alla raccolta di Etica Sgr, società con un patrimonio gestito di 7 miliardi e controllata da Banca Etica. Gli altri soci sono Banco Bpm (19%), Bper, Popolare di Sondrio e Cassa Centrale Banca con il 10% a testa. La sgr ha già collocato in autonomia 1 miliardo di fondi etici e ora vuole aumentare la raccolta del 36% entro fine piano. L’obiettivo sarà centrato anche grazie a Fiare Banca Etica, la succursale spagnola che conta 300 milioni di raccolta diretta.

Ma lo sforzo maggiore riguarderà la gestione dei fondi di Etica sgr, che sarà internalizzata. Finora se ne occupava Anima, che sarà sostituita da Impact sgr, società acquisita dal gruppo a gennaio. «Il passaggio di consegne ci permetterà di ampliare i prodotti 100% etici, ad esempio con il collocamento online, e di proporre un’offerta più personalizzata», chiarisce Fasano. «Inoltre con Impact saremo più indipendenti perché Anima è finita sotto l’opa di Bpm, a sua volta nel mirino di Unicredit».

Per la banca non si tratta di una scelta indolore. Le somme spese per internalizzare la gestione dei fondi di Etica, unite ai minori tassi di mercato dopo i tagli della Bce, causeranno un calo degli utili nel 2025 e 2026. «Ma è un investimento sul futuro», spiega la presidente. «I nostri profitti torneranno a crescere già nel 2027».

Indipendenti dalle banche azioniste

Nessun cambiamento invece sulla distribuzione, effettuata da cooperative come Iccrea e dagli istituti nel capitale della sgr. Questi ultimi sono finiti nel mirino di diversi soci del gruppo, che hanno chiesto di tagliare i legami con le banche azioniste dopo averle accusate di finanziare la vendita di armi.

«Abbiamo tutti a cuore la pace», rassicura Fasano. «Ai soci garantisco che non investiremo sulla guerra, combatteremo le diseguaglianze e ci terremo ben lontani dalle fonti fossili». La presidente prova a far chiarezza anche sui legami con gli istituti attaccati dagli azionisti, precisando che dalla partecipazione nella sgr percepiscono una cedola irrisoria (ndr. qualche centinaia di migliaia di euro) rispetto ai loro bilanci miliardari.

Poi ricorda che sono realtà ben diverse da quelle entrate in passato nel capitale di Etica: quasi tutte si sono trasformate dopo aver acquisito altre popolari, che potrebbero aver concesso dei finanziamenti contenuti al settore della difesa. Infine Fasano apre al dialogo e garantisce che i futuri partner saranno in linea con la finanza etica: «Abbiamo 48 mila soci e vogliamo nutrirci di questa diversità. Sapremo fare sintesi perché abbiamo lo stesso obiettivo».

Le due liste per il cda

La risposta degli azionisti arriverà il 17 maggio, quando saranno rinnovati i vertici. La sfida per la presidenza è tra l’ex dg Alessandro Messina, candidato di opposizione, e il vicepresidente Aldo Soldi, che guida la lista in continuità con il cda. Una sconfitta della seconda, quindi, equivarrebbe anche a una bocciatura del piano strategico 2025-28. (riproduzione riservata)



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