I mercati azionari asiatici sono saliti, eccetto quelli cinesi, in scia alla forza di Wall Street (il future sul Dow Jones segna un +0,18% e quello sull’S&P500 un +0,28%). Per gli investitori l’ultimo aumento dell'inflazione negli Stati Uniti (al 3,7% ad agosto) non è abbastanza da far incrementare di nuovo i tassi di interesse alla Fed. «La Fed manterrà comunque i tassi invariati il prossimo 20 settembre, ma significa che quasi certamente terrà un ultimo rialzo nelle sue previsioni, anche se non crediamo che lo attuerà», hanno scritto gli analisti di Ing in una nota.
Il listino giapponese è stato il migliore, l’indice Nikkei è salito dell'1,44%, mentre il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,7% dopo che una serie di dati macro deboli ha alimentato le scommesse che la Banca del Giappone dovrà ancora mantenere tassi di interesse negativi per il momento. Infatti, gli ordini di macchinari giapponesi sono diminuiti bruscamente a luglio, a causa del deterioramento della fiducia delle imprese: -1,1% su mese, a fronte del consenso che prevedeva un -0,9%, dopo il +2,7% del mese precedente. A perimetro annuo, il dato ha visto una contrazione del 13%, superiore a quella ipotizzata dal consenso (-10,7%). Sempre a luglio, la lettura rivista della produzione industriale ha indicato una flessione a perimetro mensile pari all’1,8%. SoftBank Group è salita dello 0,9% con la sua società di progettazione di chip, Arm, che ha ottenuto una valutazione di 54,5 miliardi di dollari nell’Ipo a Wall Street. Una cifra monstre che, però, è meno dei 64 miliardi messi sul piatto da Softbank per acquisire il mese scorso una partecipazione del 25% in Arm.
In leggero rialzo dello 0,2% l’indice Asx 200 dell'Australia dopo che i dati hanno mostrato che la forza lavoro del paese è cresciuta più del previsto ad agosto. Meglio il Kospi della Corea del Sud, aumentato dello 0,99%, sostenuto dall’ aumento di quasi l'1% delle aziende produttrici di chip, SK Hynix Inc e Samsung Electronics. Segno meno, viceversa, per i listini cinesi con lo Shanghai Shenzhen CSI 300 in calo dello 0,64%, mentre lo Shanghai Composite si è limitato a un +0,02% e l'indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un calo dello 0,27%, con i principali produttori di veicoli elettrici Byd, Xpeng e Nio, che hanno perso tra lo 0,5% e il 2% dopo che l'Unione Europea ha aperto un'indagine sulle sovvenzioni cinesi per i produttori di veicoli elettrici. Una mossa che ha aumentato le preoccupazioni riguardo alle crescenti tensioni commerciali tra Pechino e Bruxelles, soprattutto in un momento in cui le tensioni tra Cina e Stati Uniti sono in aumento.
E non solo. Taiwan ha criticato Elon Musk, proprietario della piattaforma di social media X, precedentemente nota come Twitter, nonché della società di auto elettriche Tesla e della rete satellitare Starlink, per gli ultimi commenti sulla Cina. Taiwan «non è in vendita», ha detto il ministro degli Esteri dell'isola, Joseph Wu, in un severo rimprovero a Musk che ha affermato che Taiwan è parte integrante della Cina. Wu sperava che Musk potesse chiedere alla Cina di «aprire @X al suo popolo». La Cina blocca X, insieme ad altri importanti social media occidentali come Facebook.
Da segnalare, infine, che la cinese Huawei Technologies ha detto che terrà un evento mediatico per discutere dei nuovi prodotti il prossimo 25 settembre, alimentando l'aspettativa che vengano rivelati dettagli sugli smartphone rilasciati di recente. La serie Mate 60 è sotto i riflettori, sia per l'uso di un chip avanzato prodotto in Cina, sia perché la serie segna probabilmente il primo grande tentativo del settore smartphone di Huawei di riprendersi dalle pesanti sanzioni statunitensi. Huawei non ha precisato quali saranno i nuovi prodotti di cui si parlerà, ma il quotidiano economico nazionale Yicai ha riferito che saranno divulgate informazioni sui suoi ultimi telefoni. Il lancio della serie iPhone 15 di Apple questa settimana, riporta Reuters, ha suscitato reazioni contrastanti in Cina - il terzo mercato per importanza dell'azienda - con molti utenti online che hanno apprezzato il chip più veloce e le migliori capacità di gioco, mentre altri hanno preferito il nuovo smartphone di Huawei. Senza contare che questa settimana il governo ha ampliato le restrizioni sull'uso degli iPhone da parte dei dipendenti statali, ai quali è stato chiesto di non utilizzarli sul posto di lavoro.
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Lo yuan cinese è sceso dello 0,1%, ma è rimasto ben al di sopra del recente minimo degli ultimi dieci mesi, poiché la Banca Popolare Cinese ha sostenuto la valuta in attesa dei dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio previsti per domani, 15 settembre, che dovrebbero offrire ulteriori indicazioni su una ripresa o meno nell'economia più grande dell'Asia. Lo yen giapponese è aumentato dello 0,2%, mantenendosi appena sopra il minimo degli ultimi dieci mesi mentre i mercati attendono ulteriori segnali dalla Banca del Giappone su quando intende abbandonare il regime di tassi negativi. Il dollaro perde terreno anche nei confronti dell’euro che sale dello 0,20% a 1,075 dato che si prevede che la Fed manterrà i tassi di interesse più alti più a lungo. (riproduzione riservata)