Audi e Saic: partnership strategica per il mercato cinese del futuro
Il futuro sembra essere è più vicino nel Celeste Impero: una concept Audi studiata con l’industria Saic introduce sistemi di sicurezza mirati al traffico locale, mentre modifica il logo e scompaiono gli storici Quattro anelli. In vista di nuovi modelli elettrici
Audi è fondata nel 1909 dalla trasformazione di Horch (dallo stesso significato: «ascolta», in latino e tedesco, rispettivamente), scritto con l’iniziale maiuscola. Nel 1932 per contrastare la crisi delle fine del decennio precedente, nasce Auto Union, con simbolo i quattro anelli a rappresentare i marchi Audi, DKW, Horch e Wanderer, ai quali nel 1949 si aggiunge NSU. Con il tempo scompaiono i minori e Audi è identificata dai Quattro anelli.

Primo costruttore premium a entrare nel mercato cinese nel 1988, Audi lancia ora il nuovo logo, con lettere tutte maiuscole, sacrificando lo storico simbolo. Accordandosi con il partner cinese Saic, intende indicare la vocazione pionieristica, confermando integralmente lo slogan «Vorsprung durch Technik», all’avanguardia della tecnica, orientato ancor più nell’era della mobilità elettrica, intelligente e connessa.
La concept «AUDI E» prefigura la prossima generazione di modelli elettrici per la Cina: i primi tre appartengono ai segmenti D ed E, con debutto inziale previsto già per metà 2025, accorciando del 30% il tempo di arrivo sul mercato grazie alla collaborazione con Saic.
Gernot Döllner, ceo di Audi AG, così rimarca il legame con le origini, quanto la peculiarità del mercato cinese: «Con il lancio del nuovo marchio dedicato alla futura generazione di EV per la Cina stiamo tracciando inedite strade per raggiungere nuovi clienti votati alla tecnologia e alla massima digitalizzazione. L'industria automobilistica sta vivendo la più grande trasformazione della propria storia. Con le nostre partnership in Cina stiamo giocando un ruolo decisivo in questa trasformazione».

I clienti premium cinesi hanno esigenze e aspettative peculiari: sono più giovani rispetto al resto del mondo, sono esperti di tecnologia, si aspettano connettività all’avanguardia, Adas che rendano possibile la guida autonoma e un'esperienza unica in abitacolo: amichevole e sorprendente allo stesso tempo.
In proposito Gernot Döllner prosegue guardando il futuro del mercato cinese: così: «La nuova piattaforma digitale condivisa costituirà la base per una nuova generazione di veicoli intelligenti e connessi dedicati esclusivamente al mercato cinese. La cooperazione con Saic amplierà ulteriormente il portfolio Audi di vetture full electric e accelererà la trasformazione dell'azienda all’interno del mercato automotive più importante al mondo».

La partnership con Saic ha determinato la nuova Advanced digitized platform, compreso il sistema operativo basato sull’intelligenza artificiale: prima assoluta che consente di adottare un palcoscenico digitale su misura. Qualsiasi interazione diviene protagonista dei menu con funzioni di primo livello, mentre l’app store evolutissimo si attiva mediante il riconoscimento facciale e opera in totale sinergia con lo smartphone personale dell'utente.
L'Audi assistant è un avatar basato su intelligenza artificiale: collocato al centro della plancia, opera mediante comandi tattili e vocali, mentre Audi control, la barra touch al vertice dell’assistente, permette di navigare in modo autoadattante e con intuitività tra i contenuti del display a definizione 4K.

Audi E concept è una Sportback con trazione integrale «quattro» elettrica, con potenza di 570 kW (teoricamente equivalenti a 775 CV). Lunga 487 cm con passo di 295, è larga 199 e alta 1460 mm. Spinta da due motori con 800 Nm di coppia, scatta da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi. La batteria da 100 kWh a 800 Volt, con ricarica iperfast in 10 minuti può rifornire energia per percorrere 370 chilometri, con l’autonomia totale (secondo le norme cinesi) a oltre 700 km: tutti valori introdotti anticipatamente da Porsche, nel Gruppo VW.

Il design è mirato ai gusti del grande mercato asiatico: volutamente minimalista, richiama le shooting-brake del passato, mentre gli interni sviluppati al Beijing design studio, danno la priorità alla combinazione tra comfort ed esperienza digitale, così che la vettura evolva in oasi connessa, adatta allo stile di vita urbano delle megalopoli.
La console ospita due smartphone, mentre il display touch 4K curvo consente l’accesso a una miriade di informazioni inclusa la visuale fornita dagli specchietti retrovisori esterni digitali. Le finiture dei pannelli delle portiere in radica retro-illuminata e microfibra richiamano soluzioni di design tipiche dell’architettura contemporanea.(Riproduzione riservata)
Native Content