Borse asiatiche in rialzo in scia a Wall Street. Mentre il prezzo del petrolio storna con Israele che ha ripreso il controllo del confine di Gaza, dopo che gli estremisti di Hamas hanno fatto saltare in aria sezioni della recinzione di confine durante l’attacco di sabato scorso. Resta in rialzo il prezzo dell’oro, bene rifugio.
L’indice Nikkei della Borsa di Giappone, chiuso alla vigilia per festività, ha guadagnato il 2,48% a 31.762 punti, grazie alle azioni energetiche e di difesa. Inpex è cresciuta del 9,2%, Mitsui & Co. del 4,6% e Mitsubishi Heavy Industries del 5,1%. Sotto pressione, viceversa, le azioni delle compagnie aeree come Japan Airlines, in ribasso del 2,2%, e Ana Holdings, in calo del 1,4%. Dal fronte macro, la bilancia commerciale giapponese ad agosto è risultata in deficit di 436 miliardi. Più modesto il rialzo dell’indice sudcoreano Kospi, salito dello 0,11% grazie al produttore di munizioni Poongsan, balzato del 5,7%, e al produttore di missili LIG Nex1 (+12%). Il raffinatore S-Oil è cresciuto del 6,2%, mentre la compagnia aerea coreana Korean Air Lines ha perso l’1,9%. Il colosso dell'indice, Samsung Electronics, è salito dell'1,7% in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali mercoledì 11 ottobre.
Bene l’Hang Seng della borsa di Hong Kong, salito dell’1,35%. Giù, invece, i listini di Shanghai e Shenzen, hanno perso, rispettivamente, lo 0,42% e lo 0,11%. Country Garden Holdings ha annunciato che potrebbe non essere in grado di adempiere a tutti i suoi obblighi di pagamento offshore alla scadenza o entro i relativi periodi di grazia, mentre il più grande sviluppatore immobiliare privato del Paese è alle prese con la ristrutturazione del debito. La società immobiliare è in ritardo di una settimana sul rimborso di un bond da 470 milioni di dollari di Hong Kong (60 milioni di dollari). Inoltre, le vendite del gruppo sono crollate a settembre dell'80,7% rispetto all'anno precedente a 6,17 miliardi di yuan. Per i nove mesi conclusi a settembre, sono scese del 43,9% a 154,98 miliardi di yuan. Il titolo è sceso di oltre il 7%.
La maggior parte delle valute asiatiche si è rafforzata leggermente rispetto al dollaro statunitense a seguito del calo del rendimento dei Treasury Usa (il mercato obbligazionario, ieri 9 ottobre, era chiuso per il chiuso ieri per il Columbus Day). «Il rendimento del decennale scambia al 4,645%, il che ha provocato perdite per il dollaro statunitense», afferma Alvin T. Tan di Rbc Capital Markets. Il cambio dollaro/yen vale 148,706 (+0,15%) e il cambio euro/dollaro a 1,056 (-0,01%). I commenti di alcuni funzionari della Federal Reserve hanno alimentato le speculazioni sul fatto che la banca centrale degli Stati Uniti possa rimanere ferma fino alla fine dell'anno. Lorie K. Logan, la presidente della Federal Reserve di Dallas, ha infatti detto ieri, 9 ottobre, che l'aumento dei tassi di mercato ha svolto una parte del lavoro della banca centrale, per cui oggi c'è un po' meno bisogno di andare avanti con il ciclo restrittivo. Il presidente della Fed di Filadelfia, Philip Jefferson, ha affermato che la banca centrale dovrà ora procedere con cautela, tenendo conto dell’impatto dei tassi di mercato più alti.
Il prezzo del petrolio Wti scende sotto 86 dollari al barile (-0,47% a 85,97 dollari al barile) dopo essere aumentato del 4,3% lunedì, in risposta alla riaccensione del conflitto in Medio Oriente. Anche il prezzo del Brent storna dello 0,49% a 87,72 dollari al barile. Israele ha annunciato la sua più grande mobilitazione di oltre 300.000 riservisti dell'esercito, mentre attacca Gaza dall'aria e dal mare, con il primo ministro, Benjamin Netanyahu, che ha giurato di «cambiare il Medio Oriente». Hamas ha minacciato di uccidere gli ostaggi. L’ansia per la guerra Israele-Hamas ha aumentato la domanda di rifugi sicuri come l’oro, ancora in rialzo dello 0,55% a 1.874 dollari l’oncia.
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