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Si aspira al nuovo, si compra l’usato. Nel mercato automobilistico i consumatori si muovono così, infoltendo il numero dei visitatori di siti e saloni nei quali i modelli più recenti brillano, ma concludendo l’acquisto di un usato in quattro casi su cinque. In Italia, secondo il Ministero dei Trasporti, a fronte di un -10% nelle vendite del nuovo, anche nel 2024 si conferma la crescita dei trasferimenti di proprietà, lievitati fino a settembre dell’8,4% (era l’8,6% a fine 2023 con oltre 5milioni di veicoli interessati). Un trend destinato a crescere con la fine dei vari ecobonus, incentivi tipicamente legati al nuovo.
A muovere le scelte c’è naturalmente il fattore prezzo: solo negli ultimi quattro anni il costo medio delle vetture di prima mano è cresciuto del 38% in media e l’usato (che pure ha visto salire i prezzi del 16%) ha allargato il suo pubblico di riferimento. Alla maggiore accessibilità economica di questo segmento, corrisponde però un maggiore grado di incertezza conseguenza di un mercato più frammentato, che passa sia dai saloni che dalle trattative tra privati e nel quale è più difficile orientarsi, avere le informazioni corrette ed evitare possibili truffe. Qui dunque tecnologie, app e servizi digitali possono dare il loro contributo più efficace.

Se è vero che, in qualsiasi ambito, è impossibile ridurre a zero il numero di venditori fraudolenti, è altrettanto vero che il mercato dell’auto in Italia è tra i più trasparenti. In uno studio di CarVertical, società attiva in 30 paesi nel reporting sulla storia dei veicoli, prendendo in considerazione sei criteri, l’Italia è al secondo posto della classifica 2024 (dal decimo del 2023). La Svizzera, per dire, è terza. «Analizzato i dati dei nostri report, la ricerca ha evidenziato, per esempio, come in Europa ci fosse una media storica del 5,5% di auto con contachilometri manomesso e quest’anno la quota sia scesa al 4,5% e in Italia, in particolare, al 3,5% (con un valore medio di manomissione di 76.127 km, nda)», aggiunge Matas Buzelis, head of communications di CarVertical.

«Un po’ più frequente il caso di auto con danni nascosti: secondo le nostre stime, a livello globale 4 auto su 10 presentano almeno un difetto». Dati in linea con quelli raccolti da Carfax. «Le statistiche sui clienti ci dicono che un utente su quattro verifica la presenza di incidenti precedenti», conferma Marco Arban, direttore Europa del Business Development. «Non sappiamo però quanti fossero noti già al momento dell’acquisto. In generale, lo scopo del nostro servizio è proprio questo: diminuire le asimmetrie informative tra venditore e acquirente che nel settore auto sono esasperate».

Nel caso in cui si compri un’auto di seconda mano in un concessionario, e a maggior ragione se lo si fa attraverso una trattativa tra privati, gli esperti consigliano tre mosse per mettersi al riparo da brutte sorprese: acquistare un report digitale con tutte le informazioni sul veicolo (è appunto quello che offrono aziende come CarVertical o Carfax), effettuare un test di guida e prenotare una revisione presso un meccanico indipendente appena entrati in possesso del mezzo. «La domanda per l’acquisto di report è in costante aumento, anche in un paese come l’Italia nel quale la clientela era abituata a strumenti più tradizionali e si muoveva spesso per conoscenze o passaparola», prosegue Arban. «C’è però un aspetto che mi piace sottolineare: il fatto che servizi come il nostro si diffondano, e che dunque ogni utente possa verificare rapidamente la veridicità dei dati di un’auto in vendita, è un deterrente importante; non è un caso che per esempio le manomissioni sui contachilometri stiano riducendosi in quasi tutti i paesi dove siamo presenti, in primis Spagna e Svezia».

Imponente anche la crescita di carVertical: «Il numero di report dello storico dei veicoli è aumentato del 166% nel 2022, del 212% nel 2023 e per quest'anno prevediamo un aumento delle vendite del 50%», elenca Buzelis. «L'Italia è uno dei mercati più importanti d’Europa per noi anche perché svolge un ruolo fondamentale nel movimento transfrontaliero di auto usate».

Ma quali informazioni ci sono nei report digitali delle auto usate e da quali fonti provengono? «Carfax ha alle spalle 40 anni di storia in Nord America e oggi abbiamo centinaia di persone che lavorano alla raccolta e alla pulizia del dato perché sia corretto, anonimizzato e aderente alle normative europee», precisa Arban. «Attingiamo a fonti pubbliche come Aci, ministeri, forze dell’ordine, ma anche società del soccorso stradale, officine e carrozzerie. È proprio perché non esiste un canale unico di informazione che la nostra attività diventa preziosa». Nel report si trovano informazioni su danni o incidenti con ogni dettaglio disponibile, compreso punto di impatto, gravità, eventuali danni strutturali; e poi il chilometraggio reale, il numero e le tipologie dei proprietari precedenti, la presenze di fermi amministrativi, vincoli o ipoteche.

Prossimamente, considerando l’aumento di vetture usate ibride ed elettriche, potranno essere compresi anche dati sullo stato delle batterie o il numero di ricariche. «Aggreghiamo dati da oltre 900 fonti», fa eco il manager di CarVertical, «e li estraiamo in tempo reale ogni volta che si acquista un report. Integriamo anche alcune soluzioni di IA che possono aiutare a rilevare i danni dalle immagini, quando disponibili, e offriamo dati sulle catastrofi per collegarle ad alcune auto specifiche». © riproduzione riservata