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Asia, prese di profitto sul Nikkei (-0,42%) con lo yen forte. Daihatsu Motor risarcirà i fornitori
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Asia, prese di profitto sul Nikkei (-0,42%) con lo yen forte. Daihatsu Motor risarcirà i fornitori

28 dicembre 2023, 07:12 Ultimo aggiornamento: 08:56

Borse asiatiche contrastate, mentre le scommesse sui tagli ai tassi di interesse da parte della Fed (Goldman Sachs si aspetta tre tagli dei tassi da 25 punti base a marzo, maggio e giugno) hanno esteso il rally di Wall Street. La divisione di Toyota, Daihatsu Motor, risarcirà i fornitori di livello inferiore per attutire il colpo dell’interruzione della produzione dopo lo scandalo sulla sicurezza dei veicoli. A novembre la produzione industriale giapponese scende meno del previsto

Borse asiatiche contrastate, mentre le scommesse sui tagli ai tassi di interesse da parte della Fed hanno esteso il rally di Wall Street (Dow Jones +0,3% a un nuovo record storico, S&P500+0,1% e Nasdaq +0,2% su nuovi massimi da circa due anni). L’indice S&P 500 è salito del 14% in soli due mesi, a un soffio dal suo massimo storico. I futures implicano ora un 88% di probabilità di un taglio dei tassi già a marzo, un enorme cambiamento rispetto a un mese fa quando la probabilità era solo del 21%. Il mercato prevede che i tassi raggiungeranno il 3%-3,25% entro il 2025. Goldman Sachs, ad esempio, si aspetta tre tagli consecutivi dei tassi da 25 punti base a marzo, maggio e giugno, seguiti da un taglio per trimestre fino a quando i tassi raggiungeranno il 3,25-3,5% nel terzo trimestre del 2025. «La nostra previsione implica 5 tagli nel 2024 e altri 3 tagli nel 2025», ha detto la banca d’affari Usa.

Prese di profitto sul Nikkei (-0,42%) con lo yen forte

L’indice Nikkei del Giappone è sceso dello 0,42% a 33.539 punti a causa di alcune prese di profitto e di uno yen (cross dollaro/yen -0,42% a 141,207) più forte che ha pesato su alcune azioni esposte alle esportazioni. SoftBank Group, il cui titolo ha toccato il massimo degli ultimi due mesi mercoledì 27 dicembre, è calato dello 0,9%, Sony e Hitachi hanno perso ciascuna lo 0,3%, Honda lo 0,9% e Toyota l'1,6%. Dal fronte macro, a novembre la produzione industriale giapponese ha messo a segno un calo dello 0,9% su mese sulla scia della flessione della produzione di auto. Comunque le attese su base mensile erano per un calo più marcato dell’1,6%. Nello stesso mese le vendite al dettaglio su base annua hanno registrato un incremento del 5,3% su anno a fronte di attese per un +5%. Il governatore della BoJ, Ueda, ieri, 27 dicembre, ha ribadito di non aver fretta di abbandonare la politica monetaria ultra-accomodante, attualmente in vigore.

Daihatsu Motor risarcirà i fornitori di livello inferiore dopo lo stop alla produzione

La divisione di quest’ultima, Daihatsu Motor, che si occupa di automobili di piccole dimensioni, ha dichiarato che risarcirà i fornitori di livello inferiore della sua catena di fornitura per attutire il colpo dell’interruzione della produzione dopo le rivelazioni della settimana scorsa sullo scandalo sulla sicurezza dei veicoli. Daihatsu, che aveva già annunciato l'intenzione di risarcire 423 fornitori diretti, ha anche fatto sapere che manterrà la produzione bloccata in Giappone almeno fino alla fine di gennaio, mentre le autorità stanno indagando sulle irregolarità in alcuni veicoli.

Questa settimana la produzione è stata interrotta in tutti gli stabilimenti giapponesi. Daihatsu ha più di 4.000 aziende nella sua catena di fornitura che sono collegate alla sua produzione e più di 1.000 altre aziende sono associate in altri modi. «Ci rendiamo perfettamente conto che la sospensione dell'attività dell'azienda e il risarcimento costeranno una quantità considerevole di denaro», ha affermato Keita Ide, un dirigente dell'azienda. «Tuttavia, è difficile calcolare con precisione l'impatto in questo momento, poiché non è chiaro quanto durerà questo periodo». Comunque, il responsabile delle comunicazioni di Toyota, Jun Nagata, ha assicurato che l'azienda sosterrà la controllata, anche con prestiti già pronti sia per i concessionari sia per i fornitori.

In rialzo il Kospi e i listini cinesi

Invece, il Kospi della Corea del Sud è cresciuto dello 0,1% grazie alle azioni automobilistiche controbilanciate da quelle delle costruzioni. Solidi dati sulla produzione industriale di novembre guidati da una produzione di chip robusta hanno supportato il sentiment. Il produttore di auto Kia è salito del 3%. Viceversa, gli sviluppatori immobiliari HDC Hyundai Development e GS Engineering & Construction hanno perso, rispettivamente, il 2,9% e l'1,9%. Il peso massimo dell'indice, Samsung Electronics, ha lasciato sul terreno lo 0,4%, interrompendo una serie di sei sessioni positive. Anche i listini cinesi sono rimbalzati: Shanghai +1,55% e Shenzhen +2,49%, ma rimangono le preoccupazioni degli investitori per la ripresa vacillante dell'economia cinese e per tensioni tra Cina e Stati Uniti.

Il dollaro resta sotto pressione

I futures di Wall Street sono leggermente positivi (+0,08% quello sul Dow Jones e +0,20% quello sull’S&P500) con il dollaro statunitense sceso al minimo degli cinque mesi in previsione, appunto, che la Fed taglierà i tassi l'anno prossimo. «Il dollaro statunitense rimane sotto una pressione», ha affermato l'analista di Swissquote, Ipek Ozkardeskaya. «Gli acquirenti si sono affrettati alle aste di obbligazioni del Tesoro statunitense ieri, 27 dicembre, per chiudere alcuni buoni affari prima della fine dell'anno in previsione che la Fed inizierà a tagliare i tassi dalla primavera del 2024». L'indice del dollaro è calato al minimo di 101,3390, contribuendo a far salire il cambio euro/dollaro al massimo degli ultimi 4,5 mesi a 1,1066. I prezzi del petrolio scendono. Il Brent è in ribasso dello 0,19% a 79,69 dollari al barile, mentre il Wti dello 0,11% a 74,19 dollari al barile. Le grandi società di trasporto delle merci, tra cui Maersk e MSC, sono tornate a navigare nel Mar Rosso, nonostante i combattimenti in corso in Medio Oriente.

(riproduzione riservata)



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