La Banca Agricola Popolare di Sicilia (Baps) chiude il 2024 con il miglior risultato di sempre. L’anno scorso l’istituto di Ragusa ha raggiunto un utile netto reported di 51,1 milioni (+70%), ma anche i profitti netti dell’attività core - quella di banca del territorio - sono saliti a 42,4 milioni (+8,8%).
La spinta è arrivata dalle commissioni nette, cresciute a 53,4 milioni (+7,7%), che hanno permesso al margine di intermediazione core di stabilizzarsi a 191,6 milioni nonostante i tagli dei tassi della Bce. Baps ha lavorato inoltre sull’efficienza perché il cost to income core al 55% è migliore del target di fine del piano nel 2027. Stesso risultato per il roe core adjusted, arrivato al 12,9%.
L’istituto siciliano ha fatto passi avanti anche sulla qualità del credito visto che l’npl ratio netto è sceso all’1,7% dal 2,4% del 2023, di nuovo meglio del target di fine piano. La banca ha confermato poi la sua solidità con un total capital ratio fully loaded pro-forma in crescita al 22,3% dal 21,8% del 2023. Così Baps è riuscita ad alzare il monte dividendo del 50%.
«Il 2024 è l’anno della svolta: abbiamo costruito una banca più forte, dinamica e proiettata al domani», dichiara l’ad Saverio Continella. «Abbiamo reso la macchina operativa più agile, rafforzato la rete commerciale e accelerato sull’innovazione. Ora entriamo in una nuova fase guidati dal Piano di Impresa Futura».
Per l’istituto siciliano il 2024 è stato un anno di grande cambiamento dopo l’acquisizione della Popolare Sant’Angelo. L’attivismo potrebbe proseguire anche nel 2025 perché la banca di Torre del Greco avrebbe sondato Baps e altri istituti per un’operazione di rafforzamento patrimoniale in prospettiva stand alone. (riproduzione riservata)