Dopo il boom del 2021, il nuovo anno si apre ancora in positivo a livello di raccolta per Azimut. A gennaio la società di risparmio gestito guidata dal presidente Pietro Giuliani ha messo a segno afflussi per 93 milioni di euro, registrando dinamiche di segno opposto sul fronte dei fondi e delle gestioni. Se i primi hanno dato un contributo positivo 310 milioni, altrettanti ne sono defluiti alla voce gestioni patrimoniali. Si tratta di un movimento che rispecchia "la scadenza di mandati istituzionali a bassa redditività, che ci aspettiamo rientrino in parte nei prossimi mesi", ha commentato l'amministratore delegato, Gabriele Blei.
Senza considerare questo movimento anomalo la raccolta complessiva ammonterebbe a 420 milioni, 85 dei quali attribuibili ai prodotti legati all'economia reale e ai mercati privati, le cui masse hanno raggiunto quota 4,7 miliardi. Alla luce di questi risultati il totale del patrimonio di Azimut, comprensivo del risparmio amministrato, si è attestato a fine gennaio a 81,7 miliardi, di cui 53,4 fanno riferimento alle masse gestite. Dopo il primo mese del 2021 le masse totali ammontavano a 61,4 miliardi, e quindi l'incremento annuo è stato di oltre il 33%.
Sul totale del patrimonio, ha comunicato il gruppo, circa il 60% (48,5 miliardi) fa riferimento all'Italia, mentre l'America rappresenta il 24% (quasi 20 miliardi), l'Asia-Pacifico il 10% (8,1) e l'Europa e regione Mena (Medio Oriente e Africa) il 6,4% (5,2). "Al dato positivo di fine gennaio ha contribuito, oltre il presidio dei private market, la diversificazione geografica del gruppo che nel mese ha potuto contare in particolare sul dinamismo delle attività nel continente americano", ha aggiunto a tal proposito Blei. Da ricordare infine che nel corso del 2021 la raccolta di Azimut è stata pari a 18,7 miliardi (1,5 solo nel mese di dicembre), per un patrimonio complessivo che ha superato a fine anno quota 83 miliardi, in crescita annua del 38%. (riproduzione riservata)