La maggior parte delle borse asiatiche è scesa a causa dell'incertezza sui tassi di interesse e in vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti del 5 novembre con il candidato repubblicano, Donald Trump, in crescita nei sondaggi contro la vicepresidente, Kamala Harris, mentre i mercati cinesi sono saliti dopo il taglio dei tassi di interesse. I mercati asiatici hanno seguito Wall Street con gli indici statunitensi arretrati dai massimi storici mentre il rendimento del Treasury Usa 10 anni continua a salire, al 4,21%. I future sugli indici azionari statunitensi sono leggermente negativi (-0,16% quello sul Dow Jones e -0,21% quello sull’S&P500).
Il Nikkei giapponese ha guidato le perdite (-1,27% a 38.461 punti) nonostante la debolezza dello yen (cross dollaro/yen +1% a 150,886), sui minimi da quasi tre mesi a causa dell'incertezza sulla capacità della Banca del Giappone di aumentare ulteriormente i tassi di interesse, mentre l'indice Topix ha ceduto l'1,1%. Le elezioni in Giappone si terranno alla fine di questo mese, mentre la BoJ si riunirà alla fine di ottobre. Entro il fine settimana è atteso il dato sull'inflazione di Tokyo che probabilmente influenzerà le prospettive sui tassi di interesse giapponesi.
A Tokyo si quota domani, 23 ottobre, Tokyo Metro, società che gestisce una vasta rete di servizi ferroviari sotterranei nell'area metropolitana più popolosa del mondo. Un’Ipo da 348,6 miliardi di yen (2,3 miliardi di dollari). La più grande quotazione del Giappone negli ultimi sei anni ha ricevuto una domanda superiore di oltre 15 volte l'offerta, a conferma dell’appetito per le azioni giapponesi a pochi giorni da un'importante elezione che potrebbe influenzare le aspettative su ulteriori aumenti dei tassi d'interesse. Il prezzo dell'Ipo è stato fissato nella parte alta dell’intervallo di prezzo per l’Ipo tra 1.100 e 1.200 yen per azione, quindi 1.200 yen, per una capitalizzazione di mercato di 4,7 miliardi di dollari, meno di un quarto rispetto a East Japan Railway e Central Japan Railway che gestiscono servizi su vasta scala in tutto l'arcipelago. Comunque la domanda è stata forte per un titolo con un dividendo generoso (40 yen per azione per l'anno fiscale che terminerà a marzo 2025, rendimento del 3,3%), che ha attirato anche gli investitori retail, mentre gli investitori stranieri hanno richiesto oltre 35 volte la quantità di azioni disponibili per loro. Tokyo Metro, che trasporta oltre 6,5 milioni di persone ogni giorno, ha registrato un utile di 46,3 miliardi di yen nell’esercizio concluso a marzo 2024, in aumento del 67% rispetto all'anno precedente. E ha previsto che aumenti a 52,3 miliardi di yen nell'anno in corso, che terminerà a marzo 2025.
Debutto in calo del 5%, invece, oggi, 22 ottobre, per Hyundai Motor India a Mumbai dopo che l’Ipo si è chiusa con una raccolta di 3,3 miliardi di dollari, la cifra più elevata mai raggiunta in un una offerta pubblica iniziale sul mercato azionario indiano, ma la partecipazione degli investitori retail è stata modesta a causa del prezzo ritenuto elevato. Il titolo ha aperto a 1.934 rupie rispetto al prezzo di emissione di 1.960 rupie ed è scivolato fino a 1.860 rupie, dando all'azienda una valutazione di 1,51 trilioni di rupie (17,96 miliardi di dollari). Hyundai, che è la seconda casa automobilistica indiana con una quota di mercato del 15%, puntava a una valutazione di 19 miliardi di dollari.
«I volumi visti finora sono stati trainati solo dagli investitori istituzionali ed è piuttosto deludente per una Ipo delle dimensioni di Hyundai», ha dichiarato Arun Kejriwal, fondatore di Kejriwal Research. La quotazione a Mumbai rappresenta il primo debutto di Hyundai Motor al di fuori del suo mercato domestico, la Corea del Sud, e arriva in un momento in cui i mercati azionari indiani sono in forte crescita. Tuttavia, solo due delle 10 maggiori Ipo indiane hanno sovraperformato l'indice CNX 500 dalla loro quotazione.
Sebbene la valutazione di mercato di Hyundai sia molto più modesta rispetto ai 45 miliardi di dollari del leader del mercato indiano, Maruti Suzuki, gli analisti hanno espresso preoccupazioni riguardo alla valutazione confrontando i multipli prezzo-utile: Hyundai è stata valutata 26 volte i suoi utili dell’esercizio fiscale 2024, non lontano dal multiplo di 29 volte di Maruti. In ogni caso Nomura ha iniziato la copertura del titolo con un rating buy e un target pri8ce a 2.472 rupie, apprezzando l'alta concentrazione di Suv nel portafoglio di Hyundai, che ha costituito il 67% delle sue vendite nel trimestre aprile-giugno 2024. Allo stesso modo, gli analisti di Macquarie hanno avviato la copertura dell’azione con un rating outperform e un prezzo obiettivo a 2.235 rupie, sostenendo che il portafoglio incentrato sui Suv di Hyundai giustificava un premio sul multiplo prezzo/utile.
Vendite anche sul Kospi della Corea del Sud che ha perso oltre l'1%, mentre l'indice Asx 200 australiano ha ceduto l'1,4%, registrando prese di profitto dopo aver raggiunto i massimi storici all'inizio di ottobre. I listini cinesi sono stati gli unici a salire con l’indice Shenzhen in aumento dello dello 0,59% in un mercato volatile. Anche l'indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,31%, beneficiando del taglio dei tassi leggermente maggiore del previsto da parte della Banca Popolare Cinese di lunedì, l'ultimo di una serie di misure di stimolo da parte di Pechino per sostenere la crescita economica.
Sebbene l'ottimismo sulle misure abbia spinto a ottobre i mercati cinesi sui massimi degli ultimi due anni, i dubbi sui tempi e sull'entità delle misure hanno fatto scendere i listini cinesi da quei picchi. Lato materie prime, il prezzo dell'oro sale dello 0,30% a 2.747 dollari l’oncia e si mantiene poco al di sotto del massimo storico poiché i trader rimangono in gran parte orientati verso i beni rifugio a causa dell'incertezza elettorale: i sondaggi indicano una corsa serrata tra Donald Trump e Kamala Harris nelle prossime elezioni presidenziali, che si terranno tra circa due settimane. La domanda di beni rifugio è rafforzata anche dai timori di un'escalation del conflitto in Medio Oriente, dopo un tentativo di attacco con droni contro il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. (riproduzione riservata)