Boom di ordini per Asml grazie all’AI. Nel terzo trimestre del 2025 gli ordini della società olandese, unica al mondo a produrre macchine per litografia a ultravioletti estremi necessarie per realizzare i chip AI più sofisticati, sono stati pari a 5,4 miliardi di euro, oltre la stima del consenso a 5,1 miliardi.
È il frutto dei mega accordi tra aziende di intelligenza artificiale e produttori di chip tra settembre e ottobre, tutti destinati a generare una domanda maggiore di semiconduttori, che rappresentano la metà dei costi dei data center. Leggermente sotto le attese, invece, le vendite nel terzo trimestre a 7,52 miliardi (7,7 miliardi la stima del consenso), comunque in crescita dai 7,47 miliardi dello stesso periodo di un anno fa. In linea, invece, l’utile trimestrale di 2,12 miliardi.
Il ceo, Christophe Fouquet, ha dichiarato che Asml «ha visto un momentum positivo continuo negli investimenti in AI» e che questo interesse si sta estendendo a un numero crescente di clienti, sia nei chip logici avanzati, come quelli usati negli smartphone e nei data center di AI, sia nei chip di memoria avanzata, anch’essi necessari per l’intelligenza artificiale.
Gli strumenti litografici di Asml, essenziali per la realizzazione dei circuiti dei chip, vengono venduti alla taiwanese Tsmc, che produce la maggior parte dei chip AI per il colosso statunitense Nvidia e ad altre aziende come la cinese Smic e l’americana Intel. Inoltre, il gruppo fornisce produttori di memorie come Samsung, Sk Hynix e Micron.
Grazie alla domanda di chip per l’AI, le vendite nell'intero esercizio 2025 sono viste crescere del 15% e quelle del prossimo anno sono previste «almeno in linea» con quelle del 2025. Solo per il quarto trimestre il gruppo si attende ricavi a 9,5 miliardi (9,23 miliardi la stima del consenso) con un margine operativo intorno al 36% (285 punti base sopra il consenso; 32,8% nel terzo trimestre, anche in questo caso oltre le attese di 31,6%).
Il gruppo ha anche confermato l’obiettivo di far crescere i ricavi annuali fino a 60 miliardi di euro entro il 2030 rispetto ai 28,3 miliardi dello scorso anno. Sta, inoltre, sviluppando un progetto che potrebbe raddoppiare la forza lavoro vicino alla sede principale di Veldhoven, nei Paesi Bassi.
Tuttavia, l’ad Fouquet ha avvertito che «la domanda dei clienti cinesi, e di conseguenza le nostre vendite nette totali in Cina nel 2026, caleranno in modo significativo». L’impresa è soggetta a restrizioni sulle esportazioni verso la Cina, uno dei suoi mercati principali, a causa dei tentativi statunitensi di limitare l’industria dei chip di Pechino.
La scorsa settimana, una commissione della Camera dei Rappresentanti Usa ha affermato che Asml, insieme ad altri produttori di apparecchiature, sta sostenendo l’industria cinese dei semiconduttori e contribuendo alle capacità militari del Paese, chiedendo controlli più severi sulle vendite. L’azienda ha dichiarato che le vendite in Cina hanno rappresentato il 42% del totale nel terzo trimestre, in aumento rispetto al 27% del trimestre precedente, rendendo la Cina il suo mercato più grande.
Comunque alla borsa di Amsterdam il titolo di Asml, che da inizio anno ha messo a segno un progresso del 25%, rendendola la società con la più alta capitalizzazione di mercato (328 miliardi di euro) in Europa, è salito in chiusura il 15 ottobre del 3,12% a 873 euro anche se la società non conta di completare interamente il programma di riacquisto di azioni proprie da 12 miliardi di euro entro il periodo 2022-2025. Annuncerà un nuovo programma di buyback a gennaio.
A detta di Citi i risultati del terzo trimestre e l’outlook di Asml rispondono positivamente ad alcune delle questioni sollevate nel secondo trimestre, in particolare sul fatto che le aspettative per il 2026 siano state ridimensionate a sufficienza. «Il solido ma non eccessivo livello di ordini supporta l’idea di una crescita dei ricavi nel 2026 (consenso +3%). La domanda cinese rappresenta, tuttavia, un freno per il 2026, in parte perché rimane molto forte nel 2025: 32% da inizio anno contro una previsione precedente di oltre il 25%», aggiunge Citi.
Il gruppo, continua Citi, ha riconosciuto il momentum positivo del mercato dei chip trainato dall’AI e l’ampliamento della domanda, «ma questo non si riflette ancora pienamente negli ordini effettivi: esiste un divario tra gli accordi annunciati per chip AI e la spesa reale per le apparecchiature». Citi si aspetta che questo momentum positivo continui a crescere e ha confermato la raccomandazione buy e il target price a 1.050 euro sull’azione. (riproduzione riservata)