La maggior parte delle borse asiatiche è salita, ma solo leggermente, con i titoli giapponesi in testa grazie ai forti utili trimestrali, mentre l'attenzione è rivolta alla riunione della Federal Reserve di questa settimana. I listini cinesi sono stati l'eccezione della giornata, con un ulteriore calo dovuto alle preoccupazioni per il mercato immobiliare che hanno scatenato una nuova ondata di vendite nel Paese. Gli investitori sono ora in attesa di ulteriori misure di stimolo da parte di Pechino, visto il rallentamento della crescita economica cinese.
In generale, i mercati attendono la conclusione della riunione della Fed di mercoledì, dove si prevede che la banca centrale americana aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base. Ma l'attenzione si concentrerà soprattutto sull'eventualità che la Fed segnali la fine del suo ciclo di rialzi dei tassi, durato quasi 16 mesi, alla luce dei recenti segnali di allentamento dell'inflazione statunitense. Una pausa nel ciclo di rialzi dei tassi della Fed è di buon auspicio per i mercati azionari, che sono molto esposti al rischio, e potrebbe stimolare ulteriori flussi di capitale verso l'Asia nelle prossime settimane. Questa settimana sono previste le riunioni di altre banche centrali, tra cui quella della Banca d'Indonesia martedì, quella della Banca centrale europea giovedì e quella della Banca del Giappone (BoJ) venerdì.
L’indice Nikkei e il Topix sono stati i titoli più performanti in Asia con un aumento, rispettivamente, dell'1,33% e dello 0,8%. Entrambi sono stati sostenuti dai principali titoli del settore automobilistico in seguito ai forti guadagni di Mitsubishi Motors Corp che ha registrato un aumento del 24% degli utili nel trimestre che chiude giugno. Il titolo è salito del 5,6% ed è stato il miglior performer del Nikkei. Le azioni giapponesi in generale sono state favorite anche dall'attesa per la riunione della BoJ di venerdì prossimo, in cui si prevede che la banca centrale manterrà per il momento la sua posizione ultra-colomba. Nel frattempo, l’indice Pmi servizi preliminare del Giappone a luglio si è attestato a 53,9 punti e quello manifatturiero a 49,4 punti. La soglia di 50 punti separa la crescita dalla contrazione. Anche il Kospi della Corea del Sud è cresciuto dello 0,59%, mentre la forza dei titoli bancari ha aiutato l'indice australiano ASX 200 a salire dello 0,2%.
Non si può dire lo tesso dei listini cinesi, sotto pressione per le forti perdite nel settore immobiliare e per le rinnovate preoccupazioni sulla crisi del debito nel settore. L'Hang Seng di Hong Kong è sceso dell'1,2%, con la società immobiliare Country Garden Services Holdings in netto calo (-10% circa) in quanto gli investitori hanno messo in dubbio la sua capacità di far fronte agli obblighi sul debito. La scorsa settimana sono emersi ulteriori problemi di liquidità nel settore immobiliare cinese, facendo crollare le azioni e le obbligazioni dei maggiori sviluppatori del Paese. Due obbligazioni negoziate onshore di Country Garden sono crollate di circa il 20% ciascuna e anche alcune delle sue obbligazioni quotate offshore sono scese. La scorsa settimana la società immobiliare ha deciso di rifinanziare una parte del prestito per il 2019 e non ha garantito agli investitori che sarà in grado di rimborsare il debito in scadenza nei prossimi mesi. Così l'indice delle blue chip cinese, Shanghai Shenzhen CSI 300, è sceso dello 0,23%, piatto lo Shanghai Composite. Peggio l’indice Hang Seng di Hong Kong, arretrato dell’1,48%.
La Cina sta incoraggiando le imprese private a investire in settori chiave come i trasporti e la manifattura avanzata nell'ultimo sforzo di Pechino per rilanciare l'economia vacillante. La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma ha pubblicato un piano che sottolinea l'importanza degli investimenti delle aziende private. Il governo si sforzerà di mantenere la quota degli investimenti privati negli investimenti fissi complessivi a un livello “ragionevole", ha dichiarato Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma. In campo valutario, il dollaro è poco mosso nei confronti dello yuan a 7,1918, mentre avanza dello 0,17% sullo yen a 141,414, quanto all’euro si rafforza sul biglietto verde: vale 1,1123 (+0,23%). I futures di Wall Street sono poco mossi (-0,02% quello sul Dow Jones e 0,01% quello sull’S&P500).
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