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Auto elettriche, ecco le startup aspiranti Tesla che chiedono 9,5 miliardi al mercato. E perché

Da Lucid a Nikola, da Arrival a Faraday Future e Canoo, diverse società,di auto elettriche sono in cerca di capitali per far fronte all'impennata dei costi di sviluppo e produzione

di Francesco Bertolino
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Auto elettriche, ecco le startup aspiranti Tesla che chiedono 9,5 miliardi al mercato. E perché

L'avvento dell'elettrico pareva aver abbattuto le altrimenti elevate barriere all'ingresso nell'industria dell'auto. Fra 2020 e 2021 diverse startup sono approdate in borsa, perlopiù via spac e con valutazioni stellari, aspirando a ripetere l'impresa riuscita a Tesla, ma con un dispendio di tempo e risorse addirittura inferiore. Oggi, però, i loro piani di sviluppo e produzione di nuovi veicoli appaiono già tutti da riscrivere. Alcuni erano probabilmente velleitari sin da principio, altri si sono scontrati con la recente impennata dei costi di energia, materie prime e personale. Basti pensare che il prezzo del litio, componente fondamentale delle batterie, è salito del 900% da gennaio 2020. Per non parlare delle enormi difficoltà incontrate dai costruttori nell'approvvigionamento di chip, sempre più rari e sempre più cari. Le barriere all'ingresso nel settore auto, insomma, si sono improvvisamente re-innalzate, spiazzando i novelli Elon Musk.

Diverse startup hanno così bruciato rapidamente gran parte dei fondi raccolti in quotazione e alcune sono state costrette a tornare precipitosamente sul mercato. Nelle ultime settimane sei costruttori elettrici hanno deliberato complessivamente aumenti di capitale per circa 9,5 miliardi di dollari. Dopo aver raccolto l'anno scorso 4,4 miliardi fondendosi con una spac e altri 2 miliardi con un bond convertibile, per esempio, l'americana Lucid ha da poco annunciato l'intenzione di raccogliere altri 8 miliardi per avviare i propri piani di produzione. Pur avendo già iniziato a fabbricare camion elettrici, anche Nikola ha di recente comunicato la volontà di procedere a un aumento da 400 milioni di dollari. Sarà interessante vedere se all'operazione deciderà di prendere parte anche Iveco Group, socio al 6,6% della società americana.

Alla caccia ai capitali si sono poi unite anche l'inglese Arrival (300 milioni) e le due californiane Faraday Future (600 milioni) e Canoo (200 milioni). Quest'ultima ha anche stretto un accordo con Walmart che prevede una fornitura di 10 mila furgoni e la facoltà per il colosso della grande distribuzione americana di diventare socio al 20% della startup pagando “soltanto” 300 milioni, con una valutazione più che dimezzata rispetto ai massimi toccati da Canoo a Wall Street nel gennaio del 2021.

Per le startup elettriche non è infatti certo un momento ideale per saggiare il mercato dei capitali. Scossi dalla fiammata dell'inflazione e dalle prospettive di nuovi bruschi rialzi dei tassi d'interesse, infatti, gli investitori hanno venduto a piene mani i titoli delle aziende non profittevoli o addirittura prive di ricavi, quali sono molte delle startup elettriche citate. Lucid Motors ha per esempio perso oltre il 60% da inizio anno. Il prossimo aumento di capitale da 8 miliardi varrà perciò circa un terzo della sua capitalizzazione e porrà gli attuali soci dinanzi a una difficile scelta: scommettere ancora sulla startup oppure diluire di molto la propria partecipazione. (riproduzione riservata)

MF - Numero 172 pag. 9 del 02/09/2022

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