Borse asiatiche caute con gli investitori che valutano le nuove misure di stimolo da parte del governo cinese e la debolezza dei titoli tecnologici dopo che Taiwan Semiconductor Manufacturing Corp (-3%), il maggior produttore di chip mondiale, ha chiuso il secondo trimestre del 2023 con una contrazione del 23,3% dell'utile netto in scia alla stabilizzazione della domanda di elettronica rispetto agli inizi della pandemia di Covid.
L'azienda taiwanese ha registrato un profitto netto di 181,8 miliardi di dollari taiwanesi nel periodo (5,84 miliardi di dollari), a fronte di una previsione di mercato di 172,55 miliardi di dollari taiwanesi. Il fatturato, pari a 480,84 miliardi, è sceso del 10% su base annua. Il colosso ha anche avvertito che le sue vendite e l’utile dovrebbero diminuire ulteriormente quest'anno. L'indice di Taiwan è sceso dello 0,7%
In Cina la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma ha presentato nuove misure per promuovere le vendite di automobili e prodotti elettronici con l'obiettivo di sostenere un'economia in difficoltà, ma gli investitori chiedono un maggiore stimolo. La mossa arriva tra le promesse di un maggior sostegno politico da parte di Pechino, dopo che i dati hanno mostrato che la ripresa economica cinese ha subito un brusco rallentamento nel secondo trimestre del 2023. L'indice Hang Seng di Hong Kong è stato il migliore in Asia con un progresso dello 0,52%. Viceversa non si sono risollevati dalla pessima settimana gli indici Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite che hanno segnato, rispettivamente, un -0,26% e un -0,21%.
I gestori di fondi sono diventati meno ottimisti su una ripresa economica cinese quest'anno, tra indicatori deboli e un sostegno politico limitato. Gli economisti di Bank of America hanno avvertito che le azioni locali potrebbero testare i minimi degli ultimi 11 anni poiché la ripresa economica post-Covid si sta esaurendo.
Non è stato solo TSMC a presentare conti e outlook deboli. Il titolo Sunny Optical Technology Group di Hong Kong, che produce componenti per smartphone per diversi marchi importanti, ha registrato una flessione dell'1% dopo aver segnalato un calo dei profitti fino al 70% nella prima metà del 2023. La maggior parte delle borse asiatiche ad alto contenuto tecnologico è scesa, con il Kospi della Corea del Sud in contrazione dello 0,1% e l’ASX 200 australiano dello 0,3% per le preoccupazioni per il rallentamento della domanda di materie prime in Cina.
Stessa sorte per l’indice Nikkei giapponese sceso dello 0,45% 32.343 punti, mentre il più ampio Topix è rimasto piatto dopo che i dati hanno mostrato che l'inflazione di fondo a giugno si è mantenuta per il 15esimo mese consecutivo sopra il target del 2% della Banca del Giappone - al 3,3% annuo, in linea con le attese - ma l'indice che non tiene conto degli effetti dei costi dell'energia ha registrato un rallentamento, suggerendo che il picco potrebbe essere stato raggiunto. In campo valutario, il dollaro avanza leggermente nei confronti dello yen (+0,08% a 140,165), scende, invece, nei confronti dell’euro che vale 1,1136 (+0,07%). I futures di Wall Street sono positivi (+0,14% quello sul Dow Jones e +0,10% quello sull’S&P500). (riproduzione riservata)