Borse asiatiche contrastate con il mercato giapponese che ha guidato le perdite a causa dei produttori di chip colpiti dal modello di intelligenza artificiale cinese DeepSeek. Nonostante un budget inferiore ai 10 milioni di dollari e l’uso di chip meno avanzati rispetto ai concorrenti statunitensi, ha superato ChatGpt in diversi benchmark, offrendo un prodotto gratuito che ha attirato l’attenzione globale e messo in discussione le valutazioni stellari di colossi Usa come Nvidia.
I mercati di Cina e Corea del Sud sono chiusi per la festività del Capodanno lunare. A Wall Street il Nasdaq Composite ha perso oltre il 3% a causa delle vendite sulle azioni tecnologiche. Solo Nvidia ha perso quasi 600 miliardi di dollari di valore in un sol giorno, registrando il peggior calo, -16,9%, della sua storia. Ora il future sul Nasdaq 100 recupera lo 0,22%. Oltre a DeepSeek, questa settimana l’attenzione è rivolta anche a una serie di importanti risultati aziendali del settore tecnologico statunitense previsti nei prossimi giorni, oltre che alla Fed che dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati al termine della riunione di mercoledì 29 gennaio.
L’indice Nikkei 225 del Giappone è stato il peggior performer in Asia, perdendo l’1,22% a 39.083 punti, mentre l’indice Topix è leggermente aumentato (+0,12%). Il Nikkei è stato penalizzato dalle perdite dei principali produttori di chip, con il fornitore di Nvidia, Advantest Corp., che ha perso l’11%. Tokyo Electron e Renesas Electronics hanno registrato cali tra il 2% e il 4%, mentre il conglomerato tecnologico SoftBank Group ha lasciato sul terreno il 4,7%.
DeepSeek ha innescato un crollo delle azioni dei produttori di chip, poiché il suo modello R1 sembra eguagliare le prestazioni di rivali come ChatGpt utilizzando hardware molto più datato e costi di produzione più bassi. Il modello ha sollevato dubbi sulla necessità di investire miliardi di dollari in chip avanzati per l’AI e infrastrutture per data center, quando le aziende potrebbero costruire modelli di intelligenza artificiale più snelli ed efficienti. Uno scenario del genere metterebbe in grave difficoltà la domanda, guidata dall’AI, di cui i produttori di chip hanno beneficiato in modo significativo negli ultimi due anni.
Le perdite delle azioni tecnologiche cinesi sono state molto meno pronunciate, con l’indice Hang Seng di Hong Kong in aumento dello 0,14%. I colossi locali di internet, tra cui Baidu, Xiaomi Corp., Tencent Holdings e Alibaba hanno guadagnato tra l’1% e il 5%, proseguendo i rialzi della sessione precedente grazie all’ottimismo sulle capacità di intelligenza artificiale della Cina. Poco mosso l’indice Asx 200 dell’Australia in vista dei dati sull’inflazione del quarto trimestre del 2024, attesi per mercoledì. Una lettura che potrebbe influenzare le aspettative sui tagli dei tassi di interesse da parte della Reserve Bank of Australia. Gli economisti se ne aspettano uno già a febbraio.
I prezzi del petrolio recuperano terreno: Wti +0,48% a 73,52 dollari al barile e Brent +0,50% a 76,56 dollari al barile. La scorsa settimana hanno subito forti perdite dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato emergenza energetica nazionale e ha richiesto un aumento della produzione statunitense. Inoltre, i dati economici deboli dall’importatore principale, la Cina, hanno alimentato dubbi sulla domanda di greggio, poiché le recenti misure di stimolo da parte di Pechino sembrano aver avuto un impatto fugace sull’economia. Sebbene gli analisti dubitino che la mossa di Trump aumenterà l’offerta di petrolio nel breve termine, i piani del neo presidente Usa preannunciano un aumento futuro della produzione statunitense, che già ha raggiunto livelli record superiori a 13 milioni di barili al giorno nel 2024. Trump ha anche invitato l’Opec ad aumentare la produzione e a ridurre i prezzi del petrolio. (riproduzione riservata)