Borse asiatiche deboli nonostante Wall Street abbia toccato i nuovi massimi del 2023 venerdì 1° dicembre. Il possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve è stato compensato dalle preoccupazioni persistenti per una frenata dell’economia in Cina. In particolare, i commenti del presidente della Fed, Jerome Powell, su un approccio più bilanciato alle condizioni monetarie restrittive e un atterraggio morbido per l'economia statunitense hanno alimentato le scommesse che la banca centrale americana abbia finito di aumentare i tassi d'interesse e che potrebbe tagliarli già da marzo 2024. I futures azionari statunitensi sono in leggero calo (-0,06% quello sul Dow Jones e -0,22% quello sull’S&P500) con l'attenzione ora rivolta ai dati chiave sull'occupazione non agricola attesi venerdì.
Tuttavia, l'ottimismo in Asia è stato in gran parte frenato dalla Cina, a seguito della serie di dati economici deboli del Paese della scorsa settimana. L'attività manifatturiera è rimasta in contrazione, mentre la crescita nelle industrie non manifatturiere è stata la più bassa dell'anno. Così lo Shanghai Shenzhen CSI 300 e lo Shanghai Composite sono calati, rispettivamente, dello 0,12% e dello 0,15%. Anche l'indice Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,44%. Il titolo del gigante cinese della tecnologia farmaceutica, WuXi Biologics, è stato sospeso dalle contrattazioni a Hong Kong dopo un calo di oltre il 23%. L'azienda ha dichiarato di aspettarsi utili più deboli quest’anno a causa di una crescita del fatturato più bassa del previsto. Infatti, la crescita dei ricavi sarà inferiore all’obiettivo del 30%, con 40 progetti in meno (l’obiettivo per il 2023 prevedeva l'aggiunta di 120 progetti). Inoltre, i ricavi legati al Covid sono diminuiti più rapidamente del previsto.
L’unica nota positiva è arrivata dagli sviluppatori immobiliari dopo che l’indebitato China Evergrande Group ha ottenuto un po' di respiro. Infatti, un tribunale di Hong Kong ha rinviato a fine gennaio l’udienza per decidere sulla liquidazione della società. L’inaspettato rinvio riapre la possibilità di un salvataggio all’ultimo minuto per il gruppo, dandogli più tempo per discutere una proposta di ristrutturazione con i suoi creditori. Il titolo Evergrande a Hong Kong è così balzato di oltre il 10%, trascinando al rialzo anche i titoli di altri sviluppatori immobiliari. Evergrande, il promotore immobiliare più indebitato al mondo con oltre 300 miliardi di dollari di passività totali, è andato in default sul suo debito offshore alla fine del 2021 ed è diventato il manifesto di una crisi del debito che da allora ha travolto il settore immobiliare cinese.
La scorsa settimana Evergrande ha offerto di scambiare parte del debito detenuto dai creditori offshore con azioni della società e con due divisioni quotate a Hong Kong e ripagare il resto con "certificati" non trasferibili garantiti da attività offshore, come riportato da Reuters. Le attività offshore includono le partecipazioni di minoranza dello sviluppatore in altre società e i suoi crediti. La nuova proposta offre, quindi, ai creditori una partecipazione del 17,8% in Evergrande, oltre all'offerta di ottobre del 30% in ciascuna delle sue due divisioni di Hong Kong - Evergrande Property Services Group ed Evergrande New Energy Vehicle Group.
Tra i mercati asiatici più ampi, l’indice Nikkei giapponese è sceso dello 0,60% a 33.231 punti, trascinato al ribasso dalla forza dello yen (cambio dollaro/yen a 146,687, +0,02%), che danneggia gli utili esteri degli esportatori rimpatriati in Giappone. Tra i peggiori performer dell'indice ci sono le case automobilistiche tra cui Nissan Motor, che ha perso il 3,4%, e Mitsubishi Motors, in flessione del 3,3%.
L'indice Asx 200 dell'Australia e il Kospi della Corea del Sud sono stati tra i migliori performer della giornata, salendo, rispettivamente, dello 0,73% e dello 0,50%, poiché l'ottimismo su un taglio dei tassi ha favorito le azioni dei settori delle materie prime e della tecnologia. I mercati scommettono anche sul fatto che la Reserve Bank of Australia manterrà i tassi d'interesse invariati durante la riunione di martedì.
Ancora meglio l’indice indiano Nifty 50 che ha aggiornato il massimo storico a 20.589,35 punti dopo che il Bjp, il partito del premier Narendra Modi, ha conquistato un'ampia maggioranza in tre dei quattro Stati indiani che hanno votato il mese scorso, strappandoli al Partito del Congresso, che li governava. Il risultato del test elettorale rafforza l’ipotesi di un terzo mandato per il premier in vista delle elezioni generali del 2024. Gli investitori hanno accolto in larga parte le misure favorevoli all'industria introdotte dal BJP durante i suoi quasi 10 anni al potere, che hanno visto l'India diventare l'economia più dinamica tra quelle principali dell’area. Il premier Modi ha ringraziato gli elettori: «mi inchino ai milioni di cittadini che hanno confermato la fiducia nel nostro Governo».
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