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Asia, rally del Nikkei (+1,8%) con lo yen debole. Ok del governo giapponese a una manovra di bilancio record

27 dicembre 2024, 07:50 Ultimo aggiornamento: 09:54

La maggior parte delle borse asiatiche è salita con Tokyo in testa, dopo i dati macro, le minute della BoJ e il via libera del governo alla legge di bilancio per un valore record di 115.500 miliardi di yen (703 miliardi di euro) per l'anno fiscale 2025. L’instabilità politica frena il listino sudcoreano

La maggior parte delle borse asiatiche è salita con il listino giapponese in testa, mentre le azioni sudcoreane hanno subito un calo a causa dell’instabilità politica nel Paese. I futures sugli indici azionari statunitensi calano (-0,14% quello sul Dow Jones e -0,22% quello sull’S&P500) dopo la chiusura fiacca di Wall Street di giovedì a causa di scambi ridotti per le festività natalizie.

Il Nikkei vola dopo i dati macro e le minute della BoJ

L’indice Nikkei 225 del Giappone è salito dell’1,8% a 40.281 punti. Anche il più ampio Topix è aumentato dell’1% dopo che lo yen è sceso al minimo da cinque mesi a 158 per dollaro nella sessione precedente, in seguito ai commenti di mercoledì del governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, che ha evitato di dare un segnale chiaro sui tassi di interesse per il prossimo mese. La valuta giapponese si è leggermente ripresa oggi, 27 dicembre, a 157,67 dopo che il ministro delle Finanze, Katsunobu Kato, ha dichiarato che il governo prenderà misure adeguate contro movimenti eccessivi nel mercato dei cambi.

Ok del governo giapponese a una manovra di bilancio record

Intanto il governo ha approvato la legge di bilancio per un valore record di 115.500 miliardi di yen, equivalenti a 703 miliardi di euro per l'anno fiscale 2025. La bozza sarà presentata alla Dieta per le deliberazioni durante la sessione ordinaria che inizierà il mese prossimo. Nonostante le entrate fiscali record per il sesto anno consecutivo, il premier conservatore, Shigeru Ishiba, ha reso noto che le autorità finanziarie saranno costrette a emettere nuove obbligazioni per un valore di 28.600 miliardi di yen per contribuire al finanziamento del bilancio, evidenziando la continua dipendenza del governo dal debito. Circa un terzo del budget, quindi 38.280 miliardi di yen, sarà utilizzato per coprire i costi del welfare, a causa del rapido invecchiamento della popolazione, con gli ultra 65enni che rappresentano ormai quasi il 30% degli abitanti, e a fronte dei tentativi dell'esecutivo di migliorare l'assistenza alle famiglie giovani, arginando il calo irrefrenabile delle nascite. Quanto alla spesa per la difesa ammonta a 8.700 miliardi di yen (53 miliardi di euro), un livello mai così alto, con il Paese del Sol Levante che punta a migliorare le proprie capacità militari, come auspicato dall'alleato statunitense.

Mentre i dati macro hanno anche mostrato che l'inflazione core nella capitale è aumentata per il secondo mese consecutivo a dicembre al 2,5% tendenziale, mentre l'inflazione dei servizi si è mantenuta stabile, che le vendite al dettaglio hanno superato le previsioni a novembre su base annuale (+2,8%, in aumento rispetto al precedente +1,3%; la previsione era per un +1,5%) e che la produzione industriale a novembre su base mensile è scesa meno delle attese: -2,3% rispetto al precedente +2,8% (la previsione era -3,4%). Questo mantiene vive le possibilità di un rialzo dei tassi a breve termine da parte della Banca del Giappone (BoJ). Le minute della riunione di dicembre della banca centrale hanno mostrato visioni contrastanti tra i membri del consiglio sul tempismo di un altro aumento dei tassi. Per alcuni dei responsabili ci sono le condizioni per un aumento imminente e uno ha previsto una mossa «nel prossimo futuro». Sono state, però, anche sottolineate la debolezza dei consumi e le incertezze legate all'economia statunitense. Tra le azioni giapponesi, bene Toyota Motor Corp (+1,30%) e altri titoli automobilistici con uno yen più debole.

Poco mossi i listini cinesi

Poco mossi, invece, in Cina gli indici Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shanghai Composite. L’indice Hang Seng di Hong Kong è aumentato solo dello 0,10%. I profitti industriali cinesi sono diminuiti a un ritmo più contenuto a novembre, offrendo un certo sollievo al settore in difficoltà, sebbene la debole domanda interna continui a ostacolare gli sforzi di ripresa. La Banca Mondiale ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita economica per la Cina per il 2024 e il 2025, ma ha anche avvertito che la scarsa fiducia di famiglie e imprese, insieme alle sfide nel settore immobiliare, continueranno a pesare sulla crescita nel prossimo anno. Gli operatori attendono i piani di stimolo economico di Pechino per il prossimo anno. Le autorità cinesi hanno concordato di emettere obbligazioni speciali per 3.000 miliardi di yuan (411 miliardi di dollari) il prossimo anno, secondo quanto riportato da Reuters.

Il Kospi risente dell’instabilità politica in Corea del Sud

Bene l’indice S&P/Asx 200 dell’Australia, salito dello 0,50%, viceversa l'indice Kospi della Corea del Sud è sceso dello 0,90%, registrando la terza sessione consecutiva in rosso. Il presidente ad interim della Corea del Sud, nonché primo ministro, Han Duck-soo, deve affrontare un voto di impeachment in mezzo alla crisi politica scaturita dalla prima udienza della Corte Costituzionale sulla legge marziale dichiarata dal presidente, Yoon Suk Yeol. Il tentativo di mettere sotto accusa Han ha aggravato la crisi, mettendo in dubbio la stabilità democratica del Paese e suscitando preoccupazioni tra gli alleati. Se anche Han fosse mandato davanti ai giudici, la guida del governo passerebbe al ministro delle Finanze e la credibilità di Seul presso investitori e partner internazionali subirebbe un nuovo colpo. Come se non bastasse la fiducia delle imprese in Corea del Sud si è deteriorata al livello più basso dall'inizio della pandemia di Covid-19. Nel frattempo, Alibaba ha accettato di fondere le sue attività in Corea del Sud con la piattaforma di e-commerce di E-Mart per competere meglio nel settore del retail online in rapida crescita del Paese.

Prezzi del petrolio in leggero calo in attesa del dato sulle scorte

Nonostante le tensioni geopolitiche i prezzi del petrolio sono poco mossi, ma si preparano a chiudere la settimana in rialzo grazie all’ottimismo che gli stimoli economici possano favorire una ripresa in Cina, anche se un dollaro più forte limita i guadagni. I futures sul Brent calano dello 0,14% a 72,75 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,09% a 69,56 dollari al barile. L’ultimo rapporto settimanale sulle scorte statunitensi del gruppo industriale American Petroleum Institute ha mostrato un calo delle riserve di greggio la scorsa settimana di 3,2 milioni di barili. Gli operatori attendono di vedere se il rapporto ufficiale dell'Energy information administration statunitense confermerà il calo. I dati dell’Eia sono previsti per le 13. Secondo un sondaggio Reuters, gli analisti prevedono che le scorte di greggio siano diminuite di circa 1,9 milioni di barili nella settimana terminata il 20 dicembre, mentre le scorte di benzina e distillati dovrebbero scendere, rispettivamente, di 1,1 milioni e 0,3 milioni di barili. (riproduzione riservata)



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