Auto cinesi, la new generation si fa bella
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Ad aprile 2025 è accaduto qualcosa che sembrava impossibile appena due anni fa: BYD ha superato Tesla nella vendita di auto elettriche in Europa. Con 7.231 veicoli immatricolati nel mese, la casa cinese ha buttato giù dal podio il brand di Elon Musk, fermo a 7.165 unità. Una differenza minima, si dirà, ma dal significato enorme. È il primo sorpasso cinese nel Vecchio Continente, la cui industria auto è stata gettata dai regolatori comunitari anima e corpo nella nuova mobilità. E, benché non manchino analisti meno pessimisti di quanto questi dati suggerirebbero, per molti osservatori è solo l’inizio di un’ascesa inarrestabile dei marchi del Dragone nel mercato europeo.
Perché BYD (acronimo di Build Your Dreams, un nome che è praticamente un manifesto di guerra) non è sola. Con lei sta arrivando un’onda compatta e ben organizzata di costruttori asiatici che, dopo anni di apprendistato e produzioni per conto terzi, hanno rotto gli indugi mostrando politiche commerciali aggressive, design raffinati e tecnologie avanzatissime. Ma soprattutto diffondendo un’idea di auto molto diversa da quella tradizionale e decisamente più vicina alle nuove generazioni. L’auto nell’approccio cinese non è più soltanto un oggetto da guidare, non un’estensione del corpo e dei muscoli, ma della fantasia e del cervello del guidatore. Un abitacolo mobile intelligente, connesso e configurabile per un’esperienza a tutto tondo. Ne è un esempio il suv elettrico YU7 lanciato a giugno da Xiaomi che coniuga linee classiche, di gusto europeo, con il comfort della domotica, un bagagliaio di capienza senza precedenti e un frigo-bar nel tunnel dell’abitacolo a un prezzo di soli 30mila euro. In Cina è andato a ruba e ha venduto migliaia di modelli in pochi minuti, facendo tremare la stessa BYD e suonando come un ulteriore allarme per i costruttori tradizionali: la concorrenza può arrivare da chiunque, anche da un brand di telefonini ed elettrodomestici, e i prezzi proposti dall’industria asiatica sono molto più abbordabili di quelli della concorrenza europea.
Chi ha visitato, in aprile, gli stand, sempre più grandiosi e muscolari, del Salone di Shanghai ha avuto un assaggio sostanzioso di questa rivoluzione. Il cuore dell’industria mondiale dell’auto non batte più a Stoccarda o a Detroit e non fa più passerella a Ginevra e Francoforte. Oggi pulsa alla National Exhibition and Convention Center, dove le aziende cinesi non si limitano a presentare modelli di serie, ma mostrano anche concept visonari, prototipi coraggiosi e soluzioni innovative pronte per la produzione.

Una delle novità che ha fatto più il giro dei social si chiama Gove, acronimo di GAC On-the-Go Vertical EV. È una capsula elettrica volante progettata da GAC Group. Metà gigantesco drone e metà minibus urbano, il Gove sembra la realizzazione dei sogni di molti di noi quando eravamo bambini, ma più concretamente è espressione di quella che i cinesi chiamano New Urban Mobility. Funziona? Al Salone sono state effettuate dimostrazioni di decollo verticale e in molti sono rimasti a bocca aperta.
Allo stesso filone, diciamo così alla Jules Verne, appartengono anche il Jetour G900, Suv concept con turbine posteriori per la navigazione anfibia, e il Rox 01, veicolo off-road con cucina integrata, pensato per i nomadi digitali e per chi ama fare workation, ovvero lavoro (work) e vacanza (vacation) insieme.
Accanto ai concept spettacolari, il salone ha visto sfilare anche una serie di modelli concreti, ben progettati e pronti alla commercializzazione. L’MG Cyberster, ora declinato anche nella versione Cyber X, punta tutto su una sportività futuristica che fa eco alle icone occidentali: portiere ad ala di gabbiano, ma propulsione elettrica e cruscotto digitale. Altro Suv è il J5 di Jaecoo, elegante, squadrato e molto europeo nel design, mentre Omoda (brand di Chery) ha svelato il crossover urbano Omoda 3, giovane e brillante, con una versione a motore elettrico che si rivolge a un pubblico under 30. A caratterizzare questi modelli sono la funzionalità, lo stile e i prezzi accessibili. Il messaggio, diretto soprattutto all’Europa, è chiaro: la Cina non ha solo produzione di massa a basso costo, ma sa anche progettare veicoli emozionali, dal design evoluto e ad alte prestazioni, tali da poter convincere anche i palati occidentali più raffinati. Quando arriveranno sul mercato europeo queste novità? Domani o quasi, ovvero tra fine 2025 e inizio 2026.
La trasformazione cinese è frutto di una convergenza tecnologica che unisce stile contemporaneo e tecnologie come l’elettrificazione, la guida autonoma, la sensoristica evoluta e l’IA, il tutto realizzato a grande velocità. Il gruppo GAC ha promesso che entro il 2026 porterà su strada il primo veicolo a guida autonoma di livello 4 prodotto in serie. Non solo: si assumerà legalmente la responsabilità del comportamento del mezzo, superando in un sol balzo perplessità dei consumatori e barriere legali. Anche la sensoristica fa passi da gigante. A Shanghai sono apparsi i sensori lidar della Hesai, con copertura sferica e una densità di rilevamento senza precedenti. A interpretare questa corsa all’assistenza evoluta, con un punto di vista più europeo, ci ha pensato Marelli. L’azienda, ora a capitale giapponese ma con radici anche italiane, ha presentato un sistema di gruppi ottici multifunzione che integra proiettori Led, sensori lidar e telecamere in un unico modulo compatto, pensato per la guida assistita, ma anche per innovare l’estetica. Un approccio nuovo che in parte insegue quello imposto dalla Cina.
E l’infotainment e il comfort? Ci sono soluzioni per tutti i gusti. La berlina Maextro S800, frutto della joint venture tra Maextro Motors e Huawei, offre sedili a gravità zero, un sistema audio da 2.920 watt, schermi Oled curvi e un assistente vocale capace di controllare ogni funzione dell’auto, dalla climatizzazione alla scelta del vino da tenere in fresco nel frigo-bar. Non è una trovata di marketing: sarà pronto per il mercato, a quanto pare, già entro fine anno.
I marchi europei, al confronto, sembrano in ritardo. Mentre Volkswagen annuncia per il 2026 un sistema Adas made in China e Porsche prepara un infotainment dedicato al mercato asiatico, le cinesi sono già nei concessionari. E anche sulle strade italiane. Nei primi cinque mesi del 2025, la MG ZS ha registrato in Italia 14.682 immatricolazioni, piazzandosi nella top ten delle auto più vendute. La BYD Seal U è entrata stabilmente nella top 25. E si affacciano anche player come Leapmotor, con la T03, city car elettrica da 13.990 euro capace di percorrere oltre 300 chilometri in autonomia. Anche se il costo resta un fattore determinante, è la sostanza ormai a fare la differenza e ad attrarre gli automobilisti italiani: sistemi di parcheggio automatico, camere a 360 gradi, connessione 5G, realtà aumentata nei display e aggiornamenti software over-the-air sono spesso di serie anche su modelli sotto la soglia dei 25mila euro. L’Europa osserva con una certa inquietudine l’avanzata di una concorrenza difficile da arginare, ma i consumatori europei per ora sembrano poco interessati agli scenari allargati, che pur li vedono, alla lunga,
possibili vittime della decrescita economica, e molto più attenti al presente, attratti dalla convenienza e affascinati da una certa ammirazione. © riproduzione riservata