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Asia, prese di profitto sul Nikkei (-1,59%), pesa lo scandolo Toyota. Il governo sudcoreano fa un favore ai grandi azionisti
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Asia, prese di profitto sul Nikkei (-1,59%), pesa lo scandolo Toyota. Il governo sudcoreano fa un favore ai grandi azionisti

21 dicembre 2023, 07:07 Ultimo aggiornamento: 07:44

Il titolo Toyota Motor scende del 4%: la sua divisione Daihatsu sospenderà tutte le spedizioni di veicoli a causa di gravi violazioni delle norme di sicurezza. Cadono gli altri titoli del comparto auto. Il governo sudcoreano allenta la soglia per i grandi azionisti che sono soggetti all'imposta sulle plusvalenze a coloro che detengono azioni quotate per un valore di 5 miliardi di won rispetto all'attuale 1 miliardo

La maggior parte delle Borse asiatiche è scesa. Un po’ di prese di profitto dopo che una Fed accomodante ha scatenato gli acquisti in settimana (il future sul Dow Jones sale dello 0,37% e quello sull’S&P500 dello 0,36%). L’indice Nikkei giapponese ha guidato le perdite nel bel mezzo dello scandalo che coinvolge il maggior produttore di auto del Paese.

Nikkei -1,59%, pesa lo scandolo Toyota

Complici gli indici di Wall Street, arretrati dai massimi storici, l’indice Nikkei ha perso l’1,59% a 33.140 punti (mercoledì 20 dicembre era salito ai massimi degli ultimi 33 anni), colpito dalle perdite dei produttori di auto a causa dello scandalo Toyota-Daihatsu. Il titolo di Toyota Motor, il maggior peso sull'indice, è sceso del 4% dopo aver annunciato che la sua divisione Daihatsu sospenderà tutte le spedizioni di veicoli a causa di gravi violazioni delle norme di sicurezza. Lo scandalo coinvolge circa 64 modelli e riguarda anche modelli che Daihatsu ha prodotto per Mazda Motor e Subaru Corp. I due titoli sono arretrati, rispettivamente, del 4,10% e del 3,47%, mentre il concorrente Nissan Motors ha perso il 2,97%. Toyota non ha specificato l'impatto finanziario della sospensione. Daihatsu rappresenta circa il 7% delle vendite complessive del colosso automobilistico giapponese. Anche altre azioni di produttori di auto sono state vendute: Honda Motor ha perso il 2,7%, mentre Isuzu Motors l’1,7%. Inoltre, Nippon Steel è calata dell'1,6% dopo che S&P l'ha inserita nella watch list, affermando che l'acquisizione di US Steel per quasi 15 miliardi di dollari potrebbe comportare un significativo deterioramento della sua posizione finanziaria.

Giù anche l'indice Asx 200 dell'Australia e il Kospi della Corea del Sud

Anche altri mercati asiatici sono arretrati, ma hanno mantenuto i guadagni consistenti della scorsa settimana dopo che la Fed ha dichiarato di aver finito di alzare i tassi di interesse e che guarderà a tagli dei tassi nel 2024 L'indice Asx 200 dell'Australia è sceso dello 0,45% da un massimo di 10 mesi. Il Kospi della Corea del Sud ha perso lo 0,75%, a causa delle perdite delle azioni tecnologiche, e si è anche staccato dal massimo degli ultimi tre mesi. 

Il governo sudcoreano fa un favore ai grandi azionisti

Il tutto mentre il governo sudcoreano ha deciso di allentare la soglia per i grandi azionisti che sono soggetti all'imposta sulle plusvalenze a coloro che detengono azioni quotate per un valore di 5 miliardi di won (3,83 milioni di dollari) rispetto all'attuale 1 miliardo di won. A partire da gennaio 2024, gli investitori che detengono più di 5 miliardi di won di azioni in una singola società saranno considerati grandi azionisti che dovranno pagare un'imposta sulle plusvalenze dal 20% al 25%, ha dichiarato il Ministero delle Finanze in un comunicato. Una mossa che arriva prima delle elezioni generali previste per aprile 2024, con il governo che cerca di placare gli investitori retail per ottenere voti, e dopo che lo scorso 5 novembre la Corea del Sud ha dichiarato di voler vietare le vendite allo scoperto fino a giugno 2024, suscitando critiche per il fatto che renderà il mercato meno trasparente e ridurrà la liquidità.

Listini cinesi positivi

Invece, i listini cinesi hanno mostrato una certa forza, con lo Shanghai Shenzhen CSI 300 che è salito dello 0,86% dopo essere sceso vicino ai minimi degli ultimi cinque anni mercoledì 20 dicembre. Il Composite di Shanghai ha registrato un +0,54% e l'indice Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,4%. Restano le preoccupazioni per una ripresa economica lenta in Cina. Le misure di stimolo da parte di Pechino sono giudicate insufficienti. In campo valutario, lo yen sale nei confronti del dollaro (cross dollaro/yen a 142,993, -0,38%) e lo stesso fa l’euro (cross euro/dollaro a 1,94, +0,14%).

(riproduzione riservata)



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