Aste di agosto. Dalla Maserati Ghibli 4.9 SS alla Ferrari 400i, collezioni rare e auto uniche che fanno sognare i grandi investitori
Metà agosto è un periodo ghiotto per i collezionisti di auto speciali. Ci sono banditori che attendono magari anche un anno o più, per presentare al momento gusto esemplari che scatenino i record. Quest’anno si consolida una tendenza particolare, per grandi investitori, con proposte di collezioni: intere o parziali, tematiche legate a personaggi, esaltano il valore di singole auto per essere in una raccolta o in un’altra. Modelli rari, anche rarissimi o addirittura unici, magari nello stesso paniere con qualche vettura che mai si sarebbe pensato di vedere a un’asta di simile lignaggio. Oppure un bouquet di modelli da gara che potrebbero finire solo nelle mani di qualche ricco museo. Tutto e il contrario di tutto, quest’anno più di altri.

Una rapida panoramica, iniziando dalle collezioni: Bethel accomuna una Porsche Carrera GT con poco più di 7 mila miglia, un’Aston Martin DB5 del ’64 (piuttosto modificata di meccanica), una bella Ferrari 330 GTC del ’66, una seminuova Mercedes-AMG SLS GT 2014, una datata Porsche 356 B Speedster 1961, una possente Ford Mustang Boss 302 ’70 e, quasi incredibile, una ruvida Toyota Land Cruiser del 1970. Il pregio è che tutte sono battute senza prezzo di riserva.
Altre raccolte di auto di vari personaggi: Brian Pollock, Mitchell Rasansky o le ultime ultracentenarie Ford «barn find» di Mohr-Fry risalenti al 1908 e al 1915.

Meravigliosa la Tucker 48 della collezione appartenente al regista Francis Ford Coppola, proposta con alcune belle Ford d’epoca e, altrettanto incredibilmente, con un furgone VW camperizzato Westfalia del 1987, non certo particolare.
Tra le altre, le lussuriose tematiche: “The Track Stars”, le stelle della pista con una decina di modelli da urlo (non solo dagli scarichi) dal 1963 al 2022, da E-Type Lightweight e 365 GTB 4 Daytona, passando per quattro Porsche (1974-2022), altre Ferrari e BMW.
O ancora, le «Ferrari e Lamborghini del dopoguerra» (per inciso, prima della guerra, nessuno dei due marchi c’era ancora…), con una dozzina di splendori.
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L’analisi di Gentleman, non ha voluto premiare esemplari di cui tutti parleranno, piuttosto selezionare alcune proposte dalle migliori Case d’asta, che rappresentino un investimento interessante e, soprattutto per qualche appassionato altospendente non spinto solo dal desiderio di far rendere un capitale ma anche di apprezzare l’oggetto. Persino di guidarlo, provando emozioni che, come leggerete più oltre, qualcuno non si è concesso per tenere una splendida auto chiusa in garage (o caveau?) per decenni, lustrandola e guardandola, senza godere dei piaceri della guida, con la colonna sonora dei relativi ruggiti che entrano nella pelle.
Ecco le Top 5 presentate in ordine d’età, con qualche indicazione essenziale sul modello in generale, sull’esemplare in particolare, con età, fascia di prezzo (in dollari) ipotizzabile e, soprattutto, sulle motivazioni d’acquisto considerate da Gentleman.

1953 Aston Martin DB2/4 Mk I
Bonhams, stima 90-110 mila, senza riserva. Un’auto antica, con più di settant’anni, che non ha il fascino delle successive DB4, 5 e 6, oramai giunte a quotazioni da quadruple alla preoccupante tendenza verso il milioncino.

Da considerare che Aston Martin DB2/4 è stata prodotta in 761 esemplari (molti andati distrutti o fortemente danneggiati in incidenti di gara) dal 1953 al ’57, nelle due serie Mk I (562) e Mk II dal ’55 al 57 (199).
Motore Lagonda (progettato da Walter O. Bentley) a sei cilindri in linea, con doppio albero a camme in testa, nelle cilindrate di 2,6 e 2,9 litri, da 125 e 140 cavalli: poteva spingere l’auto a 193 km/h.

1972 Maserati Ghibli 4.9 SS Spider
Gooding Christie's, stima 900-1100 mila, base d’asta 450 mila.
Un prezzo importante, per un esemplare splendido, raro ed elegantissimo nonché fresco di restauro nella livrea originale Oro Longchamps. Carrozzata da Ghia (disegno del capo stilista Giugiaro); dotata di capote e hard top, è stata esposta al Concours d'Elegance di Pebble Beach 2024. La meccanica originale è documentata dai registri Maserati.
Prima proprietaria, nel 1972, la signora Irene Young di Westport, Connecticut: che si spera abbia apprezzato il motore V8 di 4930 cc con 335 cavalli, per filare fino a 274 km/h, tra le più veloci dell’epoca.

Maserati Ghibli è presentata nel 1966, la Spider nel ’69 e l’anno seguente la 4.9 SS con 25 cavalli più della precedente 4,7 litri. Ghibli Spider fu costruita in 128 esemplari, di cui 70 per gli USA: tra queste solo 30 le 4.9 SS Spider, delle quali 24 con cambio manuale ZF, come questa all’asta. La motivazione? Il fascino del modello e le condizioni dell’esemplare. Se comprata a base d’asta, potrebbe raddoppiare.

1981 Ferrari 400i
RM Sotheby’s, stima 150- 200 mila, senza riserva.
Un’auto eccezionale, elegantissima ancorché incredibilmente non considerata da speculatori e i investitori. Che costerebbe più o meno come una 911 attuale: confronto improponibile, ma per capire come possa essere alla portata di molti. Ma soprattutto un esemplare immacolato, con due soli proprietari precedenti (il primo l’ha tenuta fino all’89), che in totale hanno percorso appena 1525 km, ecco il riferimento iniziale: privandosi del piacere di guidare una Ferrari a 12 cilindri.

Colore Nero Tropicale con verniciatura originale, interni in pelle beige; sottoposta a tagliando (10 mila dollari) nel giugno 2025. Motore V12 da 4,8 litri a iniezione elettronica da 310 cavalli, con cambio manuale.
Carrozzeria Pininfarina, fu definita “un vero bolide da gentiluomo”. What else?

1988 Porsche 959 Komfort
RM Sotheby’s, stima 2-2,5 milioni.
Capolavoro tecnologico realizzato per l’omologazione nel Gruppo B (dal 1982) costruendone 200 esemplari stradali. Tutti le desideravano e Porsche si spinse a 292 in totale. Nonostante cercasse di scegliere a chi venderla, alcuni rivendettero il contratto, raddoppiando e anche triplicando il prezzo di 225 mila dollari. Curioso notare come sembra che al costruttore ogni esemplare costasse esattamente il doppio.

Tecnologia da corsa, con motore boxer a sei cilindri da 2,85 litri con testate raffreddate ad acqua (come le 956 e 962 da corsa), potenziato poi a 444 cavalli. Cambio a sei marce e trazione integrale per scattare da 0 a 100 in 3,7 secondi e volare fino a 317 km/h. Non tutti però la volevano estrema: qualcuno la chiese più utilizzabile ed ecco la versione Komfort.
L’esemplare all’asta è stato consegnato in Francia, sbarca negli USA nel 2002. Potenziata da specialisti fino a 600 cavalli e con molte altre modifiche. Registrata con 14.702 miglia percorse. Rarità nella rarità: la 959 non era venduta in America.

2006 Ford GT Heritage Edition
Gooding Christie's, stima 750-900 mila, base 400 mila.
Numero 122 sulle 343 celebrative di Ford GT40, rara ma unica la percorrenza: ferma a 3,9 miglia alla catalogazione. Con tutta la documentazione originale e il cellophane per ricoprire volante e sedili, è come uscita da una capsula del tempo. Appartiene a una collezione contenente tutte le generazioni di Ford GT, originale GT40 compresa.
Questa GT Heritage Edition ha motore V-8 sovralimentato da 5409 cc da 550 cavalli.

Il modello GT appare nel 2003 per il centenario di Ford, il 2006 è l’ultimo anno di produzione: celebra i quarant’anni di GT40, modello iconico nella storia e nello sport americano, specie dopo la sfida vincente a Le Mans contro le Ferrari. Ford GT Heritage Edition con livrea Gulf è la serie più ambita. Ed è nuova. (Riproduzione riservata)
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