Mezzi freschi per crescere nei mercati spazio e difesa in Europa e negli Stati Uniti. Il cda di Avio, riunitosi l’11 settembre, ha approvato il nuovo piano industriale e deliberato di sottoporre all’assemblea straordinaria degli azionisti del prossimo 23 ottobre la proposta di un aumento di capitale, in una o più tranche, di importo massimo di 400 milioni di euro, oltre i 300 milioni ventilati da Bloomberg, mediante l’emissione di azioni ordinarie da offrire con diritto di opzione agli azionisti della società in base al numero di azioni possedute (aumento di capitale in opzione). Una manovra da completarsi entro la fine dell’anno.
Dopo il via libera dei soci, spetterà al cda di Avio definire i termini e le condizioni dell’aumento, quindi l’importo finale, il numero di azioni da offrire agli azionisti, il prezzo di emissione e i tempi.
Il primo azionista di Avio, Leonardo, con il 28,75% del capitale potrebbe decidere di non sottoscrivere l’aumento di capitale e quindi diluirsi sotto il 25%. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha detto che il governo si esprimerà in merito «nei prossimi giorni». Urso ha poi sottolineato la necessità di «garantire al nostro Paese un asset importante e significativo, che è in crescita come dimostra l'aumento di capitale e la possibile partecipazione di fondi stranieri a nuovi progetti di sviluppo».
Alla base della decisione di raccogliere capitale, ha spiegato Avio nel comunicato, c’è «l’accelerazione delle opportunità di crescita nei mercati spazio e difesa in Europa e negli Stati Uniti» che richiederà «il potenziamento della capacità produttiva della società, sia in Italia sia negli Stati Uniti, insieme a una più spinta integrazione verticale».
In particolare nella difesa, investimenti in nuove tecnologie di propulsione e in asset produttivi si combineranno con la realizzazione negli Stati Uniti di un nuovo stabilimento che, operativo entro la fine del 2028, produrrà motori a propellente solido per servire più clienti. L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha stimato che la capacità produttiva dell’impianto potrebbe avvicinarsi a 1.000 tonnellate di propellente solido all’anno.
In questo modo la società punta a colmare negli Stati Uniti l’attuale divario tra domanda e offerta di motori a propellente solido, conquistando quote di mercato in un total addressable market che oggi vale 1,7 miliardi di dollari ed è visto crescere a un tasso dell’8% entro il 2030.
Ancora di più lo spazio (Avio è fornitore e operatore del servizio di lancio Vega) con un tasso medio annuo di crescita tra il 2024 e il 2034 (in termini di tonnellate lanciate in orbita) del 10%. Per questo il gruppo aumenterà la cadenza di volo di Vega C ed evolverà la sua piattaforma di lanciatori con Vega E, oltre a fornire propulsori per i lanciatori Ariane. Grazie a queste opportunità, il nuovo piano industriale prevede che nei prossimi dieci anni il fatturato e l’ebitda di Avio possano crescere a un tasso medio annuo del 10% e di oltre il 15%, rispettivamente.
L’aumento di capitale in opzione è interamente garantito da un accordo di pre-sottoscrizione con Jefferies e Morgan Stanley, che agiranno in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. In pratica, si sono impegnate a stipulare un underwriting agreement per la sottoscrizione di eventuali azioni di nuova emissione che rimanessero non sottoscritte al termine della ricapitalizzazione. Avio ha anche attivato vari iter negli Stati Uniti per richiedere a livello federale e statale varie soluzioni di finanziamento, anche a fondo perduto.
Inoltre, l’assemblea straordinaria sarà chiamata a rinnovare la delega di poteri al cda per per aumentare il capitale sociale fino al 10% del capitale sociale pre-esistente al momento dell’esercizio della delega stessa con esclusione del diritto di opzione. Nell’ambito dell’aumento di capitale in opzione, Avio è assistita da Chiomenti e Sullivan & Cromwell in qualità di consulenti legali, mentre Jefferies e Morgan Stanley sono assistiti da White & Case, in qualità di consulente legale.
In attesa di maggiori dettagli sui termini dell’aumento di capitale, Avio ha archiviato il primo semestre del 2025 con conti sopra le attese degli analisti. Se il portafoglio ordini di 1,670 miliardi di euro è risultato in linea con il 2024 con ordini acquisiti nel semestre pari a 180 milioni, i ricavi, pari a 235 milioni, sono balzati del 30% grazie alle attività di produzione di Vega C, oltre i 219 milioni previsti da Banca Akros.
Crescita a due cifre anche per l’ebitda reported, +23,7% a 10 milioni, oltre i 9,7 previsti dalla banca d’affari. Mentre l’ebitda adjusted e l’ebit adjusted, pur risentendo dei costi di esplorazione di nuovi potenziali business negli Usa, hanno comunque mostrato una crescita a 11,4 milioni (+36,7%; 11,2 milioni la stima di Banca Akros) e a 1,4 milioni (+1,6 milioni), rispettivamente. Il semestre si è chiuso con una perdita netta di 0,2 milioni, in miglioramento di 1,6 milioni rispetto al primo semestre del 2024. Banca Akros si aspettava un rosso di 0,7 milioni.
In calo, infine, la posizione di cassa netta a 75,3 milioni (60 milioni la stima di Banca Akros), -14,8 milioni rispetto al 31 dicembre del 2024. «È risultata superiore al trend stagionale tipico a causa di alcuni ritardi, e relativi effetti temporali, connessi al trasferimento degli anticipi di cassa a fornitori e subappaltatori», ha spiegato l’azienda, precisando che il dato include 10,4 milioni d’incasso del prezzo di esercizio relativo all’operazione di conversione di 800.000 sponsor warrant in azioni Avio da parte di Space Holding nel secondo trimestre.
«Il 2024 ha rappresentato un importante punto di svolta nel business di Avio, grazie agli importanti traguardi conseguiti sia con riferimento al settore spazio che allo sviluppo del business in ambito difesa», ha sottolineato l’ad, Giulio Ranzo, «il 2025 continua all’insegna del consolidamento di tali risultati, ponendo altresì le basi per un’ulteriore, fondamentale fase di crescita».
La guidance per l’esercizio 2025, annunciata a marzo, è stata confermata: portafoglio ordini a 1,7-1,8 miliardi di euro, ricavi tra 450 e 480 milioni, ebitda reported a 27-33 milioni, ebitda adjusted tra 30 e 36 milioni e utile netto tra 7 e 10 milioni. (riproduzione riservata)