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Azioni: ecco quando finirà il mercato orso

19 ottobre 2022, 09:35 Ultimo aggiornamento: 09:38

A giudicare dall'andamento delle sedute del mese di ottobre sembra iniziare a prevalere la tesi che il picco dell'inflazione sia stato raggiunto. All'orizzonte, quindi, quantomeno un assestamento nel rialzo del costo del denaro anche perché, nonostante la decisione dell'Opec+ di tagliare in modo consistente la produzione di greggio di 2 milioni di barili al giorno, i prezzi sono rimasti sotto 100 dollari al barile per il Brent mentre le quotazioni del gas naturale in Europa sono pari a un terzo rispetto al picco di fine agosto. Bisogna credere a questo rally oppure no? Dipende da quanto durerà l'attuale rialzo, secondo Fabrizio Barini di Integrae Sim. "La prospettiva è quella di due settimane di relativa tranquillità grazie all'andamento dei risultati trimestrali Usa migliori del previsto e soprattutto l'outlook sul futuro che non ha destato preoccupazioni. Tra l'altro le trimestrali delle banche, indicatori molto sensibili all'andamento dell'economia reale, sono soddisfacenti. Pensiamo ai risultati di Goldman Sachs che hanno evidenziato un calo del 43% di profitti e del 12% dei ricavi, ma gli analisti si aspettavano di peggio e poi l'annuncio della riorganizzazione fa capire che i ceo abbiano gli strumenti per fronteggiare la crisi senza lacrime e sangue. Non dimentichiamo, però,", ha avvertito Barini, "che JP Morgan, per bocca del suo ceo, Jamie Diamon, ha parlato di un uragano in arrivo. Anche in Europa il rialzo è guidato dalla componente più ciclica che fa ben sperare per il futuro".

 


Le attese sui mercati sono anche concentrate sul meeting della Bce, fissato per la prossima settimana (27 ottobre) dove la presidente, Christine Lagarde, è attesa aumentare i tassi di 75 punti base, forte di un'inflazione che ha raggiunto il 10%, ma che potrebbe essere molto vicina al suo picco massimo. La flessione del prezzo del gas e del petrolio delle ultime settimane (117 euro a megawattora e 84,9 dollari al barile per il Brent oggi 19 ottobre) per potersi scaricare a valle necessita, però, di tempo, ha osservato Antonio Tognoli di Cfo sim. "Almeno un trimestre, visto che l'aumento del prezzo dell'energia elettrica per il quarto trimestre 2022, +71,5% rispetto al terzo, calcolato secondo il noto meccanismo, è avvenuta con i prezzi del gas più vicino ai massimi che ai minimi", ha spiegato Tognoli. "Potremmo, quindi, pensare che se il prezzo del gas dovesse rimanere intorno a questi livelli per tutto il trimestre, e le premesse ci sono, visto che l'accordo su un tetto dinamico al prezzo sembra a portata di mano, la crescita dell'inflazione registrerebbe una riduzione. Il che non significa che i prezzi scendono, ma che salgono meno. In ogni caso, oggi in Europa siamo meno ricchi, o più poveri, del 10% rispetto a un anno fa. La discesa dell'inflazione sarà, comunque, e con tutta probabilità lenta, visto che ormai la stessa si è infiltrata nella dinamica economica". Ebbene, se questo scenario dovesse essere confermato, occorrerà capire se i tempi sono compatibili con le stime della Bce oppure il whatever it takes contro l'inflazione continuerà inesorabile fino al 2% di target. Secondo le aspettative di Tognoli, dopo il rialzo di 75 puni base il 27 ottobre prossimo, la Bce userà molta cautela e flessibilità evitando, per quanto possibile, di esporre la crescita economica a una lunga e profonda recessione. Quindi, "non siamo ancora fuori dal guado e l'inflazione potrebbe non aver ancora raggiunto il picco, ma potremmo però esserci vicini. E i mercati cominciano a scontare diversi fattori positivi in grado di ridurre il rischio sistematico. Il primo, l'azione corale europea sulla causa principale dell'inflazione (45%), il secondo, gli interessi economi cella Cina che potrebbero spingere Putin a una soluzione rapida del conflitto e last but not least, le elezioni Usa di mid term alle porte quale miglior supporto dell'inizio delle trattative di pace potrebbero portare voti a Biden?", si è chiesto Tognoli secondo cui la fine del mercato orso potrebbe, dunque, collocarsi tra gennaio/febbraio 2023. (riproduzione riservata)



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