Brusco calo delle Borse asiatiche con i titoli tecnologici sotto pressione di riflesso al flop di quelli statunitensi. Mentre l’impennata dei rendimenti obbligazionari e l’incertezza sulla politica monetaria della BoJ hanno portato l’indice Nikkei a registrare la perdita più consistente.
Mercoledì 25 ottobre gli indici di Wall Street hanno chiuso la seduta in ribasso dopo che l’impennata dei rendimenti dei Treasury Usa (al 4,96% il 10 anni) ha visto gli investitori guardare oltre gli ottimi conti di Meta Platforms. La società che controlla i social network Facebook e Instagram ha, infatti, superato le aspettative con i risultati del terzo trimestre del 2023. I ricavi sono aumentati del 23% a 34,15 miliardi di dollari con gli utenti attivi giornalieri pari a 2,09 miliardi, oltre i 2,07 miliardi attesi dagli analisti che si aspettavano un fatturato a 33,56 miliardi. Inoltre, l’utile netto è più che raddoppiato a 11,58 miliardi (+164%). Invece, la società madre di Google, Alphabet, ha registrato forti perdite, crollando di quasi il 10% dopo che l’utile del terzo trimestre ha deluso le aspettative del mercato.
Ciò ha dato ai mercati azionari asiatici un debole vantaggio, con l’indice Nikkei che ha perso il 2% a 30.628 punti, trascinato al ribasso da Advantest (-4,9%), Tokyo Electron (-4,8%) e da SoftBank (-3,4%). Il balzo del 2% dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni ha scosso le azioni, così come l’indebolimento dello yen oltre il livello di 150 (150,449, +0,18%), che ha portato la valuta giapponese vicino al minimo degli ultimi 33 anni sul dollaro. L'impennata dei rendimenti e l'indebolimento dello yen hanno alimentato i timori che la Banca del Giappone (BoJ) prenda in considerazione un inasprimento della sua politica ultra-espansiva quando si riunirà martedì prossimo. I media all’inizio di questa settimana suggerivano che la banca centrale giapponese stesse valutando la possibilità di ampliare la sua politica di controllo della curva dei rendimenti. In attesa anche della riunione della Federal Reserve della prossima settimana, l’attenzione è sui dati chiave del prodotto interno lordo degli Stati Uniti del terzo trimestre, previsti nel corso della giornata.
Male anche il Kospi della Corea del Sud e l’Hang Seng di Hong Kong, in calo, rispettivamente, del 2,43% e dello 0,70%. Il Kospi è sceso anche se i dati hanno mostrato che la crescita economica nel terzo trimestre del 2023 è stata superiore alle aspettative. Pure l’indice Asx 200 australiano è sceso dell’1% a causa del calo sostenuto dei prezzi all’esportazione nel terzo trimestre del 2023 e delle crescenti aspettative di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Reserve Bank. Azure Minerals è stata tra le poche azioni positive con un balzo del 43% dopo che la società ha accettato un'offerta di acquisizione da 1,6 miliardi di dollari australiani (1 miliardo di dollari) da parte del gruppo cileno Sqm, il più grande produttore di litio al mondo.
Più contenuto il calo degli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite, scesi, rispettivamente, dello 0,78% e dello 0,32%, dopo aver registrato un forte rimbalzo dai minimi del 2023 all’inizio di questa settimana. La notizia di ulteriori stimoli alla spesa in Cina, dopo che il Governo ha annunciato un’emissione di obbligazioni da 1.000 miliardi di yuan (136 miliardi di dollari), aveva, infatti, innescato una forte ripresa dei listini cinesi questa settimana. Ma gli investitori continuano a preoccuparsi per la lenta crescita economica e per la crisi del mercato immobiliare cinese.
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