Sabato 10 febbraio, il governatore di Banca d’Italia, Fabio Panetta, presenta a Genova alla comunità degli operatori finanziari riuniti nell’annuale congresso di Assiom-Forex, ma anche al Paese, la posizione dell’istituto sui temi economico-finanziari di maggior interesse che compongono le «considerazioni finali di medio termine», come si considerano quelle tradizionalmente svolte in occasione di questo convegno.
Nel capoluogo ligure ha sede Carige ora del gruppo Bper di Piero Montani che concorre a questa importante iniziativa. È pure l’occasione per una sua ulteriore presentazione al mondo della finanza. Le parole di Panetta costituiranno il biglietto da visita del suo governatorato il cui inizio non è avvenuto in sordina: accanto ad alcuni apprezzati interventi sulle banche e sulla politica economica e monetaria, vi sono state anche decisioni aziendali - alcune delle quali stanno facendo discutere - come la recente attribuzione al funzionario generale Gian Luca Trequattrini della carica, mai esistita in 130 anni e finora dunque non presente nel regolamento generale e nell’organigramma, di segretario del direttorio.
Ovviamente non si può restare fermi. E allora il discorso si sposta sulle ragioni e i caratteri delle riforme. Quanto a Genova, ci si attende, ovviamente anche in Italia, innanzitutto, che il governatore spieghi la politica monetaria della Bce con l’integrazione di proprie valutazioni. Il tema è tormentato. Spesso si verifica il classico caso, fra i governatori dell’Eurosistema, del tot capita tot sententiae.
Si tratta di capire se si debba aspettare giugno per decidere il taglio dei tassi di riferimento da parte della Bce, del cui Direttivo Panetta fa parte, o se invece - considerato che nell’area ci si sta avvicinando al target dell’inflazione al 2% mentre la crescita langue - non si debba agire per tempo evitando di commettere l’errore inverso a quello di non avere attuato una politica d’anticipo contro l’inflazione quando quest’ultima iniziò a salire. Ciò va inquadrato nel contesto di un inadeguato rapporto del governo della moneta con la politica economica e di finanza pubblica e con le misure sui redditi - a livello centrale e decentrato - e con il bandito, a quanto pare, coordinamento, pur invece necessario, con la vigilanza bancaria.
Sussiste, più in generale, un’Unione bancaria realizzata, dopo circa dieci anni, solo per un terzo, come in questi giorni viene ricordato e come da tempo scriviamo su queste colonne.
Ciononostante Bce, per bocca della presidente Christine Lagarde, pone all’ordine del giorno l’Unione del mercato dei capitali, assolutamente necessaria, ma non considera che il completamento della prima Unione è fondamentale per realizzare la seconda. Non si può rimanere in mezzo al guadi: arretrano, contro i principi di sussidiarietà e a volte di ragionevolezza e proporzionalità, norme e controlli nazionali ma non sopravvengono quelli europei. Sarebbe interessante sapere cosa Panetta pensa, per esempio, della Direttiva europea sul bail in, della confusione normativa, a livello comunitario, e dei controlli in materia bancaria. Anche sul Mes, essendo incompleta, come si è detto, la materia della risoluzione, sarebbe opportuno conoscere il pensiero di Banca d’Italia. La tradizione costantemente osservata di autonomia e indipendenza di quest'ultima, in particolare nei confronti della politica e dell’economia, e il ruolo che essa svolge di consulenza degli Organi costituzionali sono alla base dei giudizi che vengono espressi sulla politica economica, sulla finanza pubblica, sulle riforme strutturali, sul che fare in generale, in questo campo. Anche per questa ragione è più che legittima la particolare attesa.
Dai temi generali, è prevedibile che Panetta passerà poi a quelli specifici riguardanti il sistema bancario e finanziario, la struttura, le prospettive, ma anche i problemi e le opportunità più ravvicinati, per svolgere poi considerazioni sui positivi risultati dei bilanci bancari 2023 con le connessioni con la politica monetaria e gli alti tassi di interesse, nonché sui temi della liquidità e dei crediti deteriorati.
Pur essendo le banche maggiori sottoposte alla supervisione della Bce, alla quale però contribuisce la Banca d'Italia, un concetto almeno sul consolidamento possibile nel settore, in Italia, sarebbe massimamente auspicabile, considerato, tra le altre novità, lo sviluppo della situazione del Montepaschi. Poi vi sono i temi del risparmio gestito, delle criptovalute, dell’impiego dell’intelligenza artificiale generativa - sui quali da tempo interviene con efficacia il presidente della Consob, Paolo Savona - fino ad arrivare all’euro digitale di cui Panetta si è intensamente occupato a Francoforte. Argomenti, questi, che, insieme con le trasformazioni alle quali è chiamato il settore bancario, dovrebbero costituire parte importante di un discorso che voglia essere, appunto, una mini Relazione annuale.
Accanto a queste materie, vi sono quelle che interessano anche e più direttamente il grosso pubblico, riconducibili al tema della tutela del risparmio, quali i temi dell’educazione finanziaria, della trasparenza e della correttezza delle operazioni bancarie, del ruolo che la Banca d'Italia svolge in questi campi. Potrebbe anche essere possibile che Panetta sorprenda con una diversa impostazione del discorso optando per una scelta monografica, concentrata su alcuni aspetti, a cominciare dall'accennata tutela del risparmio e, poiché parla agli operatori finanziari, affrontando quegli argomenti che sono più vicini a loro, ma che hanno pure un rilievo generale. Non sarebbe da escludere che comunque il governatore presenti qualche esercizio, come è accaduto in passato, sui prevedibili sviluppi dell'economia, considerando, in particolare, l'impatto del Pnrr e possibili novità sul debito comune a livello europeo. Su tutti i temi graveranno, naturalmente, il contesto geopolitico con i conflitti in atto, da un lato, e gli impegni delle diverse fondamentali transizioni, dall’altro. Prove il Governatore ne ha superate molte e brillantemente nel suo cursus honorum. Quella del 10 febbraio ha, però, la sua peculiare importanza, innanzitutto perché fornisce elementi per dedurne uno stile, un programma, un tono del governatorato.
Egli conosce benissimo, per esserne stato parte, la lunga, minuziosa, complessa preparazione di questi discorsi da parte dei governatori a Palazzo Koch. Ricorderà bene lo scrupolo massimo, per esempio, del governatore Antonio Fazio e le notti di discussioni e dibattiti sulle materie da affrontare. Andando più indietro nel tempo, avrà letto dell’impegno straordinario che il governatore Guido Carli dedicava a questo annuale convegno. Vi è una continuità da valorizzare. È sperabile, dunque, che il discorso del nuovo governatore sia all'altezza delle aspettative. (riproduzione riservata)