Azimut in vetta al Ftse Mib, martedì 30 settembre, il titolo balza del 4,11% a 32,95 euro, ai massimi storici dopo che Mediobanca Research scrive che il gruppo italiano del risparmio gestito presieduto da Pietro Giuliani scambia a forte sconto ed è sottovalutato. Un cambio di passo importante per gli analisti di Piazzetta Cuccia, banca appena rilevata da Mps. I broker, infatti, sono stati storicamente cauti su Azimut, se non addirittura critici.
Mediobanca Research, quindi, alza il target price su Azimut Holding da 35 a 40 euro con rating Overweight, sottolineando che il titolo viaggia ad un considerevole sconto del 40%.
Gli analisti stimano il valore della cessione dell’80% di Tnb (The Next Bank) a Fsi, la banca dei promotori finanziari in uscita da Azimut, fra 2,28 e 2,42 miliardi. La nuova società dovrebbe chiudere con un utile netto di 160 milioni nel 2029 e 190 milioni nel 2030. Quanto ai calcoli sull’earnout, il valore attuale netto (Van) dei pagamenti conclusivi dovrebbe attestarsi a 653 milioni, poco sopra quanto comunicato (600 milioni) dalla stessa Azimut.
Nel 2024, Azimut Italia ha chiuso con un utile netto di 345 milioni. Togliendo i contributi di private markets (48 milioni), fintech (3 milioni) e Tnb e «normalizzando le performance fees», emerge un «utile netto pulito pro-forma di circa 300 milioni». Applicando un multiplo prezzo/utili di 13,4 volte (in linea con il multiplo di Fsi per Tnb e di gruppi simili concorrenti), gli analisti stimano che il valore delle attività italiane si aggiri attorno al 4,0 miliardi di euro. Sommando la posizione finanziaria netta attuale, il valore che ne risulta «eccede la capitalizzazione di mercato».
L’area internazionale gestisce 48,5 miliardi di aum e 2 miliardi in private markets (a fine 2024), con un margine sui ricavi di 114 punti base e una crescita annuale dei ricavi del 17%. In questo caso, gli analisti calcolano un utile netto «pulito atteso di 100 milioni nel 2025». Applicando un multiplo p/e di 15 volte, il business internazionale vale 1,5 miliardi, pari al 5,7% degli aum.
Dal 2011 Azimut ha investito 750 milioni all’estero, con un Roi (ritorno sugli investimenti) del 13% ad oggi, atteso in crescita verso 19–20% entro il 2027. Nella valutazione come somma delle parti (Sotp), il gruppo Azimut nel complesso vale per Mediobanca Research 51 per azione rispetto ai 31 del prezzo di mercato, che quindi si colloca a sconto di circa il 40%.
Il calcolo comprende:
1. 643 milioni di cassa netta (primo semestre 2025) + 653 milioni di earnout su Tnb;
2. 4,02 miliardi per le attività italiane (tolta Tnb);
3. 1,5 miliardi di business internazionale e 0,19 miliardi di partecipazioni strategiche;
4. 2,28 miliardi di Tnb
Ne risulta un equity value di 7,25 miliardi, pari a 50,6 per azione, contro una market cap attuale di 4,45 miliardi. (riproduzione riservata)