L’Hang Seng di Hong Kong spicca tra le Borse asiatiche. Ha guadagnato l’1,65% a 17.497 punti grazie ai big tecnologici cinesi come Alibaba (+3,9%) e Tencent (+1,79%). Mentre arrivano indicazioni positive sui consumi nel corso della Golden Week, il lungo periodo di vacanza che segue la festa per l’anniversario della fondazione della Repubblica Popolare della Cina. Le borse di Shanghai e Shenzen riaprono lunedì 9 ottobre.
In leggero calo dello 0,07% a 31.053 punti, invece, l’indice Nikkei del Giappone, trascinato al ribasso dai settori dell'energia, dell'auto e finanziario, mentre continua l'incertezza riguardo all'entità del rafforzamento della politica monetaria della Federal Reserve in vista dei dati sull'occupazione degli Stati Uniti attesi più tardi in giornata. Inpex è scesa del 2,3%, Toyota Motor dell'1,4% e Dai-ichi Life Holdings dell'1,8%. Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è sceso di mezzo punto base allo 0,795%, poiché la tensione nel mercato dei bond statunitensi si è attenuata (il rendimento del Treasury Usa 10 anni è al 4,725%). Buone notizie dal fronte macro. La spesa delle famiglie giapponesi ad agosto ha registrato un calo tendenziale del 2,5%. Si tratta della sesta flessione consecutiva, ma il dato è risultato migliore delle attese di un -4,3%. Su mese, la spesa è salita del 3,9%. Mentre il leading indicator ad agosto si è attestato a 1,3 dal precedente -0,6.
Meglio l’indice sudcoreano Kospi, in rialzo dello 0,33% grazie al progresso delle azioni dei produttori di batterie e finanziario. Il produttore di batterie per veicoli elettrici LG Energy Solution ha guadagnato l'1%. Il produttore di bracci robotici Doosan Robotics è in rialzo del 2,3%, estendendo i guadagni nella seconda sessione dopo il suo debutto sul mercato.
Lo yen resta debole nei confronti del dollaro che vale 148,827 (+0,22%). Mentre il biglietto verde è poco mosso sull’euro (cross euro-dollaro a 1,053, +0,06%). Wall Street ha chiuso la seduta precedente poco mossa (-0,15% il future sul Dow Jones e -0,15% quello sull’S&P500 stamani) dopo che la presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, ha affermato che non serve andare avanti con il rialzo dei tassi, in caso di ulteriore indebolimento del mercato del lavoro. «Possiamo mantenere i tassi di interesse fermi e lasciare che gli effetti della politica continuino a funzionare», ha detto Mary Daly. A suo dire, anche lasciare fermi i tassi «è un'azione di politica attiva».
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