Titolo Avio molto volatile a Piazza Affari. Dopo aver toccato in avvio di seduta i minimi del 20 agosto a quota 31,75 euro ancora in scia alle indiscrezioni del 10 settembre di Bloomberg secondo cui la società sta valutando un aumento di capitale da 300 milioni di euro per rafforzare la sua attività dei lanciatori di satelliti, l’azione alle 09:50 ha virato al rialzo (+0,28% a 35,55 euro). Ma alle 12 è precipitata del 4,8% a 33,75 euro. Alla fine di una seduta sulle montagne russe, ha limitato i danni a un -0,14% a 35,40 euro. Non è stata presa alcuna decisione definitiva e il cda, convocato oggi 11 settembre ufficialmente per approvare i conti del primo semestre del 2025, non è completamente allineato sulla ricapitalizzazione.
Infatti, secondo quanto appreso il 10 settembre da milanofinanza.it, tra i soci non favorevoli alla manovra ci sarebbe Leonardo (+0,27% a 48,53 euro), primo azionista con il 28,75%, il quale potrebbe decidere di non sottoscrivere l’aumento di capitale, considerando prioritari altri punti della strategia industriale come il piano sui satelliti a bassa quota. Una posizione che spinge a chiedersi se, alla fine, la manovra verrà approvata. Anche perché è difficile immaginare che Leonardo si faccia diluire così facilmente in un’azienda così strategica.
ll titolo Avio è salito di oltre il 150% quest’anno, portando la sua capitalizzazione di mercato a poco meno di 1 miliardo di euro, grazie alla crescita costante e al maggior interesse degli investitori per gli asset legati alla difesa e allo spazio. Tanto che nel primo trimestre di quest’anno la società ha riportato un aumento del fatturato del 37%.
Avio costruisce i razzi Vega europei che portano piccoli satelliti in orbita per applicazioni come il monitoraggio ambientale, sta incrementando i lanci della versione aggiornata Vega-C e ha ottenuto un contratto da 350 milioni di euro dall’Agenzia Spaziale Europea per sviluppare Vega-E, la prossima generazione di razzi in arrivo entro la fine del decennio. Infine, come anticipato a luglio da Bloomberg, è in trattative con gli Usa per effettuare lanci spaziali dalla Virginia.
I proventi dell’aumento di capitale, commenta Banca Akros, dovrebbero essere utilizzati per rafforzare la sua attività dei lanciatori di satelliti. «Considerando il comunicato stampa diffuso a ottobre del 2024 riguardante uno studio di fattibilità per l’apertura di un nuovo stabilimento negli Stati Uniti, riteniamo che le risorse finanziarie, se confermate, possano essere destinate proprio all’apertura di tale impianto negli Usa per la produzione di motori a propellente solido sia per lo spazio sia per missili difensivi», ipotizza Banca Akros.
L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha anche ricordato che a metà del 2024 Avio ha ottenuto due contratti del valore di 90 milioni di euro per sviluppare motori a razzo a combustibile solido per l’esercito statunitense e Raytheon. La società ha anche dichiarato di essere anche alla ricerca di altri clienti negli Stati Uniti, ad esempio la Marina Usa.
«Sappiamo che il contratto di sviluppo dei motori a razzo a combustibile solido per l’esercito americano si è concluso con l’annuncio da parte di Avio di un contratto di produzione pluriennale il 27 agosto e riteniamo che il contratto con Raytheon stia proseguendo come previsto», aggiunge l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo il quale ha calcolato che la costruzione dello stabilimento negli Stati Uniti potrebbe costare tra 300 e 500 milioni di euro e stimato che la capacità produttiva potrebbe avvicinarsi a 1.000 tonnellate di propellente solido all’anno. La produzione potrebbe iniziare entro la fine del 2028.
La notizia non sorprende neppure Equita. «Un aumento di capitale servirà a sviluppare il business della propulsione militare negli Stati Uniti piuttosto che per potenziare i lanciatori. Qualora le risorse fossero per i lanciatori, riteniamo serva ad aumentare il numero di lanci annuali o ad accelerare gli investimenti in R&D oltre a quanto finanziato dall’Esa», spiega la Sim, più sorpresa per la dimensione della ricapitalizzazione: «avremmo ipotizzato una cifra pari alla metà di 300 milioni, in quanto in una recente call il management di Avio aveva parlato, senza quantificarli, di sussidi statali e contribuzioni da parte dei clienti per la costruzione dell’impianto per la propulsione militare in Usa che avrebbero ridotto significativamente l’esborso di competenza di Avio».
L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha ricordato che già in passato Avio aveva dichiarato che poteva considerare un aumento di capitale per finanziare la costruzione dello stabilimento in Usa: «da quanto avevamo compreso, poteva arrivare fino a 200 milioni di euro», precisa Intesa Sanpaolo. «Se Avio annunciasse un aumento di capitale, questo potrebbe indicare che le condizioni per il progetto dell’impianto in Usa si stanno finalmente allineando; accoglieremmo, quindi, positivamente la notizia, considerando che l’aumento di capitale costituirebbe la premessa per un passo importante negli States, incrementerebbe in modo rilevante la componente militare di Avio e aumenterebbe la sua visibilità all’estero».
Sicuramente sorprende di più Equita l’ipotesi che Leonardo non partecipi in quanto l’esborso sarebbe modesto (86 milioni) per una società che non ha problemi a finanziarlo (rapporto debito/ebitda 2025 0,5 volte prima della cessione di una parte di Idv a Rheinmetall). «Leonardo è pur sempre l’azionista di maggioranza in un asset strategico per l’Europa e se non partecipasse stimiamo possa essere diluita sotto il 25%», aggiunge la Sim, ricordando che il gruppo della difesa italiano non ha partecipato anche all’aumento di capitale di Hensoldt per finanziare un’acquisizione, ma in questo caso non è l’azionista di controllo.
«Nel caso in cui Leonardo non partecipasse, si tratterebbe di un’ulteriore conferma che Avio non rientra nel progetto di allargamento della Space Alliance di Leonardo-Thales con Airbus attualmente in discussione», precisa Equita, confermando il rating hold e il target price a 25 euro sull’azione.
Invece, Banca Akros e Intesa Sanpaolo hanno ribadito il rating buy e il target price a 32 euro e a 34,5 euro sul titolo anche in vista dei conti semestrali con i ricavi totali attesi a 219 milioni di euro (+21% rispetto ai 180,6 milioni dello stesso periodo del 2024) con un portafoglio ordini (backlog) visto crescere con lo stesso passo a 1,675 miliardi di euro, mentre la raccolta ordini dovrebbe calare del 18% a 170 milioni.
Inoltre, l’ebitda adjusted è visto crescere del 6% a 11,2 milioni con un margine al 5,1%, in calo dal 5,9% del primo semestre del 2024. La perdita netta, però, dovrebbe peggiorare, anche se di poco, a 0,7 milioni dal rosso di 0,4 milioni dello stesso periodo del 2024. (riproduzione riservata)