Enel ha realizzato nel 2022 ricavi preliminari consolidati per 140,5 miliardi di euro, in aumento del 63,9% rispetto all'anno precedente. La variazione è prevalentemente riconducibile, in un contesto di prezzi medi crescenti, ai maggiori volumi di energia prodotti e intermediati, alle maggiori quantità vendute soprattutto in Italia e Spagna, agli adeguamenti tariffari in Brasile e alla maggiore energia elettrica distribuita in America Latina. I ricavi includono, tra l'altro, il provento non ordinario derivante dalla cessione delle attività di trasmissione in Cile pari a 1,1 miliardi.
L'ebitda ordinario è ammontato a 19,7 miliardi, in crescita di 0,5 mld e superiore alla guidance. Escludendo alcune componenti straordinarie la voce è in crescita di circa 1,5 miliardi. Il miglioramento del margine, che deriva dalla generazione termica e dalle attività di trading, ha compensato la significativa diminuzione della produzione idroelettrica, legata alla scarsa idraulicità dell'esercizio in Italia e Spagna, permettendo di assorbire la variazione negativa sui mercati finali in Europa connessa ai maggiori costi di approvvigionamento non pienamente traslati alla clientela. L'ebitda che include gli effetti delle operazioni non ordinarie è pari a 18,8 miliardi (+9,3%). L'indebitamento finanziario netto ammontava a 60,1 miliardi. La variazione rispetto ai 51,7 mld del 2021 (+16,2%) è riferibile al fabbisogno generato dagli investimenti del periodo, al pagamento dei dividendi, all'acquisizione di Erg Hydro e all'effetto negativo dei cambi. La voce ha registrato una riduzione significativa rispetto a fine settembre.
«I risultati preliminari del 2022 dimostrano la resilienza del gruppo Enel che, grazie alla robustezza del proprio modello di business integrato, ha raggiunto un ebitda ordinario di 19,7 miliardi di euro, superando la guidance comunicata ai mercati finanziari nonostante l'avverso contesto geopolitico, energetico ed economico e tutelando, al contempo, i nostri clienti finali dallo shock dei prezzi energetici derivante dalla crisi del gas», ha commentato in proposito l'amministratore delegato Francesco Starace. «Inoltre, grazie all'efficiente gestione finanziaria e all'esecuzione del piano strategico presentato ai mercati, l'indebitamento finanziario netto di gruppo si è ridotto sensibilmente nell'ultimo trimestre dell'anno e continuerà a decrescere in modo sostanziale anche nel corso del 2023, rafforzando ulteriormente la nostra solidità finanziaria. Questo ci permetterà di continuare a implementare i nostri investimenti nella generazione rinnovabile e nelle reti per supportare la transizione verso fonti di energia sempre più sostenibili e favorire l'indipendenza energetica nei paesi in cui operiamo». (riproduzione riservata)